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Nuovo Papa 2013: Francesco I da “fine del mondo” ma non papa nero

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Habemus Papam! Il Conclave 2013 ha eletto il nuovo Papa, 265esimo successore di Pietro, l’argentino e gesuita Jorge Mario Bergoglio. Fino ad oggi, Jorge Mario Bergoglio era arcivescovo di Buenos Aires (dove è nato il 17 dicembre 1939). Jorge Mario Bergoglio ha scelto di chiamarsi Papa Francesco I, quindi è stato il primo Pontefice a scegliere tale nome. Papa Francesco I è però anche il primo Papa gesuita ed il primo Papa sudamericano. E proprio perché gesuita, ecco che poco dopo l’elezione del nuovo Papa 2013 (come già cercato sulla Rete), sono partite le speculazioni sul fatto se Francesco I sia quindi il famoso papa nero che avrebbe predetto Nostradamus. Nel miscuglio leggendario tramandato nei secoli, infatti, ci sarebbe una profezia di Nostradamus che indicherebbe un Papa nero come l’ultimo Pontefice prima della fine del mondo. E così, tale “profezia” si è andata nel tempo amalgamando con quella attribuita a San Malachia.

Il testo della profezia attribuita a Malachia contiene infatti 111 brevi motti in latino che descriverebbero altrettanti papi, a partire da Celestino II, eletto nel 1143, fino all’ultimo, quello che precederebbe la fine dei tempi. A lungo, in realtà, l’ultimo Papa della profezia di Malachia fu visto in Benedetto XVI, e la storia ha dato ragione agli scettici. E così, Benedetto XVI è stato retrocesso a penultimo Papa, quello descritto da San Malachia come il Gloria olivae, mentre Papa Francesco I è diventato automaticamente l’ultimo Papa. L’ultimo motto di Malachia descrive così l’ultimo Papa: “Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro Romano (Petrus Romanus), che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dai sette colli sarà distrutta ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Fine”.

Ma perché Papa Francesco I dovrebbe essere proprio il Papa nero di Nostradamus che si è col tempo fuso (arbitrariamente) con l’ultimo Papa della profezia di Malachia? La Rete, infatti, ha immediatamente notato come le prime parole di Papa Francesco I1 sono state: “Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma, sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo. Ma siamo qui”.

Ma c’è un altro particolare che ha stuzzicato ancora di più la fantasia dei più “complottisti”. Papa Francesco I, come è stato detto, è un gesuita. E la massima autorità della Compagnia di Gesù è il Preposito generale, detto però popolarmente “papa nero”. Il vero papa nero, quindi, è lo spagnolo Adolfo Nicolás Pachón, eletto Preposito generale della Compagnia di Gesù nel 2008.

Mentre Papa Francesco I sarà “un faro per la nostra Chiesa: un faro non di parole, quanto di testimonianza viva” come sembra esserne sicuro don Lorenzo Vecchiarelli, parroco della Chiesa romana di San Timoteo, che conosce Jorge Mario Bergoglio fin da quando erano giovani. Intervistato da Radio vaticana, don Lorenzo Vecchiarelli spiega che il nome che Bergoglio ha scelto, quello di Francesco, gli si “addice proprio per la sua scelta di povertà, perché è un uomo che vive molto poveramente”, e racconta: “Quello che posso dire è che si è presentato fermamente davanti alle autorità civili con la sapienza del Vangelo, una sapienza umile, chiara, ferma, davanti alla quale non retrocedeva un millimetro. Quello che impressionava è anche la sua umiltà, perché non viaggiava mai con macchina di rappresentanza, ma sui mezzi pubblici. Una persona che si è sempre distinto anche per la sua mortificazione, molto grande, e per la semplicità con cui ha operato. E’ un uomo che non si spreca in chiacchiere e che ha un cuore aperto agli altri”.

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