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Nola – Piazza Duomo – Grande consenso per “L’opera de’ pazze” di Salvatore Pipariello.

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Nola – Una serata teatrale; non in un teatro ma in una piazza. Piazza Duomo è divenuta sala di teatro improvvisata per la proposizione di L’opera de’ pazze” di Salvatore Esposito  Pipariello. A portare in scena la commedia, sul palco allestito, è stata la Compagnia teatrale nolana Pipariello per la regia di Peppe Ciringiò. In questo periodo, secondo programma, ci sono eventi in attesa della giornata più importante: la tradizionale kermesse nolana, la processione e la ballata di Gigli, obelischi di legno e cartapesta, per le vie della città prevista per l’ultima domenica di giugno. Dopo la presentazione della serata da parte di Autilia Napolitano, giornalista; sul palco la presenza del neo Sindaco di Nola Gaetano Minieri per un saluto ai presenti. “L’opera de’ pazze”, proposta a Nola in una seconda edizione, nella sua trama prende avvio in uno studio di prove di casting per aspiranti attori. Nella prima edizione erano previste delle scene musicali; in quest’occasione è stata proposta una versione, una lettura differente ma non meno intensa. Una commedia vivace e dinamica nel suo svolgimento. Nel primo atto si nota una scenografia molto semplice; quadri o manifesti di eventi alle pareti su di uno sfondo nero; una scrivania da ufficio e personaggi stravaganti che si presentano per proporsi in quella che vedono come un’occasione prestigiosa; una probabile opportunità per la loro vita. Nessuno, s’intendono, senza equivoci, chiaramente nella finzione scenica, degli aspiranti attori sembra adatto e tra loro, inoltre, emergono gelosie e risentimenti anche se alla fine tutti saranno assunti e proposti per l’opera! In realtà è una scelta; non c’era altro a disposizione. Quella processione di proposte sceniche ha i più svariati contorni: un guardaporta; una suora che pretende, in una situazione d’ironia e comicità, di interpretare il ruolo della Monica di Monza di manzoniana memoria; un tuttofare, un altro che mostra, in un contesto comico, tutta la sua omosessualità. Inoltre un personaggio femminile che pretende di svolgere il ruolo della regina Elisabetta e che finirà per fare la parte di Rossella O’Hara protagonista del romanzo di Margaret Mitchell “Via col vento”; un altro ruolo scenico è determinato da un improvvisato investigatore tipo Sherlock Holmes. La pazienza del responsabile di scena è messa a dura prova e si decide, seppure con perplessità, di metter su lo spettacolo! Nel secondo atto l’aspetto scenico cambia del tutto! Una trasformazione, nei suoi dettagli, più raffinata dove è messa in mostra una città di altri tempi; i costumi rimandano a un’epoca passata; l’aspetto militaresco è caratterizzato dai moschettieri del re sì come appaino nei romanzi di Alexandre Dumas. In scena, nelle diverse sequenze, un cardinale; un cattivo della situazione, una sorta di pirata; un personaggio vestito da Zorro celebre personaggio immaginario, giustiziere mascherato; in realtà è un voluto artistico “errore scenico”; il personaggio aveva un poco le idee confuse in materia di travestimenti. Inoltre uno sguainare di spade e altro; quanto basta per un artistico caos scenico fatto di situazioni compromissive. Nell’epilogo si alza forte la proposta di fermare il tutto!  La situazione è insostenibile: si sono formate le condizioni per compromettere e trasformare un’opera di alto valore nell’opera dei pazzi!  La raffinatezza dell’aspetto visivo scenico fa da contrasto alla rappresentazione vera e propria; gli attori, nella loro finzione scenica, non ne indovinano una, alimentando il contesto d’ironia e comicità. Un grande lavoro di dinamicità; da citare per il loro impegno lavorativo l’aiuto regia di Cristina Simonetti; i costumi di Bina Casoria; le scene audio e luci di Michele Napolitano. Sulle note di una nota canzone, adatta per l’occasione, di Renato Zero dal titolo “Matti” si chiude un invisibile sipario! Meritano citazione gli attori: Antonio E. Pipariello, Luigi Pedone, Cristina Simonetti, Maura Tronci, Bina Casoria, Giovanni Onorato, Andrea Iovino, Antonietta Infante, Enrico Napolitano, Francesco Di Lauro, Chiara D’Avanzo, Gisella Palo e infine il regista e attore Peppe Ciringiò.

Antonio Romano

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