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Nola – Cimitero di Nola –Manifestazione in ricordo della grande guerra 1915-1918

Nola – Si è svolta nel cimitero di Nola una manifestazione in ricordo della grande guerra; il primo conflitto bellico.  Consenso unanime del pubblico presente per l’iniziativa. All’iniziativa ha aderito il Comune di Nola il mondo scolastico con la partecipazione di studenti e docenti dell’Istituto Masullo – Theti di Nola, la Preside del medesimo Istituto Anna Maria Silvestro, una rappresentanza dell’Esercito con a capo il Gen. Pietro Barbera del Polo Mantenimento Pesante Sud di Nola. In un’area del cimitero c’è una tomba, un’edicola funeraria, di un caduto della grande guerra; il suo nome era Antonio Barone; il suo grado Caporale bombardiere. Davanti alla sua tomba è avvenuta la cerimonia, in omaggio al caso specifico ma, ovviamente, estesa a tutti i caduti con un momento di riflessione e preghiera da parte del Sacerdote – Cappellano e dei presenti. Non sono mancati i rituali discorsi delle autorità civili e militari; degli allievi, gli studenti dell’Istituto Masullo – Theti che hanno letto brani aderenti all’iniziativa. La riflessione collettiva è senza dubbio la ricerca la memoria storica nel ricordo; una ricerca d’identità, di coscienza in una collettività; un punto di aggregazione tra Esercito, il mondo della cultura; il mondo proprio della scuola e la società civile. Un qualcosa basata sulle nostre radici e sull’identità nazionale. Una studentessa, in particolare, ha letto, uno scritto, forse un’espressiva e bella poesia scritta da un’infermiera che al fronte curava i feriti di entrambi gli schieramenti senza distinzione di nome Perduca.  Datata febbraio 1916, rispettivamente, così declamava: “Non ne posso più; e maledico la guerra e maledico il destino, e maledico quelli che l’hanno voluta, quelli che l’hanno preparata, provocata…Basta sangue, basta pus, basta strida, basta morte, basta lacrime. Tutta la nostra giovinezza si ribella, si rivolta disperatamente. Tutta la nostra anima nei giorni avanti come impietrita, come abbruttita dall’angoscia, si ridesta in noi e prorompe con violenza cieca, ostile, contro tutto e tutti. Poi ci assale come un desiderio infinito di fuggire, di morire; per non vedere più, per non sentire più, per non odiare più loro: i nemici; che forse non sono che le vittime di un eguale triste cupo fato.”. Afferma il Gen. Pietro Barbera, un concetto importante in un suo scritto: “Un soldato non muore quando cade sul campo di battaglia, muore se non viene più ricordato.”

Antonio Romano

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