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NOLA, SI DIMETTE I SEGRETARIO PD PAPPALARDO

RADIO PIAZZA POLITICA LOCALE NICOLA VALERI

La possiamo definire una lettera, anche alla città oltre che ogli organi di partito metropolitano di Napoli e regionale, quella con cui l’ing. Cri Pappalardo da un triennio alla guida del ciovolo Pd “Vincenzo La Rocca” di Nola ha voluto lasciare alle città e ai cittadini ed un mese, più o meno, dal voto del 26 maggio per il rinnovo della carica di sindaco è Consiglio Comunale. Pappalardo dal 2014, prima come reggente e poi da segretario si era proposto la delicata impresa di tessere la tela per mettere insieme tutte le anime del partito lacerato dalle ultime elezioni per presentare una lista unica con simbolo Pd e con qualche lista civica collegata con candidato sindaco magari scelto attraverso le primarie che potesse rilanciare la città e il territorio mettendo fine a una brutta pagina di lacerazioni e correnti contrapposte. Un piano quello di Pappalardo che si è arenato dopo la discesa in campo dell’imprenditore Gaetano MINIERI, uomo espresso dalla società civile che sarebbe sostenuto da una serie di liste civiche di cui spicca Uniti per Nola ed altri raggruppamenti. È qui, dopo che il centrodestra si è ricompattato attorno alle figura dell’ex assessore Cinzia TRINCHESE appoggiata anche dall’unico che la poteva contrastare, quell’Enzo Da Lucia di Polvica candidato nella lista di Forza Italia. Dal Pd nasceva il dilemma cosa fare.. È addirittura era trapelata l’ipotesi di scendere in campo con due liste civiche e senza simbolo di partito. Progetto che prevedeva l’appoggio a Gaetano MINIERI, unico candidato a sindaco che potrebbe contrastare la TRINCHESE data secondo i sondaggi oltre il 60% dei consensi mentre Minieri è intorno al 33%, poi ci sono i CINQUESTELLE con Giuseppe Tudisco con lista unica ed eventuali altri candidati ad esempio a sinistra vi sono bocche cucite su cosa faranno quelli di Città Viva e gli ex comunisti di Sovranità al Popolo.
Una situazione tutt’altro che facile che ha visto Pappalardo a tirare le somme e a decidere se aggregarsi al sistema delle cosiddette ‘ammucchiate’ o far prevalere l’orgoglio di partito. Anche cinque anni fa il partito si divise dopo le primarie non riuscendo a mettere un suo uomo (Francesco Passaro) sconfitto da Maria Franca Tripaldi che si candidò a sindaco me venne a sua volta sconfitta dall’avv. Geremia Biancardi. Oggi la Tripaldi fa parte di LEU di Pietro Grasso. È anche da questo movimento c’è turbolenza su cosa fare dopo l’avvento nel Pd di Nicola Zingaretti. Si parla con insistenza di un ritorno dopo che la corrente Renziana è stata un po messa all’angolo ma é solo un ipotesi. Intanto il PD di Nola vive l’ennesimo travaglio o crisi piombando nel tunnel dell’oscurantismo  sperando di ritrovare la luce.
Nicola Valeri

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