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Oggi 16 marzo a 40 anni fa Il sequestro del 1978, di Aldo Moro

CHIARA PIZZIMENTI PER RADIO PIAZZA NEWS

Da via Fani, fra via Trionfale e via della Camilluccia, a Roma parte il racconto di 55 giorni di prigionia, scanditi da messaggi e comunicati delle Brigate rosse, dalle trattative politiche (si tratta con i terroristi?) e dalla paura. Mai un personaggio tanto noto e importante, oltretutto scortato, era stato obiettivo del terrorismo. Le Brigate rosse si facevano chiamare partito comunista combattente, avevano scelto la lotta armata contro lo Stato uccidendo, organizzando rapimenti e gambizzazioni, sparando cioè alle gambe degli avversari del loro ideale marxista-leninista.

Sembrò tutto sbagliato nella gestione del sequestro Moro. Inutili posti di blocco ovunque per le vie di Roma, perquisizioni sempre a un passo dal covo in cui i brigatisti tenevano l’uomo politico, ma senza mai arrivare a lui. Il mondo politico diviso fra chi era aperto alla trattativa e chi rifiutava ogni contatto con i brigatisti. L’epilogo il 9 maggio del 1978: il corpo di Moro viene ritrovato nel bagagliaio di una Renault 4 Rossa in via Caetani, centro di Roma, vicino alla sede di allora del Partito Comunista, via delle Botteghe Oscure. 55 giorni dopo il sequestro. radio piazza news

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