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Nola – Teatro Umberto – Pino Imperatore ha presentato il suo libro “Benvenuti in casa Esposito” prima dello spettacolo, con Paolo Caiazzo

Antonio Romano per radio piazza eventi

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Nola – Le tragicomiche avventure della famiglia Esposito raccontate da chi Napoli la conosce e la vive, Pino Imperatore. La camorra riletta e rivisitata in chiave umoristica. È il libro di Pino Imperatore “Benvenuti in casa Esposito” con il sottotitolo : le avventure tragicomiche di una famiglia camorrista, per le edizioni Giunti. Da quest’opera letteraria di Pino Imperatore è tratta la commedia omonima inserita nella cartellone teatrale gestito dal Teatro Pubblico Campano. Nella sala d’ingresso del teatro Umberto è stato presente lo scrittore Pino Imperatore insieme ad alcuni attori della commedia omonima, che hanno descritto sinteticamente e in modo simpatico e cordiale l’evento. La gente che affluiva a teatro ha trovato questa interessante variazione, rispetto al consueto, nella sala di attesa e ne ha apprezzato l’iniziativa. Milanese, solo di nascita, Pino Imperatore parla del tema della napoletanità: è lui il fondatore a Napoli del Laboratorio di scrittura comica e umoristica «Achille Campanile» e dal 2005 è responsabile della sezione Scrittura Comica del Premio «Massimo Troisi». È in caso di dire che Napoli la conosce con tutte le sue  multiformi sfaccettature.  Benvenuti in casa Esposito non è di certo un libro sulla camorra. Ne offre una visione dal basso, non dall’alto.
Certo, è  solo un romanzo. Un illustrare, mediante il formidabile strumento dell’ironia, fatti e personaggi che a Napoli si verificano e si incontrano. Sembra che più in qualsiasi altro posto del mondo, a Napoli la realtà supera ogni forma di fantasia. Il libro si apre, come pure la relativa commedia teatrale, con la cena per la serata di San Silvestro, tutta la famiglia Esposito è riunita a casa dei coniugi Patrizia e Tonino: figli, nonni, suoceri, l’immancabile, domestica di casa, con un animale domestico annesso; per la precisione “Sansone”  l’iguana allevata in casa in una sorta di piccola scatola trasparente. Quindi dall’opera letteraria  “Benvenuti in casa Esposito” è stata liberamente tratta una commedia teatrale scritta da Pino Imperatore con la collaborazione artistica di Alessandro Siani e Paolo Caiazzo. In scena altri attori, oltre al protagonista Paolo Caiazzo: Federica Altamura che interpreta la figlia del protagonista che si trova in notevole disagio in una famiglia che porta il marchio della camorra; un marchio fatto, più che altro, di pettegolezzi della gente di fantasie da adolescente, Salvatore Misticone, Nunzia Schiano, Gaetano Silvestro, Maria Rosaria Virgili, Loredana Simeoli che interpreta la moglie del protagonista e infine Mimmo Esposito, coprotagonista della vicenda. Sulla locandina della spettacolo è scritto, non a caso : “ Senza Mimmo Esposito”! un modo simpatico per introdurre lo spettacolo. In realtà il Mimmo Esposito interpreta la parte di un fantasma di un soldato spagnolo dei tempi che furono, che per molti versi rappresenta la voce della coscienza. Il successo della commedia è dovuto alla sua vena ironica, satirica contro la malavita organizzata partenopea, che mostra gli aspetti più ridicoli con uno stile ed un linguaggio esemplare della grande tradizione comica. Con la capacità di far ridere, ma soprattutto riflettere, su uno dei mali più radicati. La vicenda ruota intorno alle tragicomiche disavventure di Tonino Esposito, interpretato da Poalo Caiazzo, che ha ammesso ironicamente, nell’anteprima: “Tutti i miei personaggi teatrali messi in scena fin adesso, hanno il nome di Antonio; mi toccherà festeggiare il 13 giugno! “.  Quest’ultimo  vuole a tutti costi seguire le orme del padre Gennaro, un celebre boss ammirato da tutto il rione. Ma, al contrario, Tonino è imbranato, e le sue aspirazioni lo portano a scontrarsi con le “leggi” della malavita e con il nuovo capoclan del quartiere, un certo De Luca. La combinazione vuole che il protagonista della vicenda, si rechi a far visita  al Cimitero delle Fontanelle, dove comincia a dialogare con un teschio che, è appartenuto ad un Capitano spagnolo, il ruolo come detto affidato a Mimmo Esposito. Alla fine il suo sogno si realizza, ma diventato finalmente capoclan del Rione, decide di cambiare le regole, obbligando tutti i membri del clan ad assumere comportamenti pseudo virtuosi. L’opera teatrale è suddivisa in diversi quadretti con tanto di titolo in scena ottenuti con un proiettore, quasi fossero e sono i capitoli di un libro; appunto! Non mancano filmati in scena nel completare il racconto scenico in uno dei quali compare, nella parte di un negoziante, Nello Iorio il famoso “ “Nonno moderno”. Il tutto completano un quadro teatrale per un notevole consenso di pubblico.

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