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Nola, rubrica del sabato a cura di Tony “musicoterapia”

Sapere prevenire meglio che curarela disciplina all’insegna del benessere

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musicoterapica, quanti di voi conoscono i suoi benefici? Noi de Linkazzato.it abbiamo intervistato la dottoressa Diana Facchini dell’Isfom (Istituto di Formazione per musicoterapisti) che ci ha spiegato le caratteristiche e le particolarità della disciplina.

Ma che cos’è l’Isfom? L’istituto nasce nel 1996 ad opera di Gianluigi Di Franco, pioniere della musicoterapia internazionale, e di Diana Facchini, musicologa e musicoterapista, sostenuto da un gruppo storico di professionisti napoletani appassionati. Al suo interno la Scuola di Formazione omonima è parte fondamentale ed integrante. Essa si struttura presso una sede operativa dopo una prima fase, a partire dal 1986, in cui il gruppo si adopera in numerose attività di ricerca e di formazione. Dalla prima esperienza dell’89, i corsi sono stati attuati senza soluzione di continuità fino ad oggi presso la sua sede, e l’Isfom ha diplomato centinaia di musicoterapisti. La Scuola che forma lo studente e lo “accompagna” verso l’incontro con il paziente attraverso il percorso didattico, si struttura in lezioni frontali teoriche ed esperienzali, esami annuali e tesi di diploma, tirocinio pratico e di osservazione, supervisione terapista-centrata.

Lo schema didattico della  Scuola si ispira ai seguenti aspetti base:

•   in termini strettamente musicoterapeutici, al modello Benenzon e a tutte le modificazioni documentate nelle pubblicazioni dell’Isfom;

•   in termini strettamente epistemologici, alla psicoanalisi freudiana e post-freudiana collegata anche alla messa in gioco di sé nella relazione sonoro-musicale; da tale base si definisce un’apertura alla conoscenza di altri modelli (in particolare quello sistemico-relazionale e l’approccio junghiano);

•   in termini strettamente musicali, ad un lavoro centralmente focalizzato su capacità improvvisative, per lo più derivate da esperienze/competenze musicali accademiche e/o extra accademiche, estese ad uno strumentario musicale rappresentativo delle varie famiglie, con attenzione alla vocalità come mezzo di espressione delle emozioni.L’intento non è di tipo estetico-formale, quanto empatico-comunicativo.

L’esperienza della crescita della formazione è garantita da un gruppo “interno” storico di operatori che, provenienti da aree diverse, oltre a conoscere la musicoterapia, la applicano, e da un gruppo “esterno” di operatori di livello internazionale, che nel tempo hanno portato le loro esperienze nella Scuola, in maniera strutturata e stabile, come E. Lecourt, H. Odell, R.O. Benenzon e T. Wigram.

Pertanto il processo che ha caratterizzato il gruppo di lavoro, ha delineato un vero e proprio Modello Didattico della scuola Isfom, che si è aperto sempre di più anche verso l’esterno. Tale Modello Didattico, ad esempio, è stato alla base del Corso Triennale di formazione –supportato dall’ISMEZ (Istituto Sviluppo Musicale del Mezzogiorno) e ospitato dal Conservatorio “U. Giordano” di Foggia con la collaborazione della Facoltà di Medicina, riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica come Corso di Laurea di I Livello (2004).

La Scuola è triennale (900 ore più 300 di tirocinio di osservazione e pratico al 3°, a cui si aggiunge un quarto anno per la supervisione di almeno 100 ore di terapia centrate sulle abilità del terapista formato). Gli standard qualitativi e quantitativi sono in linea con quelli delle altre scuole accreditate a livello internazionale e definiti dall’Emtc (Confederazione Europea  di Musicoterapia) ed i rapporti con le stesse sono garantite da numerosi scambi culturali legati a percorsi formativi, a seminari, a convegni.OGNI SABATO APUNTAMENTO CON TONY LA GAZZETTA  CAMPANA

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