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Premio Charlot 2016 – Bungaro, Noemi e Neri Marcorè: perfetti “amici” sconosciuti nel segno della musica

A cura di Saverio Falco

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SALERNO (A cura di SAVERIO FALCO). Mestiere ingrato quello degli autori per conto terzi. Si scrive su ispirazione ma anche su commissione, per interpreti d’eccellenza e per meteore bisognose di riempire un disco; talvolta poi ci si prende tutta la scena e si pubblicano dischi da sé. Così per Bungaro, ospite ieri al premio Charlot presso l’arena del Mare di Salerno, nel momento più importante di una carriera che lo ha visto fornire brani a nomi importanti della musica patria (Mannoia, Vanoni, Ruggiero, Patrizia Laquidara) ma anche a starlette da reality.

Ci sono momenti nella vita di un artista in cui bisogna “portare a casa” i frutti del proprio lavoro, Tony (Antonio Calò) Bungaro, in arte solo Bungaro, ha già avuto molte soddisfazioni dalla sua vita artistica, oggi è ad un punto di svolta importante, imprescindibile per rapportarsi con il suo passato e crediamo anche con il suo futuro. La sua rinascita, mette i cosiddetti “puntini sulle i”, mette cioè a fuoco quello che è il suo essere artista oggi. E non ci riferiamo solamente alla sua rinomata e consolidata fama di grande autore, ma anche a quel suo essere “cantautore” nell’anima, un artista che ama giocare con la musica e con le parole, mischiandole, accarezzandole, sussurrandole ma soprattutto interpretandole. Alla eterogenea platea del premio Charlot, in un progetto esclusivo per la nostra città, Bungaro si è presentato con a fianco la entusiasmante voce di Noemi, un vero “Cuore d’artista”, mai appiattita sugli standard obsoleti del bel canto tricolore, e la ritrovata collaborazione con Neri Marcorè, ospite del suo iniziatico viaggio “Arte”, progetto del 2010, in cui ha duettato in che “Piacere di vederti”, come in un immaginario parallelo. Bungaro, venuto a festeggiare il grande successo del film “Perfetti sconosciuti”, di Paolo Genovese di cui ha firmato il leit-motive insieme a Fiorella Mannoia e  Cesare Chiodo, è già vincitore del David di Donatello, del Tribeca ed è nella cinquina dei Nastri d’Argento; sorprende nella sua capacità di ri-appiccicarsi addosso brani, affidati anche ad altri interpreti, ad altre voci, magari femminili, lasciando ora che la sua voce si (e ci) emozioni.

Il palco del Premio Charlot, è nato dall’intuizione di Claudio Tortora, quale snodo per il futuro artistico di tanti artisti e questo brindisino ormai cittadino del mondo, viste le sue molteplici collaborazioni con artisti brasiliani, inglesi, africani, cubani, sloveni, spagnoli, ne è stato il padrino. Musica marina, quindi, quella di Bungaro, per un palco dove, oltre ai suoi brani originali hanno trovato spazio anche omaggi ai più grandi amori musicali dell’artista come Domenico Modugno, Sergio Endrigo, Paolo Conte, David Byrne, Joe Jackson, autori principi del suo ultimo progetto “Maredentro” scelta che allude precisamente al riconoscimento dell’alterità e alla necessità di mantenere aperto e vivo il dialogo e il rapporto dialettico con quanti sono entrati a far parte del suo universo musicale.

A cura di SAVERIO FALCO

 

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