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Nola – Consuntivo ko, il Comune rischia il commissariamento

ENZO RUGGIERO per Radio Piazza

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La mancata approvazione del bilancio consuntivo entro il termine del 30 aprile potrebbe rappresentare la fine anticipata dell’amministrazione Biancardi, che ancora non ha ufficializzato il suo insediamento. Il testo unico degli enti locali è chiaro e prevede che il rendiconto venga approvato dal consiglio comunale entro il 30 aprile dell’anno successivo, tenendo conto della relazione dell’organo di revisione.La proposta di consuntivo deve essere messa a disposizione dell’organo consiliare almeno 20 giorni prima della seduta consiliare che lo esaminerà. In caso di mancata approvazione entro il 30 aprile, “l’organo regionale di controllo assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all’amministrazione inadempiente. Del provvedimento sostitutivo è data comunicazione al prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio”.La scadenza del 30 aprile è stata prorogata al 30 giugno su input dell’Anci. Proposta accettata dal ministero degli Interni e dell’Economia, ma a Nola, con un sindaco che deve ancora insediarsi, con una verifica dei voti ancora in corso che sta facendo slittare la proclamazione degli eletti e la conseguente nomina degli organi di governo, sembra improbabile che l’amministrazione Biancardi riesca a organizzare tutto in dieci giorni approvando pure il consuntivo. Una diffida della Prefettura è già arrivata, bisognerà capire se in regime di proroga l’ente ritardatario potrà usufruire degli ulteriori 20 giorni per consentire al consiglio la valutazione degli atti e la votazione del documento. In caso contrario scatterà il commissariamento dell’ente e lo scioglimento del consiglio.Quello che fa riflettere è la mancata approvazione nei tempi che la giunta Biancardi avrebbe potuto fare, senza lasciarsi condizionare dalle elezioni e da quella speranza di poter chiudere tutto al primo turno. Così non è stato e ora è corsa contro il tempo per rientrare nei termini imposti dalla legge, con una giunta da approvare nel rispetto della rappresentanza di genere, nell’indecisione di varare un esecutivo tecnico o politico, dell’assegnazione di deleghe importanti contese da super-consiglieri. Problemi per Biancardi, che accompagnano l’inizio del suo secondo mandato con il rischio di finire prima di iniziare.

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