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Previsioni Meteo Febbraio 2017: lo sbuffo caldo d’inizio mese, poi il ciclone e dal 9 il ritorno del Burian con gelo e neve!

Interazione tra aria fredda da est e correnti umide atlantiche per la seconda settimana di Febbraio

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Da un po’ di giorni a questa parte, i modelli sono piuttosto in crisi nel cercare di delineare l’evoluzione del tempo ma  nella fase 7/12 Febbraio. In questo periodo, i due grossi protagonisti dell’inverno, il flusso gelido continentale e quello umido e perturbato Atlantico, verranno a trovarsi in condizioni piuttosto ravvicinate e, peraltro, con confine delle due azioni proprio in corrispondenza dell’Italia.

AFFRONTO TRA ARIA GELIDA DA EST E FLUSSO ATLANTICO – Dalla prima immagine allegata, notiamo come una parte fondamentale in questo scontro tra “TItani” l’abbia l’isolamento di una figura di alta pressione in corrispondenza della Scandinavia.
L’alta pressione mette in movimento con il suo moto orario, masse d’aria gelide dalla Russia, attraverso l’Europa orientale e fino all’Europa centrale. Sull’ovest Europa, l’alta pressione si mantiene confinata in Atlantico mentre dai comparti britannici arrivano con buona facilità impulsi instabili più umidi in penetrazione sul Mediterraneo centro-occidentale.

MIX ESPLOSIVO
– Potenzialmente questo contesto barico, potrebbe essere esplosivo, in termini invernali, poiché l’inserimento delle correnti umide atlantiche sul nostro bacino potrebbe attivare una bassa pressione sui mari circostanti l’Italia, in modo da richiamare quell’enorme fiume gelido sull’est Europa, proprio addosso all’Italia.
Si tratta di un rischio potenziale, con importanti risvolti freddi e nevosi che, tuttavia, pare abbastanza scongiurato. La ragione è nella non favorevole posizione dell’alta pressione scandinava. La sua collocazione, al momento, è troppo alta e tale da dirottare l’aria fredda più a Nord e, al tempo stesso, da tenere l’affondo del Getto atlantico più alto.

COLLOCAZIONI DEPRESSIONARIE NON MOLTO FAVOREVOLI A INGRESSO FRANCO DEL FREDDO
– Così come è prospettata la barica dai centri di calcolo da qui a 5-6 giorni, ci sarebbero le condizioni per l’innesco di azioni depressionarie intorno all’Italia, ma queste sarebbero ben più occidentali sul nostro bacino. Una caratteristica che eviterebbe un ingresso franco di aria fredda continentale sull’Italia ma che, tuttavia, ne consentirebbe comunque un certo afflusso.

MINIMI TENDENTI VERSO IL MEDIO-BASSO TIRRENO
– La posizione media dei minimi di bassa pressione, evidenziata sempre nella prima immagine, mostra come essi possano avere un primo innesco sull’alto Tirreno per poi repentinamente trasferirsi verso il basso Tirreno e le regioni meridionali. L’asse delle basse pressioni, tuttavia, sarebbe più spostato a ovest e questa caratteristica consentirebbe un richiamo di aria fredda da est solo verso la parte più settentrionale della struttura depressionaria, che corrisponderebbe alle regioni centrali e settentrionali italiane. Grafico ensembles con andamento termico a 1400 m circa e fasi più nevoseGrafico ensembles con andamento termico a 1400 m circa e fasi più nevose

UNO SGUARDO AL GRAFICO ENSEMBLES
Interpretando anche il grafico ensembles GFS, i cosiddetti spaghetti, deduciamo che il periodo in questione, quello dal 7 al 12 del mese, possa vedere una fase abbastanza instabile sull’Italia ( dimostrata dalla curva bianca delle piogge nel rettangolo verde). Ci sarebbero piogge e temporali diffusi, ma, al momento, l’aria fredda riuscirebbe solo in parte a toccare il nostro territorio.

RISCHIO MAGGIORE DI NEVE E FREDDO AL NORD E MEDIO-ALTO ADRIATICO
– Più esposti sarebbero i settori del medio-alto Adriatico e quelli settentrionali. Nel rettangolo celeste, è evidenziata la curva bianca della temperatura a 1400 m circa che scende sotto lo 0° a quella quota. Il grafico ensembles si riferisce al medio Adriatico. Sulle regioni meridionali ci sarebbero piogge, ma poco ingresso di aria fredda. Sulle regioni settentrionali, specie di Nordest, più aria fredda, ma qui le precipitazioni potrebbero essere più fiacche e, comunque, quando presenti, le opportunità che possano essere nevose fino a bassa quota sarebbero maggiori. Una interazione più efficace tra umidità e aria fredda, potrebbe aversi sul Centro Nord Appennino, tra Nord Abruzzo, Marche, Emilia Romagna. Su questi settori è più probabile che possano avere luogo nevicate più consistenti e frequenti fino in collina, ma in qualche caso possibili fino a bassa quota. Seguite tutte le nostre rubriche per ulteriori dettagli sulle potenzialità invernali della prossima settimana.

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