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Nuovi senatori a vita, centrodestra all’attacco

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha nominato senatori a vita il maestro Claudio Abbado, la ricercatrice Elena Cattaneo, l’architetto Renzo Piano e il fisico Carlo Rubbia. ”Sono convinto che dai 4 senatori a vita cosi’ prescelti verra’ un contributo peculiare, in campi altamente significativi, alla vita delle nostre istituzioni democratiche, e – in assoluta indipendenza da ogni condizionamento politico di parte – all’attivita’ del Senato e dell’intero Parlamento. “E’ anche per dare un segno di serena continuità istituzionale che ho ritenuto di dover colmare i vuoti tristemente determinatisi, nel breve giro di un anno, nelle fila dei senatori a vita di nomina presidenziale”, ha spiegato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. ‘Mi sento alleggerito, come sempre quando si compie un adempimento, ho compiuto quello che mi toccava compiere per i senatori a vita”, ha poi aggiunto. La decisione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sui senatori a vita è un messaggio molto forte per invertire la tendenza: chi fa ricerca deve essere premiato e io leggo così il messaggio di Napolitano che è di speranza per il Paese’, ha detto il premier Enrico Letta che poi ha aggiunto: ”Ho letto dichiarazioni di formiche che non possono nemmeno parlare davanti a quel gigante che è il presidente Giorgio Napolitano”.

Polemiche contro la decisione del Quirinale invece da parte di centrodestra, Lega e centristi. ‘Sembra evidente che un eventuale governo Letta-bis potrebbe contare, da oggi, su quattro voti in piu’ a Palazzo Madama, dove i numeri ballano. In fondo la politica e’ un po’ una coazione a ripetere. Anche il governo Prodi si avvaleva del voto, spesso determinante, dei senatori a vita’, ha detto Giuliano Cazzola esponente di Scelta civica per l’Italia. ”Dispiaciuta, delusa, amareggiata”: Daniela Santanchè dice di essere rimasta molto male per le nomine a senatore a vita decise da Napolitano. Soprattutto perchè la scelta non e’ caduta sul Cavaliere. ”Berlusconi è un imprenditore e un politico, tre volte presidente del consiglio, avrebbe tutti i meriti e i requisiti per essere nominato”, ha sottolineato la parlamentare Pdl raggiunta telefonicamente. ‘La nomina, e non da oggi, di Silvio Berlusconi avrebbe rappresentato un reale atto di pacificazione. E tuttora resta difficile comprendere perché questa ipotesi non sia stata valutata e considerata”. Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera e Coordinatore dei dipartimenti Pdl non nasconde il suo disappunto per le nomine dei quattro senatori a vita. Secondo Capezzone ”le personalità nominate oggi  esprimono, se non un’appartenenza, quanto meno ‘un’atmosfera’ di omogeneità rispetto a una parte della cultura e della sensibilità italiana, e c’è da chiedersi se altre parti, altre culture, altre sensibilità abbiano minore diritto di cittadinanza”. ‘La scelta di nominare altri quattro senatori a vita è fuori luogo oltre che anacronistica visto che tutti auspicano un senato federale, delle regioni con un numero ridotto di senatori espressi col voto dai territori – dichiara il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli – L’articolo 59 al secondo comma deve essere abolito così come avevamo già previsto nella riforma costituzionale del 2005. Qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato ma qualche volta si indovina. Non vorrei mai che queste nomine possano assumere l’importanza che i senatori a vita ebbero nel sostegno del governo Prodi. Facendo due calcoli vedo nel nostro futuro con questa scelta un Letta Bis con una rinnovata maggioranza. Chi decide le sorti del paese votando le leggi deve essere eletto non nominato”.

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