Quotidiano di informazione campano

NOLA. MEDICI PER L’AMBIENTE SU CEMENTIFICI E RIFIUTI

0

Il 23 gennaio 2013 è arrivata alla Camera la proposta di legge denominata Utilizzo di
combustibili solidi secondari (CSS) in cementifici soggetti al regime dellautorizzazione
integrata ambientale, in seguito alla sua approvazione da parte del Senato.
Il testo è consultabile al seguente link
http://documenti.camera.it/Leg16/Dossier/Testi/Am0328.htm ed è imminente la
discussione per lapprovazione definitiva del testo.

Qualora questo avvenga, ci sarebbe unestrema agevolazione del procedimento
autorizzativo unico necessario ai cementifici per bruciare rifiuti (sotto forma di
combustibile solido secondario, CSS) in sostituzione parziale dei combustibili fossili.
Nonostante questa pratica, economicamente conveniente per limprenditoria di settore,
possa teoricamente comportare una riduzione di alcune emissioni di gas serra, gli
svantaggi per gli italiani sarebbero enormemente maggiori rispetto ai possibili benefici,
comunque ottenibili con metodi alternativi e più sostenibili.

1. I cementifici sono impianti industriali altamente inquinanti con e senza luso dei
rifiuti come combustibile [1] e i limiti di legge per le emissioni di questi impianti sono
enormemente più permissivi e soggetti a deroghe rispetto a quelli degli inceneritori
classici. Ad esempio, considerando solo gli NOx, per un inceneritore il limite di
legge è 200 mg/Nmc, mentre per un cementificio è tra 500 e 1800 mg/Nmc. Inoltre,
un cementificio produce di solito almeno il triplo di CO2 rispetto a un inceneritore

classico. La lieve riduzione dei gas serra ottenuta dalla sostituzione parziale dei
combustibili fossili con rifiuti ridurrebbe le emissioni dei cementifici in maniera
scarsamente significativa, considerata la abnorme produzione annua di CO2 da
parte di questi impianti che, secondo i dati del registro europeo delle emissioni
inquinanti (E-PRTR) ammonta in Italia a circa 21.237.000 tonnellate/anno.
Basterebbe un piccolo aumento della capacità produttiva dei singoli impianti per
recuperare abbondantemente la quantità di gas serra risparmiata dalla
sostituzione parziale dei combustibili fossili con i rifiuti. Questi ultimi, infatti, sono
economicamente molto più vantaggiosi dei combustibili tradizionali e, dunque,
agirebbero da concreto incentivo allaumento della produzione. Se lobiettivo del
legislatore è dunque quello di ridurre le emissioni inquinanti di tali impianti, sarebbe
opportuno proporre, in luogo di una mera variazione di combustibile, limposizione
di miglioramenti tecnologici e di limiti produttivi ed emissivi che possano garantire
maggiormente la tutela dellambiente e della salute pubblica.

2. La combustione di rifiuti nei cementifici comporta una variazione della tipologia
emissiva di questi impianti, in particolare in merito alla emissione di
diossine/composti organici clorurati [2-4] e metalli pesanti [5]. La produzione di
diossine è direttamente proporzionale alla quantità di rifiuti bruciati [6]. Riguardo alle
diossine, viene sottolineato da parte dei proponenti di tale pratica come le alte
temperature dei cementifici diminuiscano o addirittura eliminino le emissioni di
queste sostanze, estremamente pericolose per la salute umana. Tale affermazione
sarebbe invalidata da evidenze scientifiche che mostrano come, sebbene le
molecole di diossina abbiano un punto di rottura del loro legame a temperature
superiori a 850°C, durante le fasi di raffreddamento (nella parte finale del ciclo
produttivo) esse si riaggregano e si riformano [7]. Inoltre, considerata la particolarità
chimica delle diossine (inquinanti persistenti per decenni nellambiente e nei tessuti
biologici, dove si accumulano nel tempo), leventuale riduzione quantitativa della
concentrazione di diossine nelle emissioni dei cementifici sarebbe
abbondantemente compensata dallelevato volume emissivo tipico di questi
impianti. È stato dimostrato che la combustione di CSS nei cementifici causa un
significativo incremento delle emissioni di metalli pesanti [5], in particolare mercurio,
enormemente pericolosi per la salute umana. È stato calcolato che la combustione
di una tonnellata di CSS in un cementificio in sostituzione parziale di combustibili
fossili causa un incremento di 421 mg nelle emissioni di mercurio, 4.1 mg in quelle
di piombo, 1.1 mg in riferimento al cadmio [8]. Particolari criticità dovute alla
tipologia di rifiuti bruciati sono state riportate in merito alle emissioni di piombo [9-
11].

3. Lutilizzo del CSS nei cementifici prevede linglobamento delle ceneri tossiche
prodotte dalla combustione dei rifiuti (di solito smaltite in discariche per rifiuti
speciali pericolosi) nel clinker/cemento prodotto. Questo comporta rischi potenziali
per la salute dei lavoratori [12, 13] e possibili rischi ambientali [14-16] per
leventuale rilascio nellambiente di sostanze tossiche. Inoltre, le caratteristiche
fisiche del cemento potrebbero essere alterate dalla presenza di scorie da
combustione [17, 18] in modo tale da non renderlo universalmente utilizzabile [19].
4. La destinazione dei rifiuti a pratiche di incenerimento è contraria alla recente
raccomandazione del Parlamento Europeo (A7-0161/2012, adottata a Maggio
2012, http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=TA&reference=P7-TA-
2012-0223&language=EN&ring=A7-2012-0161 ) di rispettare la gerarchia dei rifiuti
e di intraprendere con decisione, entro il prossimo decennio, la strada
dellabbandono delle pratiche di incenerimento di materie recuperabili in altro modo.
Una politica finalizzata alla transizione dal concetto di rifiuto a quello di risorsa, che
preveda una progressiva riduzione della quantità di rifiuti prodotti e una concreta
politica di riutilizzo della materia attraverso trattamenti a freddo, sarebbe pratica
decisamente più sostenibile, economicamente vantaggiosa e orientata al bene
comune di quanto sia qualunque scelta che comporti forme di incentivo alla
combustione.

LItalia è la nazione Europea con il maggior numero di cementifici e questi impianti
causano conseguenze misurabili sulla salute dei residenti nei territori limitrofi, in
particolare in età pediatrica [20]. Lincentivazione e lagevolazione della combustione dei
rifiuti nei cementifici potrebbe produrre significative conseguenze ambientali, sanitarie ed
economiche e sarebbe ad unico vantaggio dei produttori di CSS e dei proprietari di
cementifici. Per le ragioni esposte, sarebbe assolutamente opportuno evitare
lapprovazione del D.Lgs. denominato Utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS) in
cementifici soggetti al regime dellautorizzazione integrata ambientale e prevedere, nel
corso della prossima legislatura, una serie di misure finalizzate a rendere maggiormente
sostenibile nel nostro Paese sia la produzione di cemento che la gestione dei rifiuti.

<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

 

Bibliografia
1 European C. Reference Document on Best Available Techniques in the Cement,
Lime and Magnesium Oxide Manufacturing Industries. May 2010. 2010.
2 Chen CM. The emission inventory of PCDD/PCDF in Taiwan. Chemosphere
2004;54:1413-20.
3 Hu J, Zheng M, Liu W, Li C, Nie Z, Liu G et al. Characterization of polychlorinated
naphthalenes in stack gas emissions from waste incinerators. Environmental
science and pollution research international 2012.
4 Chyang CS, Han YL, Wu LW, Wan HP, Lee HT and Chang YH. An investigation on
pollutant emissions from co-firing of RDF and coal. Waste Manag. 2010;30:1334-
40.
5 Genon G and Brizio E. Perspectives and limits for cement kilns as a destination for
RDF. Waste Manag. 2008;28:2375-85.
6 Conesa JA, Galvez A, Mateos F, Martin-Gullon I and Font R. Organic and inorganic
pollutants from cement kiln stack feeding alternative fuels. J.Hazard.Mater.
2008;158:585-92.
7 Cormier SA, Lomnicki S, Backes W and Dellinger B. Origin and health impacts of
emissions of toxic by-products and fine particles from combustion and thermal
treatment of hazardous wastes and materials. Environ.Health Perspect.
2006;114:810-7.
8 European Commission DGE. Refuse Derived Fuels, current practice and
perspectives. Final report. 2003.
9 Qiao LS. Problems about Utilizing Waste Materials in Cement Plant-Foreign
Research and Rule of Law[J]. Cement 2002;10:1-5.
10 Qiao LS. Problems about Utilizing Waste Materials in Cement Plant-Behavior and
State of Trace Element in Cement Rotary Kiln. Cement 2002;12:1-8.
11 Su DG, Lin SM and Chen YY. Research on Pb Emission of Cement Kiln. Cement
2005;12:1-2.
12 Chen HL, Chen IJ and Chia TP. Occupational exposure and DNA strand breakage
of workers in bottom ash recovery and fly ash treatment plants. J.Hazard.Mater.
2010;174:23-7.
13 Liu HH, Shih TS, Chen IJ and Chen HL. Lipid peroxidation and oxidative status
compared in workers at a bottom ash recovery plant and fly ash treatment plants.
J.Occup.Health 2008;50:492-7.
14 Aubert JE, Husson B and Sarramone N. Utilization of municipal solid waste
incineration (MSWI) fly ash in blended cement Part 2. Mechanical strength of
mortars and environmental impact. J.Hazard.Mater. 2007;146:12-9.
15 Barros AM, Tenorio JA and Espinosa DC. Evaluation of the incorporation ratio of
ZnO, PbO and CdO into cement clinker. J.Hazard.Mater. 2004;112:71-8.
16 Sinyoung S, Songsiriritthigul P, Asavapisit S and Kajitvichyanukul P. Chromium
behavior during cement-production processes: a clinkerization, hydration, and
leaching study. J.Hazard.Mater. 2011;191:296-305.
17 Bertolini L, Carsana M, Cassago D, Curzio QA and Collepardi M. MSWI ashes as
mineral additions in concrete. Cem.Concrete Res. 2004;34:1899-906.
18 Maschio S, Tonello G, Piani L and Furlani E. Fly and bottom ashes from biomass
combustion as cement replacing components in mortars production: Rheological
behaviour of the pastes and materials compression strength. Chemosphere 2011.
19 Del Valle-Zermeno R, Formosa J, Chimenos JM, Martinez M and Fernandez AI.
Aggregate material formulated with MSWI bottom ash and APC fly ash for use as
secondary building material. Waste management 2012.
20 Bertoldi M, Borgini A, Tittarelli A, Fattore E, Cau A, Fanelli R et al. Health effects for
the population living near a cement plant: an epidemiological assessment.
Environment international 2012;41:1-7.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi.