Quotidiano di informazione campano

POLITICA ITALIANA LA crisi di governo ancora in corso il consiglio dei ministri

Iil governo di Conte rischia e a minacciarlo è il leader di Italia viva Matteo Renzi. Non appena l’esecutivo avrà approvato il piano per i fondi europei, l’ex premier ha intenzione di ritirare la sua delegazione al governo. «Quando arriverà il testo — ha spiegato ieri ai suoi — valuteremo e decideremo se astenerci o votare a favore in Consiglio dei ministri, perché prima di tutto viene l’interesse del Paese, ma subito dopo faremo quello che dobbiamo fare».
«Non possiamo sempre tirare a campare», scrive la ministra Teresa Bellanova in una lettera al Corriere.
Dal canto suo Giuseppe Conte non esclude una sfida in Parlamento. Se Renzi apre di fatto la crisi – è il ragionamento del premier con i collaboratori — il capo dell’esecutivo deve prenderne atto e decidere con il presidente della Repubblica cosa è meglio fare. «Ma nei libri di storia deve restare traccia che questa situazione difficile non l’ho voluta io».

LA SCHEDA – Come si è arrivati alla crisi? Dal Recovery al piano «Ciao»: tutte le tappe dello scontro

Ore 23.10 – Renzi: «Conte domattina annuncerà nuova maggioranza»
Nelle ultime settimane Conte non mi rispondeva alle lettere, pensavo che stesse preparando le risposte, invece stava cercando i responsabili. Io penso che domani Conte annuncerà di avere altri parlamentari a suo sostegno. Noi stasera siamo in Consiglio dei ministri, domani mattina decideremo e domani pomeriggio lo diremo in conferenza stampa». Lo dice Matteo Renzi a Cartabianca, su Rai3.

«In Consiglio dei ministri chiederemo il Mes: se diranno sì al Mes, votiamo a favore, se diranno no, ci asteniamo». Lo dice Matteo Renzi a Cartabianca, su Rai3.

Ore 22.16 – Renzi: «Avremo il Conte-Mastella»
«Siamo ad un bivio. No a rinvii, vivacchiare e ritardi. Non basta il `Recovery plan´. Servono scelte chiare». Così Matteo Renzi a `Carta bianca´ su Rai tre. «Loro hanno già un accordo. Si passa al governo Conte-Mastella. Merita il nostro rispetto, ma non sono disponibile a questo governo che sperpera denaro pubblico», aggiunge l’ex premier. «Il Recovery plan è già migliorato, lo stanno riconoscendo tutti – insiste l’ex premier -. Ora sono tutti d’accordo che servono meno bonus e più investimenti. È sufficiente? Vediamo. Io ho impressione che manchi il Mes, Conte non li comprende per accontentare i Cinque stelle», aggiunge.

Ore 21.57 – Meloni: «Unica strada sono le elezioni»
«L’unico modo serio di affrontare» questa situazione «è un nuovo governo ma questo non può nascere dall’ennesimo gioco di palazzo. L’unica strada sono le elezioni». Lo dice Giorgia Meloni a Tg2 Post.

Ore 21.55 – Prodi: «Renzi come Bertinotti, vuole solo rompere»
«Quello che sta avvenendo mi ricorda tante cose. Quando io mi trovai nel mio primo governo con Bertinotti io tentavo di mediare ma lui aveva un altro obiettivo: a me sembra che Renzi abbia assolutamente lo stesso obiettivo di Bertinotti, cioè rompere». Lo dice l’ex premier Romano Prodi intervenendo a Di Martedì di Giovanni Floris su La 7.

Ore 20.56 – Bettini: altro premier? Assolutamente no
«Non immagino assolutamente un altro premier, perché Conte ha lavorato bene con grande dignità». Lo ha detto l’esponente del Pd Goffredo Bettini, a Stasera Italia, su Rete 4.

Ore 20.02 – Orlando: «Mai più con Renzi? Mai dire mai»
«Se dipendesse dal Pd, quella di stasera non sarebbe l’ultima del governo Conte. E se P.Chigi e M5S dicono mai più con Renzi se fa cadere il governo, io dico che in politica non si può mai dire mai, tante volte abbiamo visto partiti dire che non avrebbero fatto alleanze che poi hanno fatto. Ma adesso serve ricucire. Ma la responsabilità è di chi produce la crisi. Io auspico che si ritorni a dove si è determinato il corto circuito. Certo, se ti alzi dal tavolo, le risposte non arrivano. Se ci rimani, arrivano. Ma sono frutto del confronto, non dello spirito santo». Così Andrea Orlando a Otto e mezzo su La7.

Ore 18.37 – Rosato: «Ha tutto in mano Conte, se ci dà risposte lo ascoltiamo»
«Ha tutto in mano il presidente del Consiglio. Se ci dà le risposte, noi siamo pronti ad ascoltare». Lo dice Ettore Rosato, di Italia viva a Rainews

Ore 18.00 – Passeggiata e selfie per Conte
Una passeggiata a piedi, da casa fino a Palazzo Chigi, per il premier Giuseppe Conte. Che, lungo il tragitto, si è concesso per alcuni selfie chiesti dai passanti che lo hanno incrociato. Il presidente del Consiglio è arrivato a Palazzo Chigi attorno alle 17, alle 21.30 il Consiglio dei ministri decisivo per le sorti del suo governo.

Ore 17.56 – Renzi: «Mediazione in extremis? Va chiesto a Conte»
È possibile che ci sia una ricomposizione della maggioranza in extremis, evitando la «conta» in Parlamento? «Dovete chiedere al presidente del Consiglio». Così Matteo Renzi ha risposto ai giornalisti al Senato. A chi gli faceva notare che potrebbe quindi essere una crisi di governo “al buio”, il leader di Italia viva ha ribadito: «Non è crisi al buio, se il presidente del Consiglio ha preso questa linea, evidentemente è convinto di avere i numeri e va bene così, si chiama democrazia parlamentare e noi si va all’opposizione». «Penso che Conte – ha continuato – sostituirà le ministre di Italia viva che si dimetteranno e poi andrà alle Camere per chiedere la fiducia. Non so se prima si recherà al Quirinale, comunque quando avrà dei nuovi ministri farà il passaggio parlamentare».

Ore 17.51 – Vertice Pd: no a crisi, possibile rilancio maggioranza
«Ci sono molte cose da fare per il bene dell’Italia. L’urgenza è quella di dare risposte concrete per la rinascita italiana. Questa maggioranza può farlo. La via maestra per servire l’Italia è approvare la bozza del Recovery Plan» e «subito, da domani, su proposta del presidente Conte» approvare «il patto di legislatura per affrontare i problemi aperti e per rilanciare l’azione di governo». Così il Pd dopo una riunione tra Nicola Zingaretti, Dario Franceschini, Andrea Orlando, Graziano Delrio e Andrea Marcucci. «Confermiamo la nostra contrarietà all’apertura di una crisi che, tra l’altro, impedirebbe» di varare il dl ristori.

Ore 17.35 – Possibile crisi governo pesa su spread: chiude in netto rialzo a 113 punti
Le tensioni politiche, con la possibile caduta del Governo Conte, impattano sui titoli di Stato italiani che oggi hanno ampiamente sottoperformato l’andamento degli altri bond “periferici” scambiati sul mercato secondario. Al termine della seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco è indicato a 113 punti base dai 105 punti del closing precedente. In netto aumento anche il rendimento del BTp benchmark decennale che in chiusura si è attestato allo 0,68% dallo 0,57% del riferimento precedente.

Ore 17.00 – Catalfo: «Soluzioni incisive non crisi, parola ordine è responsabilità»
«Gli italiani si aspettano soluzioni incisive, non fratture nel Governo o minacce di “crisi”. Le parole d’ordine, ora più che mai, devono essere responsabilità e concretezza». Lo dice la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo in una nota su Facebook annunciando la volontà di richiedere nel prossimo dl ristori il rifinanziamento del fondo istituito in legge di Bilancio, in modo da assicurare a quelli più esposti agli effetti della crisi un vero “anno bianco” contributivo.

Ore 16.24 – Italia viva: «Nessun passo indietro, domani parliamo»
Italia viva smentisce «passi indietro» rispetto alle decisioni di Iv relative al governo. In queste ore, spiegano fonti qualificate renziane, si sta cercando un luogo dove fare una conferenza stampa domani pomeriggio, alla Camera o al Senato. Alla conferenza stampa parteciperà il leader di Iv Matteo Renzi.

Ore 16.15 – Misiani: «La crisi bloccherebbe ristori e rifinanziamento Cig»
«Una crisi di governo in piena pandemia non sarebbe solo incomprensibile: bloccherebbe misure essenziali per l’economia e il lavoro, dai ristori per le imprese colpite dalla crisi al rifinanziamento della CIG fino al taglio dei contributi per gli autonomi». Lo scrive su Twitter il vice ministro all’Economia Antonio Misiani, del Pd.

Ore 16.01 – Bersani: «Se fossi Conte andrei in Parlamento senza nemmeno citare Renzi»
«Se fossi Conte vedrei stasera il Cdm, nel caso si dimettono le ministre andrei in Parlamento con il Recovery, non mettendo la fiducia, sulle cose da fare per gli italiani». Lo ha detto Pier Luigi Bersani a «Oggi è un altro giorno». «Dal Parlamento ci si passa comunque e io ci passerei non con l’Ok Corral, non come con Salvini, lo farei incrociando i fatti -ha spiegato ancora Bersani-. Andrei in Parlamento senza nemmeno citare Renzi».

Ore 15.44 – Azzolina: «Difficile ricucire con chi strappa»
«Difficile pensare di ricucire con chi strappa. Una crisi ora, in piena pandemia, sarebbe insensata». Lo ha scritto, su Twitter, la ministra dell’Istruzione ed esponente del Movimento 5 Stelle Lucia Azzolina, in riferimento alla crisi di governo in atto.

Ore 15.28 – Spadafora: «Se crisi, collaborazione Iv-M5S non può proseguire»
«È il momento di chiudere questa crisi mai formalmente aperta e smetterla di essere appesi alle “prossime 48 ore” più lunghe della storia repubblicana. È ovvio sottolineare che, se la crisi sarà formalizzata col ritiro delle ministre come più volte dichiarato da Renzi, la collaborazione tra Italia viva e il Movimento 5 Stelle non potrà proseguire in alcun modo e in alcuna forma in futuro». Lo scrive in una nota il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.

Ore 15 – IL PUNTO. LA MOSSA IN ANTICIPO DI CONTE
CHE PUNTA A ISOLARE RENZI
Come in una partita a scacchi Giuseppe Conte ha mosso la sua pedina e avvertito Renzi delle conseguenze di un ritiro delle due ministre di Italia viva già questa sera. L’aver fatto filtrare da Palazzo Chigi che se le ministre si dimettono è «impossibile un nuovo governo» con Renzi significa avvertire l’ex premier delle conseguenze irreparabili un gesto simile. Può essere letta come una minaccia, ma è in fondo una sorta di chiarimento ulteriore. Di fronte a una crisi al buio, dice in sostanza Conte, del resto su questo punto allineato anche con le preoccupazioni del Quirinale, non esisterebbe più un’ipotesi di rimpasto, non esisterebbe più spazio per un patto di legislatura che è ancora possibile, né un Conte ter con il partito di Renzi, e nemmeno un altro premier con la stessa maggioranza, vista l’indisponibilità non solo dei Cinque stelle. Insomma i rapporti sarebbero chiusi definitivamente e a quel punto esisterebbero solo due sbocchi per la crisi: la ricerca di una difficile nuova maggioranza in Parlamento, ovviamente senza Italia Viva, oppure il voto, con le tutte le conseguenze che avrebbe uno scenario simile.
Su questo punto con Conte sono d’accordo tutte e tre le altre componenti della maggioranza, sia Leu che il Pd (Zingaretti ha detto in fondo la stessa cosa «se il vaso si rompe non si rimettono insieme i cocci»), ma soprattutto i Cinque stelle: non solo strenui difensori di Conte, ma a questo punto convinti, come lo stesso capo del governo, che uno degli obiettivi di Renzi sia eliminare Conte per sgretolare il Movimento.
Conte ha dunque ricompattato la maggioranza, ha scavato una sorta di linea Maginot, ora la palla è nel campo di Renzi: stasera nel corso del Cdm, o subito dopo, l’eventuale contromossa dell’ex premier. (Marco Galluzzo)

Ore 14.50 – Nobili: «Con sfida a Iv premier dice no a Conte Ter»
«Il fatto politico di oggi è che Conte, sfidando Italia viva, ha detto di no all’ipotesi Conte Ter. Contento lui, contenti tutti». Lo scrive su Twitter Luciano Nobili, deputato di Italia Viva.

Ore 14.43 – Fraccaro: «Se Iv rompe, impossibile altro governo insieme»
«In questa fase di difficoltà abbiamo il dovere di concentrare tutte le nostre energie per la ripartenza del Paese. Dobbiamo lavorare per contrastare il Covid, implementare il Recovery e assicurare ristori alle categorie più colpite. Se Iv dovesse invece decidere di mettere tutto a rischio per aprire una crisi in piena pandemia, in maniera assolutamente ingiustificabile, per il M5S non potrebbe più esserci un altro governo con questa forza politica». Lo dichiara il sottosegretario alla presidenza Riccardo Fraccaro, sottolineando: in caso di crisi con Iv «non potremmo più condividere alcun percorso politico».

Ore 14.29 – D’Incà: «Non possiamo permetterci incidenti di percorso»
«La nuova stesura del #RecoveryPlan presenta moltissimi miglioramenti. Voglio ringraziare il Presidente Giuseppe Conte e i ministri che vi hanno lavorato e che hanno saputo conciliare e sintetizzare gli spunti e le proposte giunte da più parti. Adesso dovrà essere approvato in Consiglio dei ministri e poi andrà in Parlamento dove potrà essere ulteriormente migliorato». Lo scrive su Facebook il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. «Non ci possiamo permettere incidenti di percorso, gli italiani non capirebbero una crisi di governo in questo momento – scrive ancora il ministro -. È un enorme rischio per la gestione delle misure anti covid, per i provvedimenti a sostegno del nostro tessuto economico e per la tenuta sociale del Paese. Ognuno deve fare la sua parte».

Ore 14.03 – Bettini: «Spazi per convergere ci sono, altrimenti mare aperto e rischio urne»
«Dipende dalle intenzioni di Italia viva. Se vorrà contribuire a uno sviluppo positivo della situazione o, al contrario, aprire una crisi al buio priva di prospettive e foriera di instabilità”. Lo dice il dirigente pd Goffredo Bettini a Affaritaliani. «Gli spazi per convergere ci sono e vanno praticati fino all’ultimo. Se poi prevarrà uno spirito distruttivo, allora si andrà in mare aperto -dice -. E spetterà ai singoli parlamentari guardare dentro la loro coscienza e decidere se continuare sulla strada di un rapporto positivo con l’Europa e salvare, con le risorse del Recovery Fund, il Paese; oppure portarci alle elezioni. Esito, quest’ultimo, incomprensibile e dannoso. Ma che alla fine, se non si trovano soluzioni, è il naturale sbocco democratico previsto dalla Costituzione».

Ore 13.16 – Di Battista: «Se Renzi apre crisi M5S mai più al tavolo con meschini politicanti»
L’ala ribelle del Movimento fissa i suoi paletti. Anche Alessandro Di Battista dice no a un rimpasto che comprenda Italia viva in caso oggi si apra la crisi di governo. L’ex deputato, come Barbara Lezzi, pone dei distinguo: «Non so quel che farà o meno nelle prossime ore il manipolo di anti-italiani», scrive su Facebook riferendosi ai renziani. E prosegue: «Mi interessa quel che farà il Movimento. Ebbene io credo che se i renziani dovessero aprire una crisi di governo reale in piena pandemia, nessun esponente del Movimento dovrebbe mai più sedersi a un tavolo, scambiare una parola, o prendere un caffè con questi meschini politicanti. Figuriamoci farci un altro governo insieme». (Emanuele Buzzi)

Ore 12.50 – Lezzi: «Se cade Conte non possiamo più governare con Renzi»
« Se cade questo governo, non ci potrà essere nessun altro governo con Renzi, a partire da un Conte ter – dice nell’intervista a Corriere.it la senatrice M5S – Renzi si è rivelato inaffidabile. Ma già lo conoscevamo per come ha governato, per come ha trattato i risparmiatori. Renzi non ha il consenso del Paese». «Questo è solo un tentativo di Renzi e Boschi di avere più potere – aggiunge -. Più smentiscono le voci sul fatto che loro non vogliono poltrone, più abbiamo motivo di pensare che sia proprio così. Noi non possiamo accettarlo in un momento come questo». (Emanuele Buzzi) – Qui l’intervista completa

Ore 12.44 – Bonafede: «Non si sfidi la pazienza degli italiani»
«Prosegue l’inspiegabile attacco quotidiano, dall’interno della maggioranza, nei confronti del Presidente del Consiglio e dell’azione del Governo. È davvero desolante dover constatare la persistenza di toni volti unicamente ad alimentare tensioni». Lo scrive su Facebook il ministro della Giustizia e capo delegazione del M5s al governo, Alfonso Bonafede. «Qualcuno dirà che nella politica ci può stare – aggiunge -. Può darsi, ma ci sono momenti (come quello che il mondo sta vivendo) in cui tutti dovrebbero capire che non si può continuare a sfidare la pazienza degli italiani evocando crisi del tutto aliene rispetto ai bisogni dei cittadini. Ribadisco la necessità di concentrarci unicamente sulle cose da fare».

Ore 12.12 – Renzi: «Non siamo irresponsabili, chiediamo Mes non posti»
«A differenza di ciò che raccontano a reti unificate i cantori del pensiero unico, non c’è nessuna richiesta di poltrone, nessuna polemica pretestuosa, nessun atto irresponsabile. Quello che noi stiamo facendo si chiama POLITICA: studiare le carte, fare proposte, dare idee. Irresponsabile sarebbe sprecare centinaia di miliardi dei nostri figli facendo debito cattivo e non investendo sulla sanità, sull’educazione, sull’innovazione». Lo scrive nella Enews Matteo Renzi, ribadendo: se non ci sono risorse sufficienti nel piano pandemico nazionale, «prendiamo il Mes». «Leggo le veline di oggi sulla stampa: come si fa a aprire una crisi di governo con tutti questi morti? – continua -. Io rispondo: davanti a tutti questi morti, noi non vogliamo più ministeri. Vogliamo più soldi per la sanità. È così difficile da capire?».

Ore 12.00 – Palazzo Chigi: «Se Renzi si sfila per Conte impossibile governo con Iv»
«Se il leader di Iv Matteo Renzi si assumerà la responsabilità di una crisi di governo in piena pandemia, per il presidente Giuseppe Conte sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con il sostegno di Iv». È quanto trapela da Palazzo Chigi.

Ore 11.57 – Salvini: «Meglio urne o governo di centrodestra piuttosto di questi litigi»
L’alternativa a questo esecutivo «sono le elezioni o un governo di centrodestra. Ogni cosa è meglio dei litigi che stiamo vedendo». Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine della manifestazione di protesta degli agenti di viaggio, in corso a piazza del Popolo a Roma.

Ore 10.37 – Bellanova: «O si cambia metodo o si cambiano persone»
«Io vedo che Conte continua a lanciare sfide. Sarebbe utile che il presidente del Consiglio lavorasse per costruire delle alleanze perché se sta lavorando per i responsabili non è un comportamento corretto verso una maggioranza che quest’anno ha lavorato». Lo ha detto la ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova (Iv), a Radio Anch’io. «Il metodo è anche merito e se non c’è affidabilità tra le persone che lavorano insieme è evidente che o si cambia metodo o si cambiano le persone, non ci sono alternative. Il punto adesso è intendersi sul metodo e sul merito», ha aggiunto.

Ore 10.35 – Zingaretti: «La crisi è un grave errore politico, elezioni anticipate sarebbero una sciagura»
«I governi non si rilanciano mandandoli a casa o aprendo crisi che il 99 per cento degli italiani non capisce». Lo dice il segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, a SkyTg24 ricordando che «Pd, Italia Viva, Leu e M5s, con il premier Conte, avevano lavorato a un rilancio». Per Zingaretti, una crisi di governo è «un grave errore politico anche a livello internazionale» perché «c’è il rischio che in Italia anche gli alleati di Trump tornino al potere. Faccio un appello al buon senso». «Penso che le elezioni anticipate sarebbero una sciagura – ha aggiunto – ma a volte nella storia della Repubblica si è arrivati alle elezioni non perché lo si è deciso, ma perché si rotola verso le elezioni». Se Iv questa sera ritirerà le ministre l’evoluzione «sarà una valutazione che farà il premier Conte con il presidente Mattarella, spero che ci si renda conto che così si entra in un tunnel di cui nessuno conosce l’uscita». «Conte – ha detto ancora Zingaretti – ha mosso qualche passo, ha annunciato un patto di legislatura, bisogna andare a vedere le carte».

Ore 10.16 – Emiliano: «Anche da opposizione grande senso di responsabilità»
«Vedo anche dall’opposizione un grande senso di responsabilità di fronte all’irresponsabilità di alcuni. Non posso dare suggerimenti a Conte, a Zingaretti o al Movimento 5 Stelle ma dico solo che in questo momento, pur di evitare che questo dispetto senza senso politico possa far danni al Paese bisogna trovare qualsiasi soluzione che consenta di non aprire una crisi di governo al buio. Perché al momento non c’è una soluzione che sostituisca questo governo, c’è solo il caos di chi perde terreno e fa di tutto pur di recuperare voti. È quindi solo un atto di puro egoismo politico che va frenato da tutti quelli che amano l’Italia». Lo dice il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, intervenendo alla trasmissione «Start» di SkyTg24.

Ore 10.10 – Crimi: «Se Renzi ritira ministri no a nuovo governo con Iv »
«Se Renzi si rende colpevole del ritiro dei suoi ministri, con lui e Italia Viva non potrà esserci un altro governo. Esiste un limite a tutto. Se ora, nelle condizioni in cui siamo, qualcuno si chiama fuori e saluta la compagnia, per noi è fuori e resta fuori definitivamente». Lo sottolinea, in un colloquio con l’Ansa, il capo politico M5S Vito Crimi rispondendo a chi gli chiede della possibilità anche di un Conte-ter in caso di crisi. «Non si può abbattere la casa e poi fare un sorriso e dire che va tutto bene», aggiunge il senatore del Movimento.

Ore 10.08 – Cancelleri: «Io ministro? Non mi oppongo»
«Con il rimpasto un ministero anche per me? Lo leggo dai giornali. Di certo non mi oppongo». Giancarlo Cancelleri, attuale viceministro alle Infrastrutture, lo dice dai microfoni di «The Breakfast Club» su Radio Capital. «Però – aggiunge – penso che sarebbe una mancanza di rispetto dire che voglio il posto di chi sta ancora lavorando per il Paese». «Quello che sta succedendo – osserva l’esponente M5s – è incomprensibile e inaccettabile. Vedo irresponsabilità. Alcune critiche avanzate da Italia Viva sono anche condivisibili. I punti critici sono stati fatti propri dal presidente del Consiglio. È assurdo che due ministre parlino come se fossero all’opposizione. Le ministre di Italia viva da trenta giorni dicono che si devono dimettere e che a loro non interessano le poltrone. Eppure si continua a parlare di rimpasto, allora non è vero che le poltrone non interessano».

Ore 9.48 – Di Maio: «Draghi a volte usato come oggetto contundente»
«Si cita Mario Draghi – ha detto Luigi Di Maio – quando il governo è in un momento di fibrillazione. A volte viene utilizzato, e non giusto nei suoi confronti, come oggetto contundente contro Conte o anche contro Mattarella, perché si dice che deve fare il presidente della Repubblica. Il presidente Draghi – ha aggiunto – non merita di finire nel dibattito solo quando si deve accoppare qualche politico».

Ore 9.36 – Di Maio: «Crisi di governo è inspiegabile»
«Una crisi di governo è inspiegabile. Non solo perché siamo nel bel mezzo di una pandemia e dobbiamo fare il decreto ristori. Ma anche perché questo è l’anno in cui l’Italia presiederà il G20 e in Italia ci sarà la conferenza globale sulla salute» ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ad Agorà su Raitre.

Ore 9.34 – Boschi: «Non servono poltrone per Iv»
«Anche oggi polemiche su di me – ha twittato Maria Elena Boschi – . Italia Viva ha chiesto al governo di prendere il Mes, non di prendere Meb – scherza. Come al solito i 5 Stelle non leggono fino in fondo. O non capiscono. Servono soldi per la sanità, non poltrone per noi».

Ore 8.53 – Bellanova: «Facciamo un passo per volta»
«Facciamo un passo per volta. Sul Recovery abbiamo ottenuto un risultato per il Paese, ora valuteremo merito per merito le singole questioni». Così la ministra delle politiche Agricole, Teresa Bellanova, ospite di Radio Anch’Io su Rai Radio Uno, ha risposto alla domanda di eventuali dimissioni delle ministre di Italia Viva dal governo.

I commenti sono chiusi, ma riferimenti e pingbacks sono aperti.

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi.