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Nola – Un turbolento Consiglio Comunale; l’opposizione lascia l’aula .

ATONIO ROMANO LA POLITICA LOCALE

Nola – La seduta ha sin da subito dovuto far i conti con dei problemi di ordine particolare. Nella storia politica locale un “infuocato” Consiglio Comunale a Nola ieri 23 gennaio.  Il Consiglio si sarebbe dovuto riunire nella mattinata ma, dopo il rinvio, si è riunito alle 17.30. Per problemi tecnici qualcosa ha reso  impossibile la lettura dei verbali precedenti e che sono state alla base della discussione riguardo il secondo capo all’ordine del giorno: approvazione dello schema di bilancio consolidato anno 2018.  Si è trattato di errori del neo software tali che hanno reso possibile la pubblicazione dell’atto n.63 con una delibera di giunta solo nella giornata del Consiglio Comunale.  In precedenza i consiglieri erano a conoscenza della relativa proposta di Giunta. L’opposizione, ha chiesto se questo vizio fosse nel solco della legalità, evidenziando che averlo avuto solo poco tempo prima ha significato una lesione alle peculiarità dei consiglieri. La risposta del consigliere Rino Barone: secondo lui si sarebbe trattato di una “confusione strumentale”. A mettere ordine ci ha pensato il Segretario Comunale con le seguenti parole: ” Non entro nel dibattito politico, c’è stato un vizio di forma nella procedura di pubblicazione per via di problemi tecnici ma non sono state violate leggi né le prerogative dei consiglieri, in quanto il contenuto è uguale alla proposta che avete letto già in conferenza e in commissione. L’atto ha avuto già diversi gradi di controllo, si tratta di un vizio che il Consiglio può sanare”. Dopo la conferma del voto e il non rinvio del capo, l’opposizione ha scelto, quale reazione,  di abbandonare l’aula per protesta. La votazione, in tal modo, è andata avanti con i soli consiglieri rimasti; un eccezione quella del rappresentante M5S  Giuseppe Tudisco che ha partecipato sì alla successiva discussione; si è astenuto dalle votazioni. Approvato il secondo capo, si sono votati all’unanimità il terzo capo, ” Attivazione delle entrate proprie – determinazione delle aliquote relative all’addizionale comunale“, il quarto, relativo all’esternalizzazione del servizio di riscossione, e il quinto, che ha in sostanza confermato le imposte vigenti. Temi importanti che sono stati discussi dai consiglieri in aula: i consiglieri  Buonaguro, Conventi, Iovino e  De Lucia hanno infatti rilevato l’esigenza da parte dell’amministrazione di voler controllare il lavoro del prossimo ente privato chiamato alla riscossione delle imposte e dei crediti. A tal proposito è intervenuto l’assessore al Bilancio,  Antonio Galasso; sono sue parole: ” Voglio sottolineare che non aumenteranno tasse per i cittadini, anzi speriamo per il prossimo anno di riuscire a rimodularle. L’esternalizzazione del servizio di riscossione tasse e crediti, soprattutto dopo il dissesto e anche grazie alle nuove normative presenti nella legge finanziaria, è inevitabile. Pensate che il nostro ufficio tributario ha solo due dipendenti e noi abbiamo crediti da riscuotere da anni, basti pensare che abbiamo fatto partite 6000 accertamenti Tari e Imu relative solo al 2014. È necessario che un ente privato si faccia carico anche della gestione ordinaria del settore, con uffici e assistenza all’utenza”. Ovviamente nel capitolato il responsabile di settore si riserverà il diritto di ricevere almeno ogni 3 mesi un bilancio del lavoro effettuato da questa impresa. Per legge, inoltre, la gara d’appalto dovrà coinvolgere solo imprese iscritte all’Albo per le Concessionarie al Ministro dell’Economia e Finanze. Questi sono due punti fondamentali per avere delle garanzie di legittimità e trasparenza”. Alla fine si è concluso il consiglio comunale con i 15 consiglieri presenti e i membri della giunta. In precedenza  l’opposizione, incerta sulla legittimità e sull’efficacia dell’atto, aveva chiesto parere al Sindaco Gaetano Minieri, che ha ribadito nel tentativo di rasserenare la situazione: ” Stiamo parlando di tecnicismi e non del bene dei cittadini. Ci assumiamo tutte le responsabilità del guasto tecnico, abbiamo sperimentato un nuovo software che potrebbe farci risparmiare fino a 30mila euro all’anno. La nostra non è una professione ma un dovere civico, i problemi sono tanti ma non potete sorvolare dubbi sulla nostra integrità e passione per gli impegni presi con la cittadinanza”.
A.R.

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