Quotidiano di informazione campano

POLITICA,NAPOLITANO CHIAMA IL PDL

0

Roma, Centodiciotto schede prestampate,con su scritto: mi dimetto dal ruolo di parlamentare. Le firmano, nel corso della giornata, i deputati e i senatori del Pdl dando seguito all’acclamazione con cui, 24 ore prima, avevano approvato la linea della fermezza di fronte a Silvio Berlusconi. “Ha votato anche Domenico Scilipoti”, certifica a fine giornata un soddisfatto Renato Schifani. In realta’ in quattro mancano all’appello, ma si tratta di “gente in viaggio o impossibilitata a essere a Roma. In ogni caso hanno assicurato che firmeranno anche loro nelle prossime ore”. Il Pdl, insomma, ostenta fermezza.

Letta al Pdl: Italia umiliata, ciascuno si assuma sue responsabilita’

Ma oggi e’ la giornata in cui anche Giorgio Napolitano, anche Enrico Letta lasciano intendere che non e’ tempo di cedimenti. Il primo segnale arriva dal Colle. Il Presidente della Repubblica annulla un appuntamento pubblico in mattinata, quando gia’ i suoi consiglieri, che sempre lo precedono, sono gia’ arrivati nella Sala Zuccari del Senato. Passo con pochi precedenti, per l’austero protocollo del Quirinale. Tanto che Napolitano lo giustifica con una lettera che fa accludere agli atti del congresso su Alcide De Gasperi che avrebbe dovuto presenziare.

Scrive, il Capo dello Stato: “Non posso che definire inquietante l’annuncio di dimissioni in massa dal Parlamento”; “Non meno inquietante sarebbe il proposito di compiere tale gesto al fine di esercitare un’estrema pressione sul Capo dello Stato per il piu’ ravvicinato scioglimento delle Camere”; “Non occorre poi neppure rilevare la gravita’ e assurdita’ dell’evocare un ‘colpo di Stato’ o una ‘operazione eversiva’ in atto contro il leader del Pdl”. Infine: “L’applicazione di una sentenza di condanna definitiva e’ dato costitutivo di qualsiasi Stato di diritto”.

Parole pesanti come pietre, soprattutto se usate da un Presidente della Repubblica nei confronti di un ex Presidente del consiglio. Al Quirinale, intanto, chi viene interpellato a riguardo (e sulla possibilita’ di dimissioni di Napolitano in caso di precipitare della crisi) rimanda al discorso con cui il Presidente apri’ il suo secondo mandato. Un discorso persino esplicito nel suo avvertire che chi non sarebbe stato ai patti si sarebbe anche assunto la responsabilita’ delle conseguenze. Insomma, Napolitano resta fermo su questo punto e anche su quanto detto il 13 agosto, in una nota diramata all’indomani della sentenza della Cassazione sul caso Berlusconi. Punto centrale: le sentenze si applicano, e basta.

Non e’ solo il Presidente a mostrare le unghie, comunque. Da New York interviene Enrico Letta, che non ha perso nemmeno per un attimo i contatti con Roma. Toni pacati, quelli che il premier usa nella conferenza stampa finale del suo viaggio, ma parole di fuoco: Berlusconi e il Pdl hanno umiliato l’Italia, il Cavaliere scinda il su destino da quello del Paese, non conviene nemmeno a lui atteggiarsi a Sansone che seppellisce insieme a se stesso anche gli odiati filistei.

E ora? Stanotte Letta rientra a Roma, verso le due. Domattina Napolitano sara’ sul presto a Milano, poi i due si vedranno al rientro a Roma. Palazzo Chigi va sapere: seguira’ immediato chiarimento in Parlamento. Sotto quale forma? O un vero e proprio voto di fiducia, o un documento di appoggio all’esecutivo. In ogni caso, Letta punta al rilancio. Prima del 4 ottobre. Poi ci sara’ la sentenza della giunta per le elezioni del Senato, e il Cavaliere sara’ un cavaliere decaduto.

CAMPANIA NEWS PILITICA 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi.