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Nola rubrica del sabato a cura di Tony “MUSICOTERAPIA”

PREWVENIRE MEGLIO CHE CURARE

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Ascoltare musica fa bene alla salute, è un dato di fatto. Un nuovo studio finlandese ritiene che la terapia che combina la musica con un trattamento standard per la depressione a base di farmaci possa portare a miglioramenti nella salute dei pazienti.

I ricercatori nello specifico, ritengono che l’aggiunta di musicoterapia alle cure tradizionali, permetta alle persone di esprimere al meglio le loro emozioni e riflettere sui loro sentimenti interiori.

Lo studio, pubblicato sul British Journal of Psychiatry, porta la firma dei ricercatori dell’Università di Jyväskylä. Gli scienziati hanno reclutato 79 persone di età compresa tra i 18 e i 50 anni, ai quali era stata diagnosticata la depressione. A 33 partecipanti sono state offerte 20 sedute di musicoterapia, in aggiunta alla terapia usuale per la depressione. Gli altri 46 partecipanti hanno ricevuto il trattamento standard, e sono state valutate come gruppo di controllo.

Le sessioni di musicoterapia avevano durata di 60 minuti e venivano effettuate, due volte alla settimana, da musicoterapisti addestrati, che aiutavano ogni partecipante a improvvisare musica usando strumenti a percussione. In media, ogni partecipante ha beneficiato di 18 sedute di musicoterapia. Ventinove persone, l’88%, hanno partecipato ad almeno 15 sedute. I partecipanti di entrambi i gruppi sono stati seguiti da tre a sei mesi, al termine dei quali sono stati valutati per i sintomi di depressione e ansia.

I ricercatori hanno scoperto che dopo tre mesi di partecipazione, gli individui che avevano ricevuto la terapia a base di musica avevano riportato sintomi significativamente inferiori di depressione e ansia. ”Il nostro studio – ha dichiarato Christian Gold, uno degli autori – ha dimostrato che la musicoterapia, se aggiunta alla terapia standard, composta da farmaci, psicoterapia e counseling, aiuta le persone a migliorare i loro livelli di depressione e ansia”.

Visto il successo dell’indagine, l’obiettivo dei ricercatori è ora di ripeterla su un campione più ampio di persone, per valutare il rapporto costi-benefici Tony

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