Quotidiano di informazione campano

Nola la rubrica medica del sabato a cura di Tony” MICROCITEMIA” ritorna dopo le feste ormai finita

Prevenire meglgio che curare ,oggi cosa fare dicono gli esperti Microcitemia: sintomi, cause e cure

0

Nola ritorna dopo 2 settimane la mia rubrica del sabato come dico sempre prevenire meglio che curare ,vediamo cosa dicono gli esperti e come fare

Che cosa è la microcitemia? Quali sono i sintomi e le possibili cause? Esiste una terapia efficace perla microcitemia? In questo articolo cercheremo di rispondere con chiarezza ad alcune delle più comuni domande su questa condizione.

Microcitemia: che cos’è

La microcitemia è un’alterazione ereditaria del sangue caratterizzata da una riduzione del volume corpuscolare medio dei globuli rossi (MCV) che appaiono più numerosi, deformi e con livelli di emoglobina più bassi del normale. Seppure sia poco conosciuta, la microcitemia è una condizione assai diffusa nel nostro paese, tanto che si parla di almeno 2 milioni e mezzo di portatori in tutta l’Italia, con una maggiore incidenza nel sud, nelle isole e nel delta del Po.

Esistono varie forme di microcitemia, ma la più frequente in Italia è la beta-talassemia che comprende tre diversi quadri clinici:

  • il primo, il meno preoccupante, è quello del portatore senza sintomi rilevanti;
  • il secondo, quello di varia gravità, può richiedere la somministrazione di farmaci ferrochelanti, che legano il ferro ed eliminano quello in eccesso che si libera dalla continua distruzione dei globuli rossi anomali, e di qualche trasfusione non per sopravvivere ma per migliorare la qualità della vita del paziente;
  • il terzo, sicuramente il più grave, è quello del Morbo di Cooley o Anemia Mediterranea, una patologia molto grave caratterizzata da un’alterazione della sintesi delle catene beta dell’emoglobina, che per essere tenuta sotto controllo e sopravvivere richiede continue trasfusioni di sangue e farmaci

    appropriati.

Microcitemia: sintomi

Molto spesso i portatori di microcitemia non si accorgono neanche di averla in quanto si tratta di persone apparentemente sane, altri invece sanno di esserne affetti solo perché in molte regioni sono i medici a informare immediatamente i genitori dell’alterazione genetica dei neonati. Di conseguenza gli unici sintomi visibili dei portatori sani sono il pallore, la debolezza e l’affanno, che però possono essere facilmente attribuiti ad altre cause.

microcitemia
Microcitemia

I sintomi di chi soffre di microcitemia intermedia sono sicuramente più gravi rispetto a quelli manifestati dai semplici portatori sani, ma comunque meno invalidanti rispetto ai sintomi dei malati di anemia mediterranea. Nello specifico si parla di pallore, crescita lenta, ritardo della pubertà e difetti dell’apparato scheletrico.

Pnfine i sintomi si fanno invece molto più complessi e devastanti nel caso specifico di microcitemia legata all’anemia mediterranea. Tra i più comuni:
  • addome ingrossato;
  • anemia;
  • colorito pallido e giallastro;
  • crescita lenta;
  • deformità ossea;
  • irritabilità;
  • milza ingrossata;
  • scarso appetito;
  • stanchezza cronica;
  • urine più scure del normale.

Microcitemia: cause e complicanze

Trattandosi di un’alterazione genetica che viene trasmessa dai genitori ai figli al momento del concepimento, la microcitemia è ereditaria e non può dunque essere contratta in alcun modo nel corso della vita.

Per fare chiarezza circa i diversi quadri clinici di microcitemia possiamo affermare che nel caso in cui un genitore sia affetto da microcitemia e l’altro sia sano, la probabilità che il figlio nasca con tale alterazione è del 50%. Nel caso in cui invece entrambi i genitori siano portatori sani di microcitemia, questi avranno una probabilità del 50% di mettere al mondo figli microcitemici, del 25% di avere figli sani e di un altro 25% di concepire figli affetti da anemia mediterranea.

Microcitemia: diagnosi

Le alterazioni del sangue e della produzione di emoglobina tipiche della microcitemia vengono facilmente rilevate sottoponendosi a semplici analisi del sangue. In caso contrario è difficile che un soggetto microcitemico si accorga di avere qualcosa che non va.

Più nello specifico è possibile ipotizzare e poi diagnosticare la microcitemia attraverso:

  • l’emocromo;
  • le analisi delle diverse frazioni di emoglobina;
  • il dosaggio della sideremia, della ferritina e della transferrina (capacità ferro-legante dell’emoglobina);
  • esame della forma dei globuli rossi e della loro resistenza osmotica. appuntamento a sabato  scrivetemi o chiamatemi per scrivere info@lagazzettacampana.it tel 3477557249 ciao Tony

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi.