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OGGI 1 NOVEMBRE FESTA DI OGNI SANTO

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l giorno di tutti i Santi, noto anche come Ognissanti, è una festa cristiana che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi (siano o non siano stati canonizzati).

La solennità del calendario liturgicoromano (in latino: Sollemnitas Omnium Sanctorum) cade il 1º novembre (seguita il 2 novembredalla Commemorazione dei Defunti), ed è una festa di precetto, che prevedeva anche una vigilia e un’ottava nel calendario anteriore alla riforma liturgica voluta dalconcilio ecumenico Vaticano II.

 commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate adAntiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste[1]. Questa usanza viene citata anche nella settantaquattresima omelia di Giovanni Crisostomo(407)[1] ed è preservata fino ad oggi dalle chiese orientali. Anche Efrem Siro (373) parla di tale festa, e la colloca il 13 maggio.[1]

La ricorrenza della chiesa occidentale potrebbe derivare dalla festa romana delladedicatio Sanctae Mariae ad Martyres, ovvero l’anniversario della trasformazione delPantheon in chiesa dedicata alla Vergine e a tutti i martiri, avvenuta il 13 maggio del 609o 610 da parte di papa Bonifacio IV;[2][3] la data del 13 maggio coincide con quella citata da Efrem Siro.

In seguito Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività di Ognissanti era diffusamente celebrata[2]in novembre[senza fonte].

Il 1º novembre venne decretato festa di precetto da parte del re franco Luigi il Pionell’835. Il decreto fu emesso “su richiesta di papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i vescovi”[2]. La festa si dotò di ottava solenne ancora presente nel rito straordinario della Chiesa durante il pontificato di Papa Sisto IV della Rovere, quando, bandendo la crociata per la liberazione di Otranto nel settembre 1480, il pontefice implorò la benedizione dell’Altissimo sulle schiere cristiane.

L’antropologo James Frazer, osservando che, prima di diventare festa di precetto, Ognissanti veniva già festeggiato in Inghilterra (paese un tempo abitato dai celti) il 1º novembre, ipotizzò che tale data fosse stata scelta dalla Chiesa per creare una continuità cristiana con Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno (secondo le teorie dello storico Rhŷs)[3], a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese[senza fonte]. Questo studioso, insieme con altri, sostenne che, secondo le credenze celtiche, durante la festa del Samhain i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e che quel giorno celebrazioni gioiose venissero tenute in loro onore. Da questo punto di vista le antiche tribù celtiche erano un tutt’uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non sarebbe mai stato eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo che infatti il 2 novembre celebra i defunti.

Lo storico inglese Ronald Hutton ha messo in discussione queste tesi, osservando come Ognissanti venisse celebrato da vari secoli (prima di essere festa di precetto), in date discordanti nei vari paesi: per la chiesa di Roma era il 13 maggio, in Irlanda (paese di cultura celtica) era il 20 aprile, mentre il 1º novembre era una data diffusa in Inghilterra e Germania (paesi di cultura germanica).[3] Inoltre, sempre secondo Hutton, non ci sarebbero prove che Samhain avesse a che fare coi morti, e laCommemorazione dei defunti iniziò a essere celebrata solo in seguito, nel 998.[3]

 

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