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Nola- Teatro Umberto- Apertura della stagione teatrale proposta dal Teatro Pubblico Campano . Biagio Izzo in “Esseoesse“

SPETTACOLO ,PER RADIO PIAZZA NEWS

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Nola – Una metafora sulla vita di tutti i giorni. Uno spettacolo dal titolo “Esseoesse“ di Bruno Tabacchini e di Biagio Izzo nel quale è protagonista lo stesso Biagio Izzo per la regia di claudio Insegno. Uno spettacolo che nasce dalle richieste del pubblico, da quello che la gente ti racconta magari per strada. Quasi un diritto di dire certe cose e farle arrivare al pubblico e a chi di competenza. Sulla scena sono due i protagonisti che riempiono tutte le sequenze recitative,  oltre al corpo di ballo di ballerine che a più riprese interrompono la trama del racconto scenico per sottolineare determinati passaggi. Lo spettacolo è anche un viaggio per chi immagina e vorrebbe trovare un oasi deserta: lontani dalla politica, da questi sconvolgimenti, da tasse eccessive, dall’Equitalia e da tutto quello che ci circonda. Ecco il senso di questo spettacolo, il trovare un oasi di pace per non vedere e non pensare a niente, in un limbo lontano dallo spazio temporale. Un lancio di un s.o.s  in modo scherzoso e ironico; si deve al ritrovamento di una radio: la cosa sembra non del tutto  agevole per chi non è avvezzo a maneggiare simili strumenti. Un miraggio che è personificato nell’interpretazione di Francesco Procopio: un personaggio immaginario nel quale ci sono tutti i desideri  inconsci che appaiano metaforicamente parlando. Sulla scena è presente la parte anteriore di un  aereo da turismo  che ha fatto un atterraggio di fortuna in pieno deserto in un viaggio per visitare l’antico Egitto. Biagio Izzo è, e sembra,  l’unico superstite! È rimasto addormentato all’interno dell’abitacolo, aveva preso sonniferi per evitare la sindrome della paura dell’aereo in fase di volo. I quella lotta per la sopravvivenza è più vivo che mai il riflettere sul nostro contemporaneo, sul nostro tempo. In pieno deserto ecco che appaiano dei miraggi; un fenomeno tipicamente possibile e scientificamente spiegabile. Ma focalizzando il racconto scenico il miraggio è sempre la stessa personificazione: ora è il pilota dell’aereo, in seguito un soldato, un venditore di mercanzie, un finto  marocchino, un indiano, infine un prete. Il protagonista della vicenda si trova a Sharm El Sheikh.  Da lì si  parte per effettuare un’escursione. La combinazione delle cose fa sì che l’aereo su cui si trova il turista subisca un’avaria. In breve il protagonista della vicenda si ritrova nel pieno del deserto del Sahara dove di giorno il sole si mostra in tutta la sua irruenza e nella fredda notte un romantica luna gli tiene compagnia insieme al suo sconvolgersi di pensieri. Ecco allora parlare della vicenda dei rifiuti in Campania, la terra dei fuochi, e tutte le sfumature della vita quotidiana, del mondo quotidiano familiare, della crisi economica e di valori, del mondo dell’immigrazione e del lavoro e molto altro ancora. Sono solo alcuni cenni ma significativi nelle sue battute comiche e  ironiche.  Alla fine, quando un elicottero di soccorso interviene a porre fine alla vicenda, vi è,  maggiormente espresso, un messaggio di vita: che questo mondo caotico di esistenza tutt’altro che ideale nel quale si deve, giorno per giorno, portane il peso gravoso è sempre conveniente vivere e vale sempre vivere la vita fino in fondo; ne vale la pena!

A.R.

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