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Nola – Teatro Umberto – Federico Salvatore torna a teatro con

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Nola – Federico Salvatore e il suo ritorno a Nola sul palcoscenico nolano del teatro Umberto. Notevole consenso di pubblico. Federico Salvatore ripropone anche il suo passato artistico ma vuol dimostrare  al suo pubblico che è anche Se io fossi San Gennaro  che è il titolo dellopera portata in scena  scritta dallo stesso Federico Salvatore.  È una forma di spettacolo costituito da  monologhi in cui si districano denunce e non manca qualche nota di musica e poesia. Invettive in versi, poesia metropolitana, voglia di rivalsa dei sentimenti e dellarte: Federico Salvatore ripropone in modo migliore il suo essere artista del mondo dello spettacolo. Cè spazio anche per un omaggio a Fabrizio De Andrè con una versione molto vivace de Il pescatore e una parodia musicale sul celebre personaggio del zappatore. In scena vi è il solo Federico Salvatore  e la sua orchestra. Tra un momento e laltro, a seconda dei momenti, su dei pannelli che compongono la scenografia dello spettacolo, compaiono immagini e le figure di celebri personaggi è il caso di  Giorgio Gaber, lo stemma della Napoli che fu, quello borbonico; una bandiera italiana con la proposizione di un inno particolare; una foto del Parlamento italiano, un vecchio e ironico filmato nel quale cè una discussione di politici che sono caratterizzati dallavere lo stesso cognome e la stessa deformità morale, e altro ancora. Una figura di moderno pulcinella come suggerisce il manifesto dello spettacoloe una sagoma scenica posta al lato del palcoscenico: ci sono spunti di riflessione a diverse componenti; ecco lesaminare, brevemente, degli anni di piombo, la caduta del muro di Berlino con tutte le sue implicazioni, gli anni della musica rock quando al cinema si andava a vedere Gusù Craist superstar ed altro.  Lo spettacolo si riferisce al Santo di Napoli vescovo e martire. Si sa che San Gennaro è  il patrono principale di Napoli, nel cui Duomo sono custodite due ampolle contenenti una sostanza allo stato solido, che la tradizione afferma essere sangue del Santo, e che fonde tre volte all’anno. Il brano musicale che da il titolo allo spettacolo viene presentato al pubblico solo nellepilogo dello spettacolo: un testo musicale di critica per una città migliore; Io ho capito che la vita e’ solo un viaggio di ritorno  Che domani e’ gia’ finito e che ieri e’ un nuovo giorno  dice in un passaggio la canzone. Ma non è solo poesia la canzone, anzi è una vera sorta di messaggio che invita alla riflessione: in tal modo si analizza il disordine urbanistico, gli scempi che non tengono conto di quello che occorre per un centro storico, e che non hanno rispetto della storia.  Ancora altri nomi importanti vengono citati: Se io fossi San Gennaro giuro che mi vestirei Pulcinella Che Guevara e dal cielo scenderei Per gridare alla mia gente tutto cio’ che mi fa male . Una canzone che ha di certo parole di un certo spessore; sicuramente incisive nella mente dello spettatore. Uno spettacolo divenuto una sorta di inno per Napoli, una rappresentazione, purtroppo sotto più aspetti, fedele della città.  Federico Salvatore, è il caso di dire, si muove tra denunce sociali e momenti di generale poesia. Dalla sua posizione di partecipante sensibile ed attento, il cantautore si racconta e racconta fatti quotidiani della vita partenopea dei giorni nostri e dellultimo periodo. Con pungente spirito critico, lartista partenopeo porta inscena uno spettacolo fatto sì di canzone, immagini,  ma anche un modo per ripropone celebri avvenimenti, tratti dai suoi successi. Tra una fase e laltra dello spettacolo ci sono dialoghi con il pubblico, improvvisazioni, ed altro ancora. Uno spettacolo di certo a sfondo comico-satirico. Una  satira che è ambientata principalmente nel mondo napoletano:  un  irriverente propensione. Non mancano brani umoristici che propongono curiosi episodi, nei quali l’autore contrappone Federico, personaggio aristocratico, a Salvatore, popolano, impreparato e un po’ grossolano, in una serie di divertenti contrapposizioni. Uno spettacolo che rimarca come  lautore negli ultimi anni abbia aggiunto alla sua satira bonaria e scherzosa un tono di denuncia e critica: sicuramente  tematiche profonde portate sul palcoscenico.
Antonio Romano

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