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Papa: vescovi che venivano alle mani meglio di odierne cordate

RADIO PIAZZA NEWS OGGI 28 LUGLIO

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CdV, 27 lug. – “Alcuni storici della Chiesa dicono che in alcuni dei primi Concili i vescovi arrivavano anche ai pugni, ma poi si mettevano d’accordo”. Rispondendo a una domanda del vicario generale della diocesi di Caserta, monsignor Antonio Pasquariello, sulla talvolta scarsa collaborazione tra le chiese locali vicine, il Papa ieri ha ricordato le diatribe che anticamente dividevano i vescovi ma poi si risolvevano. Oggi per Francesco e’ peggio. “E’ brutto – ha detto infatti nella conversazione a braccio con i 135 preti che ha incontrato ieri sera nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta – quando i vescovi sparlano uno dell’altro, o fanno cordate. Non dico avere unita’ di pensiero o unita’ di spiritualita’, perche’ questo e’ buono, dico cordate nel senso negativo della parola. Questo e’ brutto perche’ si rompe proprio l’unita’ della Chiesa. Questo non e’ di Dio. E noi vescovi dobbiamo dare l’esempio dell’unita’ che Gesu’ ha chiesto al Padre per la Chiesa”. “Non si puo’ andare sparlando uno dell’altro: ‘E questo la fa cosi’ e quello la fa cosa”, ha ammonito il Pontefice. “Vai, dillo in faccia! I nostri antenati nei primi Concili andavano ai pugni, e io preferisco che si gridino quattro cose di quelle forti e poi si abbraccino e non che si parlino di nascosto uno contro l’altro. Questo, come principio generale, ossia: nell’unita’ della Chiesa e’ importante l’unita’ tra i vescovi”. Secondo Bergoglio, “questa unita’ tra i vescovi e’ quella che favorisce il mettersi d’accordo su questo e su quest’altro”. “In un Paese, non in Italia, da un’altra parte, c’e’ una Diocesi i cui limiti – ha raccontato – sono stati rifatti, ma a motivo della ubicazione del tesoro della cattedrale sono in conflitto nei tribunali da piu’ di 40 anni. Per soldi: questo non si capisce! E’ qui dove il diavolo festeggia! E’ lui che guadagna”. Secondo Francesco, “e’ bello poi che si dica che i vescovi debbano sempre essere d’accordo: ma d’accordo nell’unita’, non nell’uniformita’”.
“Ognuno ha il suo carisma, ognuno ha il suo modo di pensare, di vedere le cose: questa varieta’ a volte e’ frutto di sbagli, ma tante volte e’ frutto dello stesso Spirito”, ha osservato ricordando che “lo Spirito Santo ha voluto che nella Chiesa ci fosse questa varieta’ di carismi”. Ma, ha aggiunto, “lo stesso Spirito che fa la diversita’, poi e’ riuscito a fare l’unita’; un’unita’ nella diversita’ di ognuno, senza che nessuno perda la propria personalita’”. L’auspicio del Papa “chiamato quasi dalla fine del mondo” e’ che su questa strada “si vada avanti” in quanto “tutti siamo buoni, perche’ abbiamo l’acqua del Battesimo tutti, abbiamo lo Spirito Santo dentro che ci aiuta ad andare avanti”.

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