Corsa contro il tempo per l’attesissimo Decreto Dignità, fortemente voluto dal vicepremier Luigi DI maio e primo provvedimento-simbolo del governo gialloverde, che dopo l’ok della Camera – il 2 agosto scorso – si gioca l’ultima sfida in Senato.

In commissione Finanze i lavori procedono sempre a rilento, tanto che a questo punto s’è deciso di andare avanti a oltranza, anche in notturna, per cercare di chiudere prima dell’approdo in Aula del provvedimento. Possibile che ci sia un piccolo slittamento dell’Aula, sia perché domani in prima battuta l’assemblea dovrà licenziare il decreto Milleproroghe, sia perché si cercherà comunque di dare mandato al relatore. Il testo potrebbe quindi arrivare in Aula anche martedì per essere chiuso, in giornata o, al massimo, entro mercoledì mattina. Nel frattempo, martedì, scattano le vacanze parlamentari.

A rallentare i lavori l’ostruzionismo delle opposizioni, in particolare del Pd, che stanno utilizzando tutto il tempo a loro disposizione per intervenire su ogni singolo emendamento. Al termine della prima giornata sono state così esaminate all’incirca un centinaio di proposte di modifica sugli oltre 700 emendamenti presentati.