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Pdl: Berlusconi torna in campo contro il governo

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Alfano: con presidente candidato niente piu’ primarie.  Alla fine la riserva l’ha sciolta ed e’ tornato in campo. Silvio Berlusconi e’ il candidato premier del Pdl e se la vedra’, alle prossime elezioni, anche con il leader del Pd Pier Luigi Bersani. L’annuncio formale per voce del diretto interessato ancora non c’e’ stato, ma con una nota ieri sera e la conferma del segretario Alfano oggi, l’incertezza che ha caratterizzato le scorse settimane sembrerebbe davvero un capitolo chiuso. Come e’ chiusa definitivamente l’ipotesi di organizzare le primarie. Dunque, Berlusconi contro Bersani. Ma prima ancora, contro il governo Monti. L’accelerazione alla (ri)discesa in campo e’ partita ieri sera. A rompere il silenzio e’ proprio l’ex premier, che in un comunicato annuncia in maniera ufficiosa la sua candidatura: ”Non posso consentire che il mio Paese preciti in una spirale recessiva senza fine” visto che la situazione di oggi ”e’ ben piu’ grave di un anno fa”. Insomma, il ritorno e’ dettato dalla crisi economica, aggravata dal governo tecnico di Mario Monti che invece l’avrebbe dovuta risolvere. E, ironia della sorte, il primo a commentare la scelta di Berlusconi e’ proprio un esponente del governo, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera: ”Tutto cio’ che puo’ solo fare immaginare al resto del mondo, ai nostri partner, che si torna indietro, non e’ un bene per l’Italia. Dobbiamo dare la sensazione che il Paese va avanti”. Gli risponde nel giro di pochi minuti il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, ma per tutto il giorno si susseguono decine di note di esponenti del partito che plaudono con gioia al ritorno di Berlusconi. Voce contraria spicca quella di Giorgia Meloni: ”Considero la ricandidatura di Berlusconi un errore”, scrive su Twitter. Intanto, il leader del Pdl, che ha motivato il suo ritorno in campo con l’incapacita’ del governo Monti, proprio contro l’esecutivo punta il dito e la giornata prende una piega inaspettata, almeno fino a ieri sera: su Palazzo Madama aleggia il rischio della caduta del governo. In Senato si vota la fiducia al dl Sviluppo e il Pdl fa due calcoli: garantisce il numero legale ma si astiene sul voto di fiducia. I si’ sono inferiori alla maggioranza dell’Aula, ma il governo non cade. Stesso copione alla Camera sul ddl relativo ai costi della politica negli enti locali. Nelle stesse ore, a Palazzo Grazioli inizia un nuovo vertice del partito. Auto blu entrano ed escono da via del Plebiscito. Si inizia con lo stato maggiore: ci sono Berlusconi, Alfano, La Russa, Verdini, Gasparri, Cicchitto. Ma poi arrivano anche Scajola, Mussolini e la riunione, nel tardo pomeriggio, si chiude. Il compito di parlare ad Angelino Alfano, che torna alla Camera. Il segretario del Pdl annuncia che su una fine anticipata della legislatura ”decideremo nei prossimi giorni, ma domani, per correttezza istituzionale, alle 10.30 informeremo il presidente della Repubblica sui nostri intendimenti”, spiegando che comunque ”l’astensione e’ stato il segno evidente del nostro disagio per come stanno andando le cose nel paese e per il peggioramento dei dati fondamentali della nostra economia”. Ma soprattutto scioglie il nodo piu’ importante: ”Oggi – dice – Silvio Berlusconi ha ribadito la sua volonta’ di tornare in campo da protagonista e del resto lui e’ il detentore del titolo, nel 2008 alzo’ lui la coppa e il detentore ha sempre il diritto di difendere il titolo”. Dunque, primarie annullate. ”Ho sempre affermato che la candidatura di Berlusconi, del fondatore di Forza Italia prima e del Pdl dopo, avrebbe reso le primarie qualcosa da non celebrarsi perche’ la candidatura di Berlusconi non le rende necessarie”. Alfano risponde anche ai timori del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, (”E’ necessario – ha detto il Capo di Stato intervenendo in Campidoglio – cooperare responsabilmente per una conclusione di legislatura ordinata”): ”Abbiamo sempre detto che non vogliamo far precipitare il paese con un esercizio provvisorio, quindi non abbiamo messo a repentaglio la Legge di Stabilita’. Questa e’ stata una posizione dichiarata ufficialmente giorni fa e che ribadisco”. L’ex Guardasigilli si toglie comunque qualche sassolino dalla scarpa: il governo, denuncia, non ha rispetto tutti gli impegni in materia di giustizia, ”non c’e’ piu’ traccia di una legge sulla responsabilita’ civile dei magistrati e una legge che limitasse l’abuso delle intercettazioni che invece erano negli accordi”. E torna a parlare dell’election day: ”’Abbiamo sempre detto che era una scelta folle far votare milioni di italiani i primi di febbrario e gli altri il 10 marzo, abbiamo chiesto di poter votare sia le Regionali sia le Politiche in un unico giorno”. L ‘ultima parola e’ di nuovo sul governo e sul decreto approvato oggi sull’incandidabilita’ dei condannati. ”Riguarda i condannati passati in giudicato e Berlusconi siamo certi che sara’ assolto”, sottolinea Alfano, ricordando inoltre che il decreto ”nasce dall’attuazione di una legge il cui primo firmatario e’ il sottoscritto da ministro della Giustizia ed e’ stata approvata dal governo Berlusconi”. Insomma, il premier non dovrebbe trovare ostacoli sulla sua strada verso la premiership. A sintetizzare la situazione e’ Ignazio La Russa, ex An: ”Ad oggi il capitano della squadra e’ stato scelto, al massimo dovremo scegliere la formazione”. map/vlm

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