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Nola – Teatro Umberto – Chiusura della stagione teatrale. Sulla scena “Troppo napoletano”

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Nola – Sul palcoscenico nolano si racconta le differenze tra due quartieri di Napoli, il Rione Sanità e Posillipo. In chiusura della stagione teatrale è di scena “Troppo napoletano”;  una storia semplice, una storia d’amore vista con gli occhi di un bambino.  Consenso notevole di pubblico per l’evento. Al centro dell’attenzione è  proprio l’amore tra uno scugnizzo e una bambina di nome Ludovica a far emergere i contrasti, ma soprattutto le tradizioni, le speranze e i sentimenti di due zone di Napoli. Le musiche sono scritte da Bosnia e Gallo, le canzoni sono di Alessandro Siani e di Bruno Lanza. Lo spettacolo è per la regia di Gianluca Ansanelli e le canzoni e la supervisione artistica sono state a cura di Alessandro Siani. Lo spettacolo teatrale è stato anche un fenomeno cinematografico; in scena dunque la sua trasposizione. Uno spettacolo che si delinea tra la commedia e il Musical. In scena Gigi e Ross con Gennaro Guazzo e la partecipazione straordinaria di Valentina Stella. Inoltre la presenza sulla scena di Giorgia Agata, Luigi Attrice, Alessandro Bolide, Nicoletta D’Addio, Cristiano di Maio, Gennaro Di Biase, Ivan Fedele, Loredana Simeoli, Mirko Corpo. La partecipazione amichevole di Ciro Villano e nel ruolo della maestra Ester Gatta. Una storia che prende le mosse da un ufficio di un commissariato. Una storia di un bambino che vive la sua vita; costretto a maturare in fretta in seguito alla  perdita del padre.  È stato scresciuto da sua madre di nome Deborah. Momenti di comicità ci sono quando, il bambino protagonista, viene condotto da uno psicologo insieme ai suoi particolarissimi familiari. Tra i due nasce una spontanea amicizia e sembra che s’invertono i ruoli; il bambino sembra insegnare a vivere allo psicologo. La vicenda ha inizio con la scomparsa della piccola Ludovica di cui il piccolo, anche se piccolo d’età, è innamorato. In breve il ragazzino darà consigli allo psicologo per conquistare la sua mamma e lo  psicologo a sua volta sosterrà il giovanissimo  per far innamorare Ludovica. Una complicità fonte di sicura comicità. Nella  storia s’aggira un “fantasma” del cantante Genny Maresca, il papà di Ciro, questo il nome del bambino protagonista, che sfortunatamente  non ha mai avuto, specificamente, il ruolo di genitore essendo scomparso prima della nascita del figlio. Il  piccolo lo ricorda comunque attraverso l’unico mezzo disponibile e  che gli ha lasciato; si tratta di  una lettera. Per aiutare il racconto scenico sullo sfondo è stato posizionato una sorta di schermo sul quale si susseguono immagini e filmati. Una storia a lieto fine, sullo sfondo di una bella spiaggia, di commozione, nel quale l’amore trionfa nella sua vera essenza.ANTONIO ROMANO PER RADIO AN29NNA CAMPANIA

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