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Nola – Multisala Savoia – Gli Arteteca con il film “Vita Cuore Battito”: un progetto fatto con passione e voglia di crescere

Cinema Antonio Franzese e Antonio Romano per la gazzetta campana gazzetta campana

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Nola – Presenti in sala, alla fine della proiezione, i due attori protagonisti che si sono intrattenuti per una foto ricordo con i propri fans. Si è tenuta il 24 Marzo, presso il Multisala Savoia di Nola (Na), la presentazione del film totally Made in Sud degli Arteteca intitolato “Vita Cuore Battito”, proprio come il loro ormai consolidato tormentone. Protagonisti del film sono il duo comico, formato da Monica Lima ed Enzo Iuppariello (uniti nella vita), insieme a un cast prelevato quasi per intero dal cartellone di Made in Sud, noto programma televisivo di cabaret giunto nel 2016 alla sua settima edizione. Niente male per un film tutto fatto in casa: la regia è infatti di Sergio Colabona, regista anche di Made in Sud. Di seguito, gli altri attori: Francesco Cicchella, Gennaro Scarpato, Maria Bolignano, Pasquale Palma, Sal da Vinci, Benedetto Casillo, Mimmo Esposito, Nunzia Schiano, Salvatore Misticone, Rosaria D’Urso. L’idea dei personaggi dei due ragazzi di provincia, nasce proprio dai laboratori del Teatro Tam di Napoli, diretti da Nando Mormone, ideatore e produttore di Made in Sud e per l’occasione anche produttore e distributore del film. Quello in questione è un film “on the road”, nel senso che la vicenda si svolge in diversi posti. I personaggi partono dalla periferia di Napoli, passando per Civitavecchia, prendono una nave e arrivano in Spagna, a Barcellona, Ibiza, Formentera, poi visiteranno gli uffizi di Firenze fino a tornare al centro storico di Napoli e al lotto “O” a Ponticelli. Enzo lavora come commesso in un negozio di articoli d’abbigliamento alla periferia di Napoli, ed è il classico bravo ragazzo, ma sempre distratto. Monica ha uno stipendio da acconciatrice ed estetista, ed è anche una volubile esteta, in fissa con i capelli con lo ‘shatush’, i bijou, i tacchi a spillo. L’inaspettata vittoria clandestina di un terno a lotto permetterà alla coppia, di soggiornare presso le principali mete turistiche spagnole in un viaggio culturale che prevede la visita di musei, monumenti, concerti lirici e incontri di meditazioni. Enzo e Monica partono per il loro viaggio con entusiasmo, soprattutto da parte di Monica, dominata da quella sua incessante voglia di rivalsa, di ambizione ad un livello socio-culturale più elevato. Proprio come Totò e Peppino in visita a Milano, la coppia di forestieri che viene dalla provincia, si ritrova come un pesce fuor d’acqua in una Spagna da cartolina: la loro ignoranza li rende inadeguati al contesto e al gruppo. Furbi e fessi, i protagonisti scambiano una lampada a muro per un’acquasantiera, fanno tanto d’orecchie alla parola “monologhista”, ignorano la mostra d’arte contemporanea e il concerto di musica classica settecentesco. Il loro tentativo di defilarsi viene contrastato da Gino, l’inseparabile guida, che li costringe a rispettare il monotono programma di viaggio. In realtà, successivamente, lo spettatore scoprirà che è tutta una messa in scena: ai due fortunati è stata tesa una trappola e sono stati ingaggiati a loro insaputa per testare un reality show di cui diventeranno partecipanti a tempo pieno. Non possono mancare, in questo quadretto partenopeo, le ripetute gag sui napoletani borsaioli, i riferimenti alla mafia (ai Savastano di Gomorra) e ad altri stereotipi di una Napoli un tempo milionaria. Ha colpito particolarmente, l’attenzione degli spettatori, soprattutto nella scena finale, la presenza di due mimi che in momenti topici comparivano , quasi a rappresentare la voce della coscienza interiore. E’ un film romantico e anche po’ più commovente sul finale. E’ fatto da giovani ma soprattutto è un progetto fatto col cuore, di piccoli che sperano di diventare un po’ più grandi. Se c’è la volontà di fare davvero un film e se c’è un progetto produttivo serio, si può fare, senza i contributi del ministero, senza i soldi delle regioni, con i denari di un produttore che ha deciso di rischiare partendo dal basso. Comicità partenopea immediata e leggera, figlia di una nuova generazione di attori,che strappa qualche risata a chi vuole vedere un film giusto per staccare la spina.

per l’Ufficio Stampa: Antonio Franzese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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