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Palinuro, recuperati due dei tre corpi dei sub scomparsi

Sono Mauro Cammardella e Mauro Tancredi. Le operazion risultano difficili dal momento che i corpi si trovano ad una profondità di 45-50 metri

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Uno degli speleosub che ha recuperato il corpo di Mauro Tancredi, il sub rimasto intrappolato venerdì mattina in un cunicolo della grotta della Scaletta a Palinuro, frazione di Centola (Salerno), ha avuto un malore una volta giunto nel porto. L’uomo ha avvertito un forte dolore alla spalla, dovuto, probabilmente, allo sforzo di portare a galla il corpo di Tancredi. Lo speleosub, sui trent’anni, della sezione di Roma dei Vigili del Fuoco, è stato portato con un elicottero nell’ospedale di Salerno per gli accertamenti.

Sono stati recuperati dagli speleosub dei vigili del fuoco il secondo dei corpi dei sub individuati ieri a 48 metri di profondità. Proseguono le ricerche del terzo sommozzatore scomparso. Secondo Giovanni Nanni, direttore regionale dei Vigili del Fuoco, “incidenti di questo tipo possono avvenire a Palinuro come altrove. Qui, però, la macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione”. ”Episodi del genere – aggiunge il comandante dei Vigili del Fuoco di Salerno, Emanuele Franculli – devono solo far riflettere. Bisogna non dimenticare mai che la formazione e la prevenzione sono fondamentali”.

É di Mauro Cammardella il primo corpo recuperato dai soccorritori nelle acque di Palinuro, nel pomeriggio è stato recuperato quello di Mauro Trancredi. Proseguono le operazioni per portare in superficie anche il corpo di Silvio Anzola, rimasto intrappolato venerdì mattina nella Grotta della Scaletta. I familiari delle vittime sono sul molo del porto di Palinuro in attesa di notizie. Vi sono anche ambulanze e unità di supporto psicologico della Protezione civile. nel porto il sostituto procuratore Vincenzo Palumbo ed è sul posto anche il medico legale Adamo Maiese il quale effettuerà un primo esame esterno dei cadaveri di Mauro Cammardella, Mauro Tancredi e Silvio Anzola.

Il sostituto procuratore, il medico legale ed il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco sono saliti su una motovedetta e si sono diretti nell’area dove è avvenuta la tragedia. É ipotizzabile che il medico faccia le sue valutazioni iniziali sulla prima salma e poi sulle altre, una volta recuperate, a bordo dell’imbarcazione. Successivamente, secondo quanto si apprende, i corpi potrebbero essere portati in un altro scalo e da lì nell’ospedale di Vallo della Lucania (Salerno) dove sarà effettuata l’autopsia. I cunicoli e la zona della Grotta della Scaletta sono stati filmati dai soccorritori nell’ambito dell’inchiesta disposta dalla Procura. Complesse e difficili le operazioni di recupero: è stato anche necessario tracciare con puntelli e corde il percorso subacqueo in modo da rendere più facile l’entrata e l’uscita degli speleosub dai cunicoli.

La speranza di ritrovare in vita i tre sub a Palinuro, mai riemersi, si è spenta a poco a poco, col passare delle ore. L’ipotesi che potessero essere salvi grazie a una ‘bolla d’aria’ purtroppo non era fondata. E così quando si è diffusa la notizia, non ufficiale, dell’individuazione di due dei tre corpi – nel budello della Grotta della Scaletta, un luogo ristretto, dove probabilmente si trova anche la terza vittima – ogni segnale di ottimismo si è perso.

E intanto si fanno le ipotesi sulle cause della tragedia. Un malore? Un guasto tecnico? Un errore umano? Forse – ma è solo un’ipotesi che le indagini dovranno confermare – i due più esperti – Mauro Cammardella e Mauro Tancredi – sono tornati indietro per aiutare l’amico in difficoltà – Silvio Anzola – e sono morti con lui. Una lunga giornata quella vissuta oggi a Palinuro.

I corpi di Tancredi e Anzola sarebbero stati individuati nel cunicolo della Scaletta dai paleosub dei Vigili del Fuoco durante l’ennesima ispezione all’interno delle grotte di Punta Iacco. Nei pressi si ritiene vi sia anche il corpo di Cammardella, nel tardo pomeriggio non ancora avvistato. E’ stata una doccia fredda sulle già flebili speranze che si erano alimentate durante la giornata. Perché la voglia disperata della gente di Palinuro, da quando cioè i tre, insieme con altri sub, si erano immersi senza più riemergere, era di ritrovarli miracolosamente in vita. Del resto, le speranze già ridotte al lumicino nella serata di ieri, hanno subito questa mattina un duro colpo quando i sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno ispezionato la bolla d’aria all’interno delle grotte, nella quale si sarebbero potuti rifugiare i sub, senza trovare traccia dei tre.

Le immersioni sono proseguite a ritmo incalzante, tanto da essere necessaria la richiesta, da parte della Capitaneria di Porto di Palinuro, dell’invio di una camera iperbarica per garantire la sicurezza dei soccorritori. Sotto il sole la gente ha continuato a sperare sulle banchine del porto, in particolare le famiglie dei sub, assistite da una equipe di medici e psicologi messa a disposizione dalla Protezione Civile e dalle ambulanze pronte ad intervenire in caso di malori improvvisi.

Sul fronte delle indagini il sostituto procuratore della Procura di Vallo della Lucania, Vincenzo Palumbo, titolare del fascicolo di inchiesta avviata sulla tragedia, ha tenuto contatti costanti con la Capitaneria di Porto, partecipando questa mattina ad un sopralluogo nello specchio d’acqua antistante le grotte di Punta Iacco. Nessuna ipotesi al momento viene esclusa, dal malore al problema tecnico, dall’errore umano alla tanto temuta ebbrezza da profondità. Quello che è successo lo chiarirà l’indagine. Anche perché Mauro Cammardella, Mauro Tancredi e Silvio Anzola erano sub molto esperti e in paese si fa fatica a credere che imprudenza o imperizia possano essere all’origine della tragedia.

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