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DALLE 7'30 DEL MATTINO TONY VI ASPETTA NON SOLO MUSICA TANTE NEWSNola – Per C.S è stato la fine di un incubo. Il Tribunale di Nola l’ha assolta dalla pesante accusa PER QUALSIASI COSA 0818236440 3343262829 RADIO ANTENNA CAMPANIA NEL MONDO

Nola – Per C.S è stato la fine di un incubo. Il Tribunale di Nola l’ha assolta dalla pesante accusa di riciclaggio. La vicenda risale agli anni 2008-2013: sullo sfondo la gestione di un centro di scommesse non autorizzato e gestito dal marito e dal figlio di C.S. I guai iniziano con un’ indagine nel 2015 della Guardia di Finanza che rileva anomalie nella gestione dei conti correnti collegati alle carte di credito della donna.

Secondo l’accusa, l’imputata, in combutta con il figlio e il marito, “ripuliva” i soldi derivanti dalle scommesse che sarebbero state raccolte dai due familiari(rimasti estranei al procedimento), senza le necessarie autorizzazioni attraverso il meccanismo di versamenti in favore di società operanti nel settore delle scommesse on-line

Il Pubblico ministero aveva chiesto una condanna di 2 anni e 8 mesi a carico della donna. La sentenza ha invece dato ragione alla tesi difensiva, sostenuta dall’avvocato Walter Mancuso, evidenziando quale unico responsabile della condotta illecita il figlio –  che rassicurando la madre sulla regolarità del centro scommesse –  la induceva a consegnargli le sue carte di credito.

Pertanto, all’esito del processo, il Tribunale ha riconosciuto la perfetta buona fede dell’imputata mandandola assolta. Dunque, si chiude una vicenda processuale che per lunghi anni ha minato la serenità di un’anziana signora, vittima del proprio figlio

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Camposano, Rescigno: limitati i diritti dell’ opposizione .” Documenti consultabili a tempo”

Camposano – A Camposano si sta provando con ogni mezzo a zittire e limitare i diritti dell’opposizione comunale. Questa mattina scopro, che in qualità di capo dell’opposizione comunale, avrei diritto a visionare gli atti del prossimo consiglio comunale per un tempo limitato di due ore. Stiamo parlando di centinaia di documenti.

Questo regolamento ha il solo scopo di impedire alle opposizioni di esercitare la funzione di controllo garantita dalla legge. Ho già provveduto a segnalare ai carabinieri questa intollerabile violazione delle prerogative riconosciute alla minoranza. Confido che il Prefetto possa, con un suo intervento,
ripristinare anche a Camposano le regole democratiche. Altrimenti dovremo dichiaraci Repubblica Cinese”. Lo afferma Carmela Rescigno, consigliere regionale di Fratelli d’Italia della Campania e capo dell’opposizione in Consiglio comunale di Camposano.

Nola, nasce il tavolo dell’Area Progressista. Ci sono Piazza D’Armi e 5 Stelle: out l’ex sindaco Minieri

Nola – Scende in campo “l’Area progressista”, così come si definisce il tavolo che raccoglie buona parte dell’ex amministrazione Minieri. “Al tavolo politico, cui si stava lavorando da tempo, partecipano – si legge nella nota ufficiale – al momento le seguenti forze: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Nola Democratica, Nola bene Comune, Gruppo Piazza D’Armi, Uniti per Nola e Nola Nostra. La scelta è stata quella di non includere i consiglieri di maggioranza che hanno determinato lo scioglimento dell’amministrazione precedente. L’impegno, già assunto dai partecipanti al tavolo, è quello di individuare un candidato sindaco condiviso che sarà espressione democratica di tutte le componenti politiche che fanno parte del raggruppamento. L’intenzione dei sottoscrittori dell’accordo è quella di dare vita ad una compagine che sia equilibrata e duratura e consenta un governo della città destinato a percorrere l’intera durata della consiliatura affrontando i numerosi problemi di Nola e delle frazioni

Al tavolo c’è anche il Movimento Piazza D’Armi che ha aveva già svolto qualche incontro anche con il tavolo dei “firmatari” ed il Movimento 5 Stelle. Quest’ultimo dopo circa due mesi di partecipazione al tavolo che vedeva riuniti per lo più l’ex opposizione e dopo aver contribuito – con la partecipazione alle dimissioni contestuali allo scioglimento dell’amministrazione Minieri – si ritrova ora a condividere un nuovo progetto con le liste (tranne Più Nola) dell’ex maggioranza.

Condivisione degli obiettivi – si legge ancora nel documento – partecipazione democratica di tutte le componenti e massima armonia sulla scelta dei nomi: sono gli intenti cui si richiamano gli esponenti dell’area progressista della città (cui si sono affiancate realtà civiche ed il Movimento 5 stelle) che su questi principi hanno deciso di condividere il cammino verso le elezioni amministrative di giugno”.

Nel frattempo il tavolo dei progressisti tiene ancora aperte le proprie porte. “Le componenti del gruppo – si chiude il documento -. si rendono fin d’ora disponibili ad accogliere ulteriori espressioni civiche e di partito all’interno del tavolo, privilegiando le forze che concorrono al governo regionale e metropolitano. Eventuali deroghe a questi principi dovranno essere condivise dai componenti del tavolo politico”.

Al tavolo non fa parte l’ex sindaco Gaetano Minieri. Vedremo se nei prossimi giorni ufficializzerà un proprio autonomo progetto, dopo essere stato di fatto “scaricato” dall’intera sua maggioranza e rimasto solo a difendere il lavoro svolto.

Nola, Piano regolatore fermo dal 1995: troppe deroghe per far fronte alle nuove esigenze

Nola – Approvare il Puc, il Piano urbanistico comunale, dovrà essere un impegno ed un obiettivo preciso della nuova amministrazione. La legge prevede l’adozione dello stesso entro il 30 giugno e l’approvazione entro dicembre. Certo, ormai siamo abituati allo slittamento dei termini, ma l’esigenza è quella di colmare un vulnus piuttosto che adempiere ad una semplice scadenza burocratica.

La programmazione urbanistica cittadina è rimasta ancorata, ormai da decenni, al Piano Regolatore del 1995, strumento urbanistico  obsoleto e non più adeguato alle esigenze attuali.

In questi anni, infatti, la città si è estesa e stratificata. Nel frattempo, ad esempio, sono intervenuti tre condoni, sono aumentate le esigenze legate a spazi verdi e ai luoghi per servizi alla comunità.

La mancanza del Puc è stata compensata per lo più con provvedimenti urbanistici in deroga, accedendo alle opportunità residuali del Piano Regolatore, oppure al Piano Casa, soprattutto con gli abbattimenti e le ricostruzioni.

Ora, però, è giunto il momento di un “cambio di passo” strutturale per addivenire ad una pianificazione del territorio più sistematica e adeguata alle necessità.

Il Puc potrebbe rappresentare inoltre l’occasione per aprire, sulla scorta anche di qualche esempio di comuni viciniori, una fase di ascolto e di confronto con le varie realtà del territorio per evidenziare le reali esigenze che siano indicate “dal basso”

Altro elemento che potrebbe contribuire ad un sostanziale miglioramento del decoro urbano è l’adozione del Piano colore.

Si tratta dello strumento urbanistico finalizzato alla riqualificazione delle facciate dei fabbricati in particolare del centro storico che ha vitale urgenza di una rigenerazione. Siamo di fronte ad un’iniziativa attesa da tempo e che appare ormai non più procrastinabile. Se ne parla ormai da quindici anni circa, ma non si è mai andati oltre al bando per l’affidamento dei servizi di progettazione del programma e dei materiali di recupero delle facciate degli edifici centro storico, mai effettivamente espletato.

Il centro storico della città bruniana è tra i più interessanti della regione avendo conservato, per buona parte, la sua struttura originaria che fortunatamente non ha subito gravi trasformazioni o danni particolari derivanti dal fenomeno dalla cementificazione selvaggia degli anni ’70 e post terremoto dell’80 che ha invece riguardato altri comuni della provincia di Napoli.

Molti edifici però necessitano di un profondo restyling, tenendo però bene a mente alcuni canoni da fissare per evitare una perdita di identità.

Un discorso che aiuterebbe anche sul piano della promozione turistica. L’ Unesco nel 2013 ha riconosciuto la secolare Festa dei Gigli nell’ambito della Rete italiana delle Grandi Macchine a spalla, quale bene del patrimonio immateriale dell’umanità

E tra gli elementi della tradizione vi è anche il percorso, le cosiddette “vie dei Gigli”, che da secoli è sempre lo stesso. Antiche stradine e piazze che andrebbero assolutamente riqualificate proprio in funzione della loro capacità di essere un attrattore, perché oggetto del transito, ogni anno, delle macchine da festa che si spera presto possano riprendere il loro rituale.

 

 

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