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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 da Zanetti, Borghi, Gutgeld, Padoan affermazioni nuove

Quali sono le posizioni di Borghi, Zanetti, Gutgeld, Padoan sulle ultime novità per le pensioni annunciate e cosa potrebbe davvero cambiare

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:07):Opposizione in netto contrasto sulle novità per le pensioni indicate nelle ultime notizie e ultimissime, basti pensare a Borghi, ma non solo. E se le opposizioni insorgono anche la minoranza della stessa maggioranza e i gruppi della coalizione, seppur con diversi toni appaiono contrari alle novità per le pensioni così presentate.

 

Zanetti non si è ancora espresso sulle novità per le pensioni indicate nelle ultime notizie e ultimissime ed è uno dei pochi che non lo ha ancora fatto, ma è stato negativo sul taglio dell’Irpef dicendo che prima di parlare sarebbe meglio prima mettersi d’accordo e non fare affermazioni ognuno per conto proprio.
Stesso discorso sull’Irpef con massima cautela anche del Ministro del Tesoro che ha parlato delle novità per le pensioni non commentando assolutamento l’ultimo metodo basato sulle mini pensioni, ma ribadendo come sempre la massima prudenza e che qualcosa si sta pensando per chi ha fatto o sta facendo lavori pesanti. Ma questa affermazione stride con le ultime notizie e ultimissime e lascia aperti diversi interrogativi

 Diverse sono stati i punti di vista sulle novità per le pensioni illustrate nelle ultime notizie e ultimissime e numerose autorità importanti che se ne sono occupate e sono impegnate tuttora sul tema si sono espresse. Alcune a dire il vero, non lo hanno ancora fatto ufficialmente, ma abbiamo riassunto quello che dovrebbe essere la loro idea, salvo sorprese che sulle novità per le pensioni ci sono sempre.

Si è appena conclusa una settimana che è stata decisamente importante sul fronte delle novità per le pensioni: come riportato dalle ultime notizie, in questi ultimissimi giorni, a sorpresa, il premier, durante il suo ultimo appuntamento social, ha annunciato il possibile inserimento nella prossima Manovra 2017 di un sistema di uscita prima dal lavoro. Si tratta, tuttavia, di una novità che, contrariamente alle aspettative, non ha suscitato reazioni positive da parte dei cittadini innanzitutto ma anche di alcuni esponenti politici. Secondo l’economista Borghi della Lega, si tratta di un’ennesima ‘fregatura’ dell’esecutivo. Secondo Borghi, l’obiettivo dovrebbe essere quello di gestire la revisione dell’attuale legge pensioni senza creare ulteriori distorsioni e diseguaglianza, mettendo tutti i cittadini sullo stesso piano e il punto di partenza per attuare novità in tal senso è partire dai contributi effettivamente versati da ognuno nel corso della sua vita lavorativa, cosa che adesso non accade. O, per lo meno, non per tutti.

La distinzione già esistente tra coloro che calcolano la loro pensione esclusivamente con sistema contributivo e chi ancora, in parte, la calcola con sistema retributiva crea già forti differenze. E il nuovo sistema annunciato dal premier non fa altro che accrescere i privilegi di pochi, perché si rivolge solo ai lavoratori nati tra il 1951 e il 1953, con penalizzazioni comprese tra il 4 e il 12%, un anticipo che dovrebbe essere erogato dagli istituti di credito per non incidere sui conti pubblici, ma con cui bisogna ancora trovare un’intesa, così come bisogna ancora quantificare la decurtazione che si avrebbe sulla pensione finale per la restituzione della mini pensione percepita per uscire prima. Tutto, dunque, è ancora molto vago, senza considerare che la convenienza sarebbe inesistente, tra platea ridotta e tagli finali.

Dal canto suo, il ministro dell’Economia Padoan ha aperto a possibili interventi sulle pensioni, compatibilmente, come spesso ripetuto, con le disponibilità economiche, anche continua a sostenere che il sistema pensionistico italiano, così com’è ora, risulta tra i più sostenibili e forti dell’Europa. Ma dalle sue ultime affermazioni, appare evidente come la priorità per lui restino gli interventi sulla riduzione delle tasse. La novità per le pensioni annunciata dal premier potrebbe, invece, trovare facile appoggio dal viceministro dell’Economia Zanetti che ha sempre considerato la mini pensione come forse l’unico sistema utile e vantaggioso per cambiare le pensioni, pur non volendolo attuare subito.

Zanetti, infatti, solo qualche settimana fa aveva chiaramente detto come la priorità avrebbe dovuto essere quella di pensare innanzitutto a coloro che restano senza lavoro e senza pensione, per poi concentrarsi sulle novità per le pensioni. Anche Baretta potrebbe sostenere questo nuovo piano di mini pensione, anche se da sempre spinge sulla quota 100 e ancor di più sul piano di uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo dell’8% che, alla luce delle ultime notizie, risulterebbe decisamente più conveniente per i lavoratori.

 

Dal canto suo, il commissario per la revisione della spesa Gutgeld, dopo l’annuncio del premier del nuovo Ape, ha chiarito che le risorse necessarie per finanziarlo non deriveranno dai tagli alle cosiddette pensioni d’oro, ma come spiegato dallo stesso premier deriveranno dagli istituti di credito e per i lavoratori che verranno mandati in pensione prima dalle imprese, dai datori di lavoro stessi. Secondo quanto precisato da Gutgeld, il ricorso al prestito bancario sarebbe molto vantaggioso perchè porterebbe a non pesare in alcun modo sui conti pubblici.

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