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Nola, nasce l’Aicast: “Una rappresentanza forte per i commercianti “

RASSEGNA STAMPA DA NOLA STABIEI NET E NON SOLO NOLA

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Nola – Rilancio del commercio: torna in città una sigla nazionale per la rappresentanza del settore. Circa settanta operatori economici hanno costituito il nucleo dell’Aicast che ha formalizzato la propria costituzione in città. L’altro giorno consegnati gli ultimi documenti, presso la sede regionale dell’Aicast. Di fatto è il “taglio il nastro” dell’ esperienza che ha come obiettivo quello di accompagnare  -anche all’ombra dei Gigli – la rinascita economica post – Covid.

Un primo passo che ha la “benedizione” dello stesso presidente della Camera di Commercio di Napoli, Ciro Fiola, che ha incontrato una delegazione del neo – consiglio di amministrazione della sede nolana dell’associazione di categoria. “Un forte in bocca a lupo agli amici nolani – afferma Fiola – soltanto lavorando in sinergia si potrà scalare questa difficile salita che ci attende. Buon lavoro a tutti”.

Molto chiari gli obiettivi. In primo luogo, ricostruire una rappresentanza di categoria autorevole, organizzata, efficace. In una situazione di profonda difficoltà in cui occorre ricostruire un intero tessuto economico è necessaria una grande capacità di confronto e di dialogo per promuovere progetti condivisi con le istituzioni e le altre associazioni del territorio. In secondo luogo, promuovere un calendario di eventi da spalmare nel corso dell’intero anno per far sì che Nola torni ad essere il faro dell’intero territorio con flussi di avventori che ritornano a salire.

Rilanciare il commercio, non solo al centro storico, significa anche essere abili nell’ intercettare linee di finanziamento per valorizzare le peculiarità culturali ed artistiche della città. Sarà questa la precisa mission dell’Aicast -Nola, insieme alla capacità di dialogare con tutte le istituzioni, da quelle locali a quelle regionali. Solo attraverso questo confronto sarà possibile intercettare i bisogni e migliorare anche i servizi, quali la segnaletica, il trasporto locale eco – sostenibile, l’ arredo urbano.

L’unione fa la forza – afferma il neo presidente, Marco Ruocco – mai espressione è più appropriata per descrivere il momento che stiamo vivendo. La sede nolana dell’Aicast nasce proprio per questo: rappresentare al meglio le istanze ed i bisogni degli operatori, dialogando con le istituzioni, cogliendo tutte le opportunità che le norme ed i bandi mettono a disposizione. Ma più di ogni altra cosa l’associazione nasce per dare una vera e propria speranza per uscire da questo tunnel. Una speranza che si fondi sull’organizzazione, sull’ascolto, sul confronto, ma anche su proposte fattive”.

Definito l’organigramma del consiglio di amministrazione con il presidente, Marco Ruocco, il vicepresidente, Raffele della Pietra, il segretario Michele del Piano, il tesoriere Antonio la Marca , ed i consiglieri Domenico Scala , Roberto Musto, Lisa Picariello, Maria Rosaria Napolitano, Massimo Bussone, Massimo Buonauguro, e Antonietta Cassese. La sede è fissata in via Anfiteatro Laterizio.

 

Avellino : oltre al padre volevano uccidere anche madre e sorella

Nel loro piano diabolico c’era lo sterminio di tutta la famiglia di lei. Pressati dalle domande degli investigatori hanno ammesso che il piano che ha portato alla morte del padre, Aldo Gioia, 53 anni di Avellino, prevedeva anche l’uccisione della madre e della sorella. Elena Gioia, 18 anni, e Giovanni Limata 23 anni, rispondono entrambi di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Sono in stato di fermo nel carcere di Avellino e attendono l’interrogatorio di convalida da parte del gip del tribunale di Avellino.ELENA HA APERTO LA PORTA ALL’ASSASSINO DEL PADRE

Le indagini hanno permesso di ricostruire il piano dei due fidanzati, osteggiati dal padre di lei, ma anche dalla madre. Elena avrebbe aperto la porta dell’appartamento al quinto piano di corso Vittorio Emanuele con la scusa di dover uscire a gettare l’immondizia. Giovanni sarebbe entrato e avrebbe poi sterminato la famiglia con un coltello. Ma ha ucciso solo il ‘suocero’, perche’ le donne hanno cominciato a urlare e hanno chiesto l’intervento del 113. I due fidanzati sono scappati. Gli investigatori hanno trovato tracce di sangue nell’androne del palazzo, hanno poi incrociato gli elementi raccolti dai primi racconti della moglie della vittima con i messaggi trovati sui cellulari della famiglia Gioia. Il quadro si e’ chiarito in poche ore. Si attende adesso il conferimento dell’incarico per l’autopsia sul corpo di Aldo Gioia, morto nell’ospedale di Avellino, dove la notte scorsa e’ giunto agonizzante per le sette coltellate al torace e all’addome che Giovanni Limata gli ha inferto.

TROVATI MESSAGGI SUI CELLULARI

Sono stati decisivi i messaggi contenuti nei telefonini dei due giovani per permettere agli investigatori di ricostruire il violento omicidio di Aldo Gioia.Dopo l’accoltellamento, l’uomo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Moscati dove è morto poco dopo la mezzanotte a causa delle diverse ferite inferte su varie parti del corpo. La segnalazione al 113 da parte della moglie della vittima ha permesso agli agenti delle Volanti e della Squadra mobile di intervenire in pochi minuti nell’abitazione, in corso Vittorio Emanuele nel pieno centro cittadino. Sul posto gli agenti hanno trovato le tracce del delitto che hanno permesso di risalire agli autori dell’aggressione. Le successive indagini, svolte per l’intera nottata con l’intervento e la direzione del pm della Procura di Avellino sul luogo del delitto e negli uffici della Questura, attraverso interrogatori e l’analisi di conversazioni e messaggi presenti sui cellulari dei due giovani, nel frattempo rintracciati nell’abitazione di lui a Cervinara , hanno consentito di ricostruire la vicenda, che si è rivelata essere l’epilogo di una vera e propria strage pianificata dalla coppia, fortunatamente solo parzialmente portata a termine.

PER LA PROCURA UN PIANO PREMEDITATO

Secondo la ricostruzione, Giovanni afferra un grosso coltello da cucina e si scaglia contro l’uomo che non ha neppure il tempo di reagire. Sette i fendenti che affonda nel torace del 53enne. La moglie accorre insieme con l’altra figlia. Nel condomino di corso Vittorio Emanuele si rompe il silenzio del coprifuoco, sono le 22,45 e si avvertono le urla disperate delle due donne. Aldo Gioia e’ ancora vivo e i due fidanzati, vedendo andare a monte i loro piani, scappano. La moglie e la figlia riescono solo a chiamare il 118. L’ambulanza raggiunge in pochi minuti l’appartamento al quinto pian

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