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PRESENTAZIONE STUDIO A2A PRIVATO SU IMPATTO AMBIENTALE INCENERITORE: AD ACERRA SI BALLA SAMBA, RUMBA E CHA CHA CHA!

AMBIENTE IN CAMPANIA RADIO PIAZZA NEWS

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Ieri  su invito del sindaco di Acerra Dr Raffaele Lettieri, e nel ruolo di componente dell’Osservatorio Ambientale indipendente di Acerra, ho seguito, senza potere fare ne’ domande ne’ alcun tipo di intervento, la presentazione dello studio privato commissionato dalla A2a (gestore dell’inceneritore di Acerra) sull’impatto ambientale di tale impianto , classificato per natura “impianto insalubre di classe I”, cioe’il massimo di impatto inquinante per un impianto industriale ipso facto.

 Ho dovuto prendere cosi atto, con estremo disappunto, che tale studio di parte NON HA PRESO IN NESSUNA CONSIDERAZIONE NE’ HA PRESENTATO ALCUN DATO SCIENTIFICAMENTE validato o RILEVANTE sulla porzione di polveri sottili e particolato che la comunità scientifica internazionale e lo IARC di Lione ha declarato cancerogene nel 2013, cioè le polveri sottili pm 2.5 e quelle ultrasottili definite nano particelle.

 Presentare come scientifico e declarare un impianto insalubre di prima classe non impattante sulla base di uno studio privo di qualunque analisi su pm 2.5 e nano particelle, alla luce della letteratura scientifica internazionale odierna e in un territorio come quello campano, martirizzato da inquinamento ambientale, non solo non risponde ad alcun rationale scientifico oggi riconosciuto di rilevanza tossicologica ma è pericolosamente fuorviante specie per i giudizi pendenti in sede legale.

 Da tempo infatti il Progetto internazionale VIIAS (Valutazione Integrata Impatto Ambientale e Sanitario), che non ha visto impegnati ricercatori dell’Accademia Campana e che non è stato minimamente neanche menzionato oggi, ha fornito una stima del numero di decessi attribuibili all’inquinamento atmosferico in Italia e, per il Pm2,5, ha quantificato i mesi di vita persi all’anno di riferimento 2005 e quelli guadagnati nei diversi scenari futuri.

 Gli inquinanti oggetto di studio – il particolato atmosferico, soprattutto la sua frazione fine, il PM2.5, il biossido di azoto (NO2) e l’ozono (O3) -sono associati a effetti quali l’aumento di sintomi respiratori, l’aggravamento di patologie croniche cardiorespiratorie, il tumore polmonare, l’aumento della mortalità e la riduzione della speranza di vita.

Napoli con la cosiddetta “Terra dei Fuochi” risulta essere la seconda Provincia di Italia a maggiore concentrazione di morti evitabili per mancato controllo dell’inquinamento dell’aria, seconda solo a Milano! Tale gravissimo quanto incredibile risultato resta come previsione epidemiologica sino ed oltre l’anno 2020!

 Il tumore del polmone colpisce ogni anno circa 3.820 persone in Campania e 40.000 in tutta Italia.

 E’ la terza neoplasia più frequente ma soprattutto i napoletani ed i campani non sembrano essere ben informati sulle cause: 8 cittadini su 10 non sanno che il fumo passivo (roghi tossici inclusi!) provoca la malattia. Una diffusa ignoranza che preoccupa.

 L’analisi integrata dei dati sanitari con i dati ambientali del progetto VIIAS ben illustra l’importante contributo patogenetico ambientale di tale eccezionale danno alla salute pubblica.

 Questo dato, nello studio privato della A2a è stato attribuito o a generica “mondezza” come declarato dal conduttore della giornata, o addirittura alla combustione di legna e riscaldamenti.

Come da anni ISDE MEDICI PER AMBIENTE NAPOLI ha dimostrato, sulla base dei dati ufficiali ARPAC prodotti, il picco delle polveri sottili pm10 si registra da oltre dieci anni a Napoli nel mese di agosto (specie ferragosto!) dove palesemente il traffico veicolare urbano e tantomeno i riscaldamenti , piu’ o meno a legna, non hanno alcuna rilevanza.

 Risulta da decenni evidente, ed è da tempo stato dimostrato da piu’ studi, il grande peso delle polveri sottili (pm 10 e ossidi di azoto ) non solo del Porto navale di Napoli con i suoi oltre 1.2 milioni di crocieristi l’anno, ma anche dell’aeroporto di Capodichino!

Non comprendiamo il rationale scientifico di avere messo insieme, nella valutazione NO2, porto e aeroporto con i suoi oltre sei milioni di passeggeri l’anno e decollo/atterraggio a Capodichino-casoria-casalnuovo-acerra ogni tre minuti, come i rilievi di flusso di NO hanno ben dimostrato anche nello studio privato della A2a.

Pertanto, possiamo concludere, in scienza e coscienza , e siamo pronti al confronto tecnico scientifico in qualunque pubblica sede, anche legale, se richiesti per iscritto, che lo studio presentato oggi dalla A2a nulla aggiunge di nuovo a quanto gia’ noto e denunziato da tempo sia dalla comunità scientifica internazionale che dai medici dell’ambiente sezione di Napoli, ma, purtroppo, non puo’ essere in alcun modo essere considerato scientificamente rilevante per la valutazione corretta dell’impatto ambientale di tale maxi impianto (ricordiamo pari a ben 7.5 inceneritori medi italiani) dal momento che non ha minimamente considerato i parametri oggi riconosciuti scientificamente rilevanti al fine della salute pubblica e cioe’ pm 2.5 e nano particelle.

 Ancora, dobbiamo rilevare che l’onorevole Bonavitacola ha dimenticato, nella foga del convegno, di ricordare a tutti che la regione Campania ha declarato che in termini di incenerimento la regione Campania ha gia’ un eccesso di incenerimento dei propri rifiuti urbani , pari al 26% del rifiuto secco prodotto rispetto alla media del 23 % europea e del 18% italiana, e che invece gli impianti che mancano sostanzialmente anche a Napoli sono gli impianti di compostaggio del rifiuto umido (non andiamo oltre il 3% del rsu totale rispetto alla media nazionale del 15%) , cui contribuiscono in maniera rilevante anche i 1.2 milioni di crocieristi anno del porto di Napoli e i 6 milioni di passeggeri dell’aeroporto di Capodichino.

 Infine, nel dare atto al Ministro Galletti di essere il primo Ministro dell’Ambiente che ha osato fare pubblicare per ben due volte in due anni i dati ISPRA non gia’ sui rifiuti urbani ma sui rifiuti speciali industriali e tossici che sono il vero problema della regione Campania, di Napoli e quindi anche di Acerra, siamo costretti a rilevare che non si comprende perche’ il Ministro oggi abbia dichiarato che il primo obiettivo sia la riduzione delle discariche in italia e quindi in Campania.

 Risulta infatti certificato dal suo Ministero e quindi attendiamo un pubblico premio (!) che la regione Campania era e continua ad essere la prima e unica regione di Italia e del mondo A RIFIUTI ZERO INDUSTRIALI, CIOE’ SENZA NEANCHE UNA SOLA DISCARICA A NORMA SUL TERRITORIO REGIONALE PER RIFIUTI SPECIALI INDUSTRIALI E TOSSICI OGGI PRIMO PROBLEMA IN ITALIA E IN CAMPANIA con una produzione di rifiuti industriali ORMAI OLTRE 4 VOLTE MAGGIORE DI TUTTI I RIFIUTI URBANI PRODOTTI!

 Al contrario di quanto genericamente affermato dal conduttore e dai relatori, quindi, il problema dei roghi in campania non è determinato né da generica “mondezza” né da legna ma da una precisa categoria di rifiuti , ormai quantizzata a piu’ di 2.5 milioni di tonnellate anno in Campania : i rifiuti speciali assimilabili agli urbani prodotti in regime di evasione fiscale.

 Pronti a qualunque confronto pubblico tecnico scientifico sui dati presentati dallo studio privato della A2a possiamo quindi concludere che ad Acerra, come nel resto della provincia di Napoli ed in terra dei fuochi non “si balla” solo per SAMBA (acronimo di Studio Ambientale Acerra presentato oggi da A2a) ma “si balla” anche RUMBA (Acronimo di Rifiuti Umidi ? BA! Zero compostaggio!) e CHA CHA CHA presso i nostri Ospedali (acronimo di High Cancer in Acerra) legati proprio all’eccesso misconosciuto di situazione di grave impatto ambientale sulla salute pubblica campana per la quale “magliari” del Nord (citazione presidente De Luca in data odierna) non ci riconoscono neanche non solo il giusto compenso ambientale , (per esempio per maxi-inceneritore Acerra riceve la meta’ – solo 5 euro a tonnellata- di quanto riconosciuto a tutti gli altri inceneritori di italia- 10 euro a tonnellata) ma neanche l’adeguamento dei fondi del SSN per poterci curare.

 

 

In fede

Dr Antonio Marfella

Igienista tossicologo

Vice presidente ISDE MEDICI AMBIENTE Napoli

Componente Osservatorio Ambientale indipendente di Acerra

Consulente alla salute del Sindaco di Napoli

 

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