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POLITICA ITALIANA ultima settimana. Governo, Dem e M5s trattano. Il Pd apre su Conte: “Ma no a Di Maio vicepremier”. Voto su Rousseau entro la prossima set

RADIO PIAZZA POLITICA ITALIANA

Dal vertice cancellato al clima sereno. Per poi ripiombare nell’incertezza, con il rischio che possa saltare tutto. Partito democratico e Movimento 5 Stelle hanno vissuto una nuova giornata sulle montagne russe alla ricerca della quadra in quella trattativa che dovrebbe portare ad un governo giallo-rosso. La nuova riunione alla Camera tra le delegazioni Pd e M5s, cominciata alle 18 e durata un paio d’ore, ha fatto registrare positivi passi avanti. Una accelerazione arrivata dopo diversi contatti tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il segretario Pd Nicola Zingaretti e che ha avuto al centro i principali nodi politici della vicenda. I dem aprono infatti su Conte, ma chiudono sulla possibilità che sia di nuovo Luigi Di Maio il suo vicepremier. Questa mattina è previsto un nuovo incontro tra le delegazioni alle 8.30. Mentre alle 10 – prima delle consultazioni al Colle previste alle 16 –  il Pd terrà la direzione del partito presso l’auletta dei gruppi di Montecitorio. Mentre il M5s ha deciso che l’intesa con i dem sarà sottoposta al voto sulla piattaforma Rousseau entro la prossima settimana: “Nostro sì a progetto solo se ci sarà l’ok su Rousseau”, annuncia Di Maio sul blog delle Stelle. Ma il Pd non la prende bene e replica: “Grave sgarbo istituzionale”. A complicare nuovamente la partita c’è poi l’insistenza di Di Maio a insistere nel voler fare il vicepremier, con il capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato Stefano Patuanelli che lo sostiene: “Deve avere un ruolo nell’esecutivo”. Insomma la tensione risale al punto che a tarda sera il negoziato rischia di saltare.

“Abbiamo approfondito i punti per una base comune di programma”, ha detto la vicesegretaria dem Paola De Micheli al termine del vertice tra le due delegazioni. “Il lavoro continua” ha aggiunto il capogruppo al Senato Andrea Marcucci. “Abbiamo lavorato in buon clima, ci vedremo domani. Non abbiamo parlato di nomi. ll Pd ci ha illustrato i suoi punti e noi abbiamo ribadito i nostri dieci punti programmatici. Il nostro capo politico è Luigi Di Maio, ora stiamo andando a confrontarci con lui”, ha aggiunto Patuanelli. E il capogruppo 5s alla Camera Francesco D’Uva ha confermato di avere una “buona sensazione” circa le possibilità di trovare un’intesa. Intanto a Montecitorio si è tenuta l’assemblea degli eletti cinquestelle alla quale però Di Maio, Patuanelli e D’Uva non hanno preso parte, essendo riuniti in contemporanea a Palazzo Chigi. Mentre alla riunione congiunta era presente la ministra della Difesa Elisabetta Trenta, che entrando ha affermato: “Dobbiamo farlo. Per il bene del Paese, questo e altro”.

Nel primo pomeriggio, poco prima dell’inizio delle nuove consultazioni al Colle,una mossa di Palazzo Chigi ha sbloccato l’impasse facendo ripartire la trattativa, che si era impantanata dopo la riunione protrattasi ieri fino a tarda notte: “In presenza del presidente Conte non è mai stata avanzata la richiesta del Viminale per Luigi Di Maio, né dal Movimento 5 Stelle né da Di Maio stesso”, è trapelato da fonti di governo. Al punto che Marcucci ha detto entrando al Nazareno, dove Zingaretti ha riunito alle 16 la cabina di regia del partito: “Sono ottimista, ci sono passi avanti”. In una nota il M5s ha confermato la distensione: “Bene la chiarezza fatta dalla presidenza del Consiglio circa le false indiscrezioni trapelate nelle ultime ore. Al contempo, accogliamo positivamente le parole di apertura di alcuni autorevoli esponenti del Partito democratico sul ruolo del presidente Conte. Sì a un dialogo sul programma e sui temi”.
All’uscita dal Nazareno è ancora il presidente dei senatori dem a rassicurare: “Finalmente abbiamo riaperto il tavolo di programma”. Ma ha ribadito: “Lo schema con Di Maio vicepremier non è possibile”.

tina invece le cose sembravano volgere al peggio, dopo la cancellazione della riunione tra Pd e M5s che inizialmente era prevista alle 11 e avrebbe dovuto essere la continuazione del colloquio di ieri sera, che si è protratto fino all’una di notte. Ma dopo il chiarimento di Palazzo Chigi, la trattativa si è riaperta. Sebbene, secondo fonti Pd, Di Maio continui a rivendicare per sé il ruolo di vicepremier.

Intanto dal presidente Usa Donald Trump è arrivato un inaspettato endorsement via Twitter per Giuseppe Conte, ribattezzato ‘Giuseppi’: “Sembra mettersi bene per lo stimato primo ministro della Repubblica italiana, Giuseppi Conte- scrive Trump- ha rappresentato l’italia in maniera poderosa al G7. Ama molto il suo Paese e lavora bene con gli Usa. Un uomo di grande talento che speriamo rimanga primo ministro”. RADIO PIAZZA POLITICA ITALIANA

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