Quotidiano di informazione campano

Nola – Teatro in piazza Duomo – In Scena la commedia ”Fatemi capire”. Opera proposta dalla Compagnia Stabile Nolana “ Pipariello”.

ANTONIO ROMANO PER RADIO PIAZZA CAMPANIA EVENTI

0

Nola – Piazza Duomo – In scena, per la serie teatro sotto le stelle, nell’ambito del programma Estate Nolana, una commedia, in due atti, di Salvatore Esposito Pipariello; un autore molto noto nell’ambito teatrale  e culturale  nolano per i suoi scritti. Grande consenso di pubblico, che ha affollato piazza Duomo, che ha apprezzato l’iniziativa;  accorso numeroso per gli  applausi a scena aperta. Sul palcoscenico allestito in piazza  la Compagnia Stabile Nolana “ Pipariello”, che ha proposto al pubblico “…Fatemi capire” di Salvatore Esposito Pipariello, con l’adattamento e regia di Peppe Ciringiò e l’aiuto regia di Cristina Simonetti. È anche la storia di un copione ritrovato; dell’opera, postuma; se ne erano perse le tracce o forse se ne ignorava, addirittura, l’esistenza. Il ritrovamento è avvenuto, casualmente, assicura Antonio E. Pipariello, figlio dell’autore, in un cassetto di una scrivania che l’autore usava, fra altro, per il componimento delle sue opere. Il quadro degli attori; oltre al già citato Peppe Ciringiò, meritano citazione: Cristina Simonetti, Luigi Pedone, Antonio E. Pipariello, Maura Tronci, Giuseppe Tudisco, Giovanni Onorato, Tino Simonetti, Patrizia Zuccaro, Maria Costantina Varriale, Bina Casoria, Carmen Febbraro, e infine Gelsomina Piatti. La trama è sì sintetizzata: protagonista della storia è un personaggio che ha perso la memoria. Ad essere precisi ha avuto un incidente ed è rimasto in coma per ben dieci anni! Una vicenda che ha una dose di assurdo! Il dato alquanto inaspettato è la sua uscita dal coma, viste le sue gravissime condizioni di salute. In tutti questi anni è stato seguito da una dottoressa e dal suo staff medico. La vicenda si apre in un lussuoso appartamento, ben arredato con tanto di cameriera, ruolo affidato a Maura Tronci che per un motivo alquanto strano è costretta, suo malgrado, ad esprimersi con accento, vagamente spagnolo. Nella casa abita una madre, moglie del protagonista, dello smemorato della vicenda interpretato da Peppe Ciringiò; hanno  due figlie che vivono la loro età adolescenziale. Il ritorno a casa del paziente è un fulmine a ciel sereno! Come spiegare la nuova casa e i tanti cambiamenti che, in dieci anni, ci sono stati? La moglie del protagonista si è rifatta una vita cedendo alle lusinghe di un suo lontano corteggiatore e per salvare la sua precaria situazione economica. Quest’ultimo, che le figlie del protagonista, soltanto per salvare chissà quale apparenza, chiamano, in modo riluttante, “zio Felice” di professione fa il becchino. Altri protagonisti entrano nella vicenda per comporre i vari tasselli della trama; è il caso dei fidanzati delle due figlie. Uno dei due è balbuziente o meglio come si vedrà nel finale è solo una finzione nella finzione. La situazione di dover esprimersi in modo balbuziente è di assicurata comicità. Ogni tanto irrompe in scena la guardaporta interpretata da Patrizia Zucchero: un personaggio che piace intrattenersi in futili conversazioni e spesso ricava, da fatti e sue interpretazioni personalizzate, dei numeri da giocare a lotto che puntualmente non sono vincenti. Altro personaggio che irrompe in scena, questa volta nel senso letterale del termine, è una zia delle due sorelle: un personaggio dalla mente instabile che spesso crede, e ne è proprio convinta, di essere Cleopatra, regina d’Egitto! Un aiutante infermiere della dottoressa che ha di fatto guarito il paziente, si fa notare in scena con gli abiti, il camice da lavoro: la sua presenza in quel luogo è per tentar di risolvere un ingarbugliata questione; la sparizione di una borsa. Non è la borsa in quanto tale ma e che dentro la medesima c’erano trecentomila euro! Ad esser interessato della cosa è un altro personaggio, una sorta di boss malavitoso; in scena con tanto di pistola; ruolo affidato a Tino Simonetti. Uno di fidanzati della figlia sembra anche lui interessato alla vicenda e temendo per la sua vita si rifugia proprio in quella casa tra le proteste della cameriera “ spagnola”. Il tutto accade sotto la presenza del padrone di casa, quello vero; non quello diciamo “abusivo” che gli è succeduto: il poveretto vorrebbe capirci qualcosa;  da questo dato è definito il titolo dell’opera, ma la sua memoria è ancora convalescente! Ricorda vagamente qualcosa allorché gli portano una lettera di un certo parroco; ma poi tutto ripiomba nell’obblio. In breve si palesa una vaga soluzione: far passare per vera una finta morte di uno dei fidanzati delle due figlie; solo così, si pensa, si potrà mettere fine a tutti i timori. Ne esce fuori, invece, il cos più totale anche quando si tenta una seduta spiritica per saper notizie della famosa borsa con i soldi. L’epilogo è caratterizzato dal classico colpo di scena. Il fidanzato balbuziente non è tale. In realtà è un certo poliziotto incaricato di risolvere il caso e d’accordo con una delle figlie aveva inscenato, sotto falso nome, questa finzione che di fatto smaschera il tutto. Il boss viene bloccato prima che compia il suo misfatto ma un nuovo colpo di scena è dietro l’angolo; la guardaporta, equivocando, punta anche lei una pistola colpendo il malcapitato protagonista. Quest’ultimo ferito piuttosto gravemente, ricorda ora che aveva consegnato la citata borsa nelle mani di un parroco, il medesimo della lettera, e si rivolge alla dottoressa, e la supplica, tra il serio e l’ironico, che se anche stavolta dovesse andare in coma per poi risvegliarsi in un nero incubo del genere è meglio non procedere affatto con le cure del caso; piuttosto è preferibile, come lui stesso ammette: “ una botta in testa e via!”

Antonio Romano

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi.