Peretti (Europa Verde): no al cibo sintetico, tuteliamo le nostre aziende locali

LA GAZZETTA CAMPANA NON BASTA A MUNNEZZA CHE MANGIAMO ROBERTO ESSE PER LA GAZZETTA CAMPANA

Cibo sintetico, c’è chi dice no. L’ipotesi di un futuro con latte e carne creata in laboratorio non convince i consumatori. Al di là della facile ironia su quello che si andrebbe a portare in tavola e ad una forma di repulsione, quasi naturale, verso innovazioni di questo tipo, è comunque necessario approfondire in quale direzione si sta andando.

Carne, pesce, uova ed anche latte. Da anni si studia per produrli in larga scala in laboratorio. Una esigenza che nasce come risposta ad una sempre maggiore attenzione da parte del consumatore. All’impatto della produzione di cibo sull’ambiente e al tema dello sfruttamento animale. Insomma, per il pianeta Terra è arrivato il momento di fare i conti sullo sfruttamento delle risorse e preservarle per garantirsi il futuro.

C’è chi dice no. Chiara la posizione di Coldiretti che dice si oppone con una petizione al cibo prodotto in laboratorio. Il problema portato in evidenza è quello economico. Con il sintetico si rischia di affossare il lavoro dei produttori e dei nostri territori.

Fra le possibili soluzioni quella di un consumo che rispetta i principi etici e di sostegno delle aziende nazionali locali. «Ai cibi sintetici e a chi propone l’arrivo sulle nostre tavole della carne artificiale risponde, Vincenzo Peretti, CoPortavoce regionale della Campania di Europa Verde: non è un problema esclusivo di sicurezza alimentare, tuteliamo meglio le nostre filiere, difendiamo la biodiversità, l’origine ed il territorio, salvaguardiamo la tradizione e la tipicità, rispettiamo il benessere degli animali, sosteniamo l’allevamento sostenibile e promuoviamo il consumo responsabile”.

Anche la Regione Campania non è stata di certo a guardare. Con la delibera approvata oggi, a firma del Presidente De Luca e dell’assessore Caputo anche  la Campania prende una posizione chiara nei confronti di norme che, già ad inizio 2023, potrebbero essere introdotte in Ue con i primi prodotti autorizzati da Efsa e Commissione Ue.

Per informazioni
Roberto Esse

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