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OGGI IL GOVERNODECIDE IL PIANO SHOC, TAGLIO TASSE A ‘JOBS ACT’

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 Roma,   il’piano choc’ per l’economia targato Matteo Renzi, un pacchetto di provvedimenti su fisco, lavoro, scuola e casa che parte dall’operazione da 10 miliardi per il taglio delle tasse. Le misure dovrebbero approdare in consiglio dei Ministri domani.
  Secondo quanto si apprende, e’ slittata a domani mattina la riunione del preconsiglio e il Cdm potrebbe quindi tenersi nel pomeriggio o al piu’ tardi giovedi’. Nel ‘menu” delle misure, i tecnici dei ministeri stanno limando le coperture: tra le ipotesi che circolano nelle ultime ore, anche quella di un consistente taglio dell’Irpef (per i redditi tra 28 mila e 55 mila scenderebbe dal 38 al 35% mentre per quelli oltre i 120 mila verrebbe introdotta un’aliquota del 46%) anche se fonti del Tesoro fanno notare l’operazione sarebbe troppo costosa e non riguarderebbe i redditi piu’ bassi (quelli cioe’ fino a 15 mila euro). Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, potrebbe rientrare da Bruxelles in tarda serata o anche domani mattina poiche’ i lavori dell’Ecofin potrebbero andare avanti a oltranza. Al suo ritorno sono previste riunioni per mettere a punto i provvedimenti su cui i tecnici di via XX Settembre sono da giorni a lavoro. La caccia alle coperture per il taglio del cuneo fiscale va avanti ma la questione, ha riferito il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, e’ “sostanzialmente risolta”: saranno articolate su misure “strutturali” e “una tantum” che sulla base del progetto pluriennale “diventeranno poi anch’esse strutturali”. L’esponente del governo ha spiegato inoltre che in queste ore si stanno mettendo a punto alcune tecnicalita’ ma sono state definite le “caratteristiche di fondo”. Il sottosegretario all’Economia,Giovanni Legnini, ha fatto sapere che sara’ il Cdm a prendere la decisione finale sul cuneo ma l’orientamento prevalente resta quello di concentrare l’intervento sull’Irpef puntando sulle detrazioni a favore delle famiglie. La meta’ delle risorse, circa 5 miliardi, dovrebbero arrivare dai risparmi della spending review e altre coperture potrebbero essere garantite da entrate una tantum, come ad esempio gli incassi del rientro dei capitali detenuti all’estero, somma ancora difficile da valutare. Intanto le norme sulla voluntary disclosure sono state stralciate dal decreto sul rientro dei capitali detenuti all’estero all’esame della Camera e saranno inserite in un ddl.
  Il Tesoro pensa dipoter sfruttare anche il calo degli interessi sul debito: a fine anno la spesa per interessi potrebbe calare di 5 miliardi che sommati a una riduzione del deficit potrebbero servire a coprire il taglio del cuneo fiscale. E’ in dirittura d’arrivo il piano per l’accelerazione del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione anche se molto dipendera’ dalle risposte che Padoan ha ricevuto dall’Europa: l’operazione incide sia sul debito che sull’indebitamento e il vincolo invalicabile resta quello del 3% del rapporto deficit/Pil. “Siamo vicini ad avere un testo, le soluzioni non sono ancora perfette ma arriveremo in tempo per domani”, ha spiegato il viceministro Morando confermando che il provvedimento fara’ ricorso all’apporto delle banche e della Cassa Depositi e Prestiti. Renzi si e’ impegnato a sbloccare 60 miliardi. Oltre ai 27 miliardi gia’ disponibili per il 2013, ci sono 20 miliardi relativi al 2014 gia’ stanziati a cui dovrebbe aggiungersi un’altra tranche che potrebbe essere sbloccata potenzialmente nel corso dell’anno. Si implementerebbe il meccanismo gia’ delineato nella legge di stabilita’ che estende il raggio d’azione della Cassa. Sostanzialmente e’ prevista l’emissione di nuovi titoli garantiti dalla Cdp. Sulla base della garanzia il sistema bancario potrebbe rilevare i crediti dando liquidita’ alle imprese. Le pubbliche amministrazioni si ritroverebbero come creditore le banche e potrebbero ristrutturare il debito con gli istituti di credito su base pluriennale. Nel caso, invece, di morosita’ le banche potrebbero cedere il credito alla Cdp che potrebbe ristrutturalo su basi piu’ lunghe. Sul pacchetto lavoro, il cosiddetto ‘Jobs act’, domani in Cdm sara’ presentato un disegno di legge delega che prevede, tra l’altro, la riforma della cassa integrazione e degli ammortizzatori sociali con un sussidio di disoccupazione universale per tutti coloro che perdono il lavoro, compresi i collaboratori a progetto. Sul tavolo anche il contratto unico di lavoro e l’istituzione dell’Agenzia unica federale che si occupera’ della ‘Garanzia per i giovani’ chiesta dalla Ue. In arrivo anche il nuovo piano casa che vale circa 1,6 miliardi. “Noi siamo pronti, domani va in consiglio dei ministri”, ha annunciato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. “Con il decreto che presenteremo domani in consiglio dei Ministri per la prima volta si mettono a disposizione fondi per ristrutturare e riqualificare gli alloggi popolari, pari a 500 milioni”, ha aggiunto. Infine il governo dovrebbe varare anche il piano scuola con lo sblocco di 2 miliardi per l’edilizia scolastica.
  (AGI) .

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