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Nuova strage a Lampedusa potrebbero essere oltre 300 i morti

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Nuova ecatombe nel Mediterraneo.
Sono almeno 232 le vittime dell’ultima tragedia dell’immigrazione, ma potrebbero essere oltre 300-330 in base al racconto di quanti riferiscono della sorte toccata a un quarto gommone di cui non c’e’ piu’ traccia. Numeri drammatici che rimandano alla strage del 3 ottobre 2013, quando le vittime del naufragio a mezzo miglio da Lampedusa furono 366.
L’Operazione Triton nel Mediterraneo “e’ un inizio ma non e’ sufficiente”, ammette il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.
E l’Ue compie i primi passi per dare una risposta al dramma.Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr, ha raccolto le testimonianze dei superstiti: “I gommoni con tutta probabilita’ sono partiti insieme domenica dalla Libia, con mare forza sette, senza ne’ cibo ne’ acqua, navigando in condizioni proibitive per oltre un giorno. Nel primo gommone, di cui abbiamo avuto notizia due giorni fa, c’erano 105 persone e 29 sono state uccise dal freddo; negli altri due gommoni che hanno imbarcato presto acqua”, uno affondato l’altro semiaffondato, erano in 212 e solo nove ce l’hanno fatta. Sono dunque morti in 203. La piu’ piccola delle vittime aveva 12 anni”. Ma si teme per un quarto gommone con un centinaio a bordo, segnato come gli altri tre da un numero progressivo, “che risulta mancante ed e’ cercato dalla Guardia costiera”. La Commissione europea ha annunciato che terra’ il suo primo dibattito di orientamento sull’immigrazione a inizio marzo e che sta svolgendo “uno studio di fattibilita’” sul pattugliamento delle frontiere marittime europee, una funzione che andrebbe al di la’ del mandato attuale di Frontex”, ma “servono piu fondi”. Papa Francesco ha detto di seguire con “preoccupazione le notizie giunte da Lampedusa, dove si contano altri morti tra gli immigrati a causa del freddo lungo la traversata del Mediterraneo. Desidero assicurare la mia preghiera per le vittime e incoraggiare nuovamente alla solidarieta’, affinche’ a nessuno manchi il necessario soccorso”. “Lampedusa non diventi ancora una volta il cimitero del Mediterraneo”, e’ l’appello del sindaco Giusi Nicolini. Per Laurens Jolles, delegato Unhcr per il Sud Europa, l’Italia “con Mare Nostrum ha dimostrato l’impegno a voler trovare una soluzione. Triton non ha come suo mandato principale il salvataggio di vite e quindi non puo’ essere la risposta”. “L’inerzia del governo italiano e dell’Europa e’ inaccettabile”, accusa Save the children. (AGI) .

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