Quotidiano di informazione campano

OGGI 13 APRILE DOMENICA DELLE PALME,AUGURI A TUTTO IL MONDO

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BENEDIZIONE DEI RAMI

I fedeli sono radunati in una chiesa succursale o in altro luogo; portano in mano i rami di ulivo o di palma.
All’arrivo del sacerdote si canta l’antifona seguente o un altro canto adatto.

Antifona d’Inizio   Mt 21,9

Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
è il Re d’Israele.
Osanna nell’alto dei cieli.

 

Hosánna fílio David:

benedíctus qui venit in nómine

Dómini. Rex Israël: Hosánna in

excélsis.
 

Il sacerdote saluta i presenti e poi con brevi parole illustra il significato  dei gesti che stanno  per compiere e li invita a una partecipazione attiva e consapevole:

Fratelli carissimi,
questa assemblea liturgica è preludio alla Pasqua del Signore, alla quale ci stiamo preparando con la penitenza e con le opere di carità fin dall’inizio della Quaresima.
Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione.
Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingresso nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce, per essere partecipi della sua risurrezione.

 

Fratres caríssimi,

postquam iam ab inítio Quadragésimæ corda nostra pæniténtia et opéribus caritátis præparávimus, hodiérna die congregámur, ut cum tota Ecclésia præludámus paschále Dómini nostri mystérium, eius nempe passiónem atque resurrectiónem, ad quod impléndum ipse ingréssus est civitátem suam Ierúsalem. Quare cum omni fide et devotióne memóriam agéntes huius salutíferi ingréssus, sequámur Dóminum, ut, per grátiam consórtes effécti crucis, partem habeámus resurrectiónis et vitæ.

Il sacerdote benedice i rami, che, dopo la processione, saranno portati nelle case come segno di fede:

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno, benedici
questi rami [di ulivo], e concedi a noi tuoi fedeli, che accompagniamo esultanti il Cristo, nostro Re e Signore, di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

Orémus.

Omnípotens sempitérne Deus, hos pálmites tua benedictióne + sanctífica, ut nos, qui Christum Regem exsultándo proséquimur, per ipsum valeámus ad ætérnam Ierúsalem perveníre. Qui vivit et regnat in sæcula sæculórum. R. Amen.

Oppure:

Accresci, o Dio, la fede di chi spera in te, e concedi a noi tuoi fedeli, che rechiamo questi rami in onore di Cristo trionfante, di rimanere uniti a lui,
per portare frutti di opere buone. Per Cristo nostro Signore.

 

Auge fidem in te sperántium, Deus, et súpplicum preces cleménter exáudi, ut, qui hódie Christo triumphánti pálmites exhibémus, in ipso fructus tibi bonórum óperum afferámus. Qui vivit et regnat in sæcula sæculórum. R. Amen.
 

Vangelo – Anno A   Mt 21,1-11
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

Dal vangelo secondo Matteo   

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Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete unasina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su unasina e su un puledro, figlio di una bestia da soma».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero lasina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

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Vangelo – Anno B   Mc 11,1-10
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
 

Dal vangelo secondo Marco 
 

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Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: Perché fate questo?, rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito».

Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare.

Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli!».


Oppure:  Gv 12,12-16

Dal vangelo secondo Giovanni

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In quel tempo, la grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re dIsraele!».

Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto su un puledro dasina.

I suoi discepoli sul momento non compresero queste cose; ma, quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che di lui erano state scritte queste cose e che a lui essi le avevano fatte.


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Vangelo – Anno C   Lc 19,28-40
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
 

Dal vangelo secondo Luca  

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In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: Perché lo slegate?, risponderete così: Il Signore ne ha bisogno».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre». 
 
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PROCESSIONE IN ONORE DI CRISTO RE

Il celebrante, o un altro ministro, può fare un’esortazione con queste parole o con altre simili.

Imitiamo, fratelli carissimi, le folle di Gerusalemme,
che acclamavano Gesù, Re e Signore,
e avviamoci in pace.

 

Imitémur, fratres caríssimi,

turbas acclamántes Iesum,

et procedámus in pace.

Ha quindi inizio la processione verso la chiesa, nella quale si celebra la Messa. I ministranti e i fedeli portano in mano i rami benedetti. Si eseguono i canti seguenti o altri adatti alla celebrazione.

Salmo 23, alternato con la seguente antifona.  
  

Le folle degli Ebrei, portando rami d’ulivo, 
andavano incontro al Signore e acclamavano a gran voce:
Osanna nell’alto dei cieli.

Del Signore è la terra e quanto contiene,
l’universo e i suoi abitanti.
E’ lui che l’ha fondata sui mari, 
e sui fiumi l’ha stabilita. 

Chi salirà il monte del Signore, 
chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non pronunzia menzogna,
chi non giura a danno del suo prossimo.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e potente,
il Signore potente in battaglia.

Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria. 

 

SI PUÒ CANTARE ANCHE IN LATINO

 

Púeri Hebræórum,

portántes ramos olivárum, obviavérunt Dómino,

clamántes et dicéntes: Hosánna in excélsis.

 

Psalmus 23

 

Dómini est terra et plenitúdo eius, *

orbis terrárum et qui hábitant in eo.

Quia ipse super mária fundávit eum *

et super flúmina firmávit eum.

 

Púeri Hebræórum

 

Quis ascéndet in montem Dómini, *

aut quis stabit in loco sancto eius?

Innocens mánibus et mundo corde +,

qui non levávit ad vana ánimam suam, *

nec iurávit in dolum.

 

Púeri Hebræórum

 

Hic accípiet benedictiónem a Dómino *

 et iustificatiónem a Deo salutári suo.

Hæc est generátio quæréntium eum, *

quæréntium fáciem Dei Iacob.

 

Púeri Hebræórum

 

Attóllite, portæ, cápita vestra+,

et elevámini, portæ æternáles, *

et introíbit rex glóriæ. Quis est iste rex glóriæ? *

Dóminus fortis et potens, Dóminus potens in prólio.

 

Púeri Hebræórum

 

Attóllite, portæ, cápita vestra, +

et elevámini, portæ æternáles, *

et introíbit rex glóriæ. Quis est iste rex glóriæ? *

Dóminus virtútum ipse est rex glóriæ.

 

Púeri Hebræórum


Salmo 46, alternato con la seguente antifona.    

Le folle degli Ebrei, lungo la strada stendevano i mantelli, 
e acclamavano a gran voce:
Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

Applaudite, popoli tutti,
acclamate Dio con voci di gioia;
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
re grande su tutta la terra. 

Egli ci ha assoggettati i popoli,
ha messo le nazioni sotto i nostri piedi.
La nostra eredità ha scelto per noi,
vanto di Giacobbe suo prediletto.
Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba. 

Cantate inni a Dio, cantate inni;
cantate inni al nostro re, cantate inni;
perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte. 

Dio regna sui popoli,
Dio siede sul suo trono santo.
I capi dei popoli si sono raccolti
con il popolo del Dio di Abramo,
perché di Dio sono i potenti della terra:
egli è l’Altissimo. 

 

Púeri Hebræórum vestiménta prosternébant in via,

et clamábant dicéntes:

Hosánna fílio David; benedíctus, qui venit in nómine Dómini.

 

Psalmus 46
 

Omnes gentes, pláudite mánibus, *

iubiláte Deo in voce exsultatiónis,

quóniam Dóminus Altíssimus, terríbilis, *

rex magnus super omnem terram.

 

Púeri Hebræórum

 

Subiécit pópulos nobis, *

et gentes sub pédibus nostris.

Elégit nobis hereditátem nostram, *

glóriam Iacob, quem diléxit.

Ascéndit Deus in iúbilo, *

et Dóminus in voce tubæ.

 

Púeri Hebræórum

 

Psállite Deo, psállite; *

psállite regi nostro, psállite.

Quóniam rex omnis terræ Deus, *

psállite sapiénter.

 

Púeri Hebræórum

 

Regnávit Deus super gentes, *

Deus sedet super sedem sanctam suam.

Príncipes populórum congregáti sunt cum pópulo Dei Abraham,+

quóniam Dei sunt scuta terræ: *

veheménter elevátus est.

 

Púeri Hebræórum

 
Inno a Cristo Re

Il coro canta le strofe, tutti rispondono con il ritornello.

Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore,
come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.

Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore,
come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.

Tu sei il re di Israele, di Davide l’inclita prole,
che, in nome del Signore, re benedetto vieni.

Tutti gli angeli in coro ti lodan nell’alto dei cieli,
lodan te sulla terra uomini e cose insieme.

Tutto il popolo ebreo recava a te incontro le palme,
or con preghiere e voti, canti eleviamo a te.

A te che andavi a morte levavano il canto di lode,
ora te nostro re, tutti cantiamo in coro.

Ti furono accetti, tu accetta le nostre preghiere,
re buono, re clemente, cui ogni bene piace.

 

Hymnus ad Christum Regem

 

Glória, laus et honor tibi sit,

rex Christe redémptor,

cui pueríle decus prompsit Hosánna pium.

 

Isræl es tu rex, Dávidis et ínclita proles,

nómine qui in Dómini, rex benedícte, venis.

 

Glória, laus et honor tibi sit…

 

Corus in excélsis te laudat cælicus omnis,

et mortális homo, et cuncta creáta simul.

 

Glória, laus et honor tibi sit…

 

Plebs Hebræa tibi cum palmis óbvia venit;

cum prece, voto, hymnis, ádsumus ecce tibi.

 

Glória, laus et honor tibi sit…

 

Hi tibi passúro solvébant múnia laudis;

nos tibi regnánti pángimus ecce melos.

 

Glória, laus et honor tibi sit…

 

Hi placuére tibi, pláceat devótio nostra:

rex bone, rex clemens, cui bona cuncta placent.

 

Glória, laus et honor tibi sit…
 

Mentre la processione entra in chiesa, si canta il seguente responsorio, 
o un altro canto che si riferisce all’ingresso del Signore:

Mentre il Cristo entrava nella città santa,
la folla degli Ebrei, preannunziando la risurrezione
del Signore della vita,
agitava rami di palma e acclamava: 
Osanna nell’alto dei cieli.

Quando fu annunziato
che Gesù veniva a Gerusalemme,
il popolo uscì per andargli incontro;
agitava rami di palma e acclamava: 
Osanna nell’alto dei cieli.

  

R/. Ingrediénte Dómino in sanctam civitátem,

Hebræórum púeri, resurrectiónem vitæ pronuntiántes, *

Cum ramis palmárum: Hosánna, clamábant, in excélsis.

V/. Cum audísset pópulus,

quod Iesus veníret Hierosólymam, exiérunt óbviam ei. *

Cum ramis.
 

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