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Presidio permanente a Pomigliano, ci sono anche gli operai Irisbus

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POMIGLIANO – Sarà un presidio permanente, quello costituito dal piccolo gruppo di operai cassaintegrati Fiat, ed esponenti della Confederazione Cobas, nei pressi dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Lo annunciano gli stessi operai, che hanno anche organizzato una brace per la sera, e che sono stati raggiunti dal sassofonista e compositore Daniele Sepe, il quale ha improvvisato una performance insieme con alcuni musicisti di strada presenti alla manifestazione di ieri.
Domani mattina, poi, davanti allo stabilimento è prevista un’ulteriore manifestazione lanciata dalla Fiom, con la mobilitazione per l’iniziativa ‘Natale in Fabbrica Italia Pomigliano’, alla quale sono stati invitati tutti i cassaintegrati dello stabilimento, a prescindere dall’iscrizione o meno ad un sindacato, per ‘chiedere la riassunzione di tutti i lavoratori nella newco’. ‘Noi resteremo qui – ha spiegato Mimmo Mignano, operaio cassaintegrato Fiat ed esponente della Confederazione cobas – questo movimento vuole raggruppare tutti gli operai, unendo le lotte anche di altre realta’, come Mirafiori, l’Irisbus, per smascherare il ‘piano-truffa’ di Marchionne. E domani saremo qui ad aspettare i compagni della Fiom per la loro iniziativa’. Con loro infatti ci sono anche un gruppo di operai della Irisbus di Avellino, ed Oreste Scalzone, ex leader di Autonomia Operaia, per appoggiare la lotta dei manifestanti che chiedono ‘la drastica riduzione dell’orario di lavoro a parita’ di salario’.
Anche una folta delegazione proveniente dalla Campania prendera’ parte oggi, intanto, al presidio organizzato da Cgil Cisl Uil in piazza Montecitorio per chiedere al Parlamento di dare soluzione al problema degli esodati, che nella nostra regione interessa oltre ventitremila lavoratori. Il sindacato chiede di accelerare l’approvazione della legge che allarga la platea dei salvaguardati per chi e’ rimasto nel limbo senza lavoro ne’ pensione.
‘Degli oltre 23mila esodati che ci sono in Campania – sottolinea il segretario generale regionale della Cgil, Franco Tavella – solo 7mila rientreranno nel bacino individuato dalla Fornero. Per questo motivo chiediamo che si acceleri la discussione per approvare la legge che estende la salvaguardia con nuovi requisiti pensionistici anche agli altrilavoratori.
Non e’ ammissibile che, a seguito della manovra Monti Fornero, migliaia di persone possano trovarsi senza lavoro, senza ammortizzatori sociali e senza pensione. Soprattutto in una regione costantemente sull’orlo della rivolta sociale’.  

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