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Pavia,Smarrite le note spese dei dipendenti delle Poste Italiane

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Smarrite le note spese dei dipendenti delle Poste Italiane a Pavia

Pavia: Poste Italiane perde le richieste di rimborso dei dipendenti destinate all’approvazione per indennità di trasferta presso altre sedi. La documentazione contenuta in due casse è stata inviata dagli uffici competenti a Roma e da li doveva pervenire alla Sede di Peschiera Borromeo, ma nel trasferimento si è persa ogni traccia della documentazione.

In seguito alle richieste di effetturare servizi presso altre sedi è stato richiesto ai dipendenti di anticipare gli importi della trasferta, che in alcuni casi sfiorano anche i Mille Euro, ma dopo mesi ad oggi non è mai pervenuto alcun rimborso, per un’anomalia, infatti, le domande di rimborso per i servizi resi non sarebbero mai arrivate agli uffici preposti a porre il visto per l’autorizzazione al rimborso. Tra le motivazioni , probabili è che la documentazione dei dipendenti stessi siano finite in un gap dovuto ai disservizi del sistema poste Italiane e che quindi le due casse contenenti le richieste di rimborso siano in giacenza a Peschiera Borromeo con ingenti quantitativi di posta non ancora smistati.

Di fatto i dipendenti che venivano spostati per sopperire alle assenze per malattie e ferie di altri colleghi non solo non si sono ancora visti riconosciute le dovute indennità, ma le avrebbero anche pagate per conto di poste italiane, ne consegue una siturazione davvero critica, vista l’attuale scetticità dei dipendenti ad anticipare ancora per ulteriori spostamenti e sostituzioni, situazione che inevitabilmente potrebbe riversarsi sull’utente finale.

La gravità della situazione è però ancor maggiore, difatti, se le casse non venissero ritrovate i dipendenti per vedersi restituire i soldi spesi dovrebbero riprodurre l’intera documentazione, che nel caso in cui fosse irreperibile (perchè ovviamente sono stati inviati i documenti originali) e quindi non più producibile, avrebbero lavorato rimettendoci anche dalla propria tasca. In attesa di risposta per evitare quest’assurdità la proposta dei sindacati di produrre un’autocertificazione qual’ora non fossero più in possesso dei documenti originali.

Antonella Di Maio

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