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PROCIDA, RITORNA DI ATTUALITA’ L’ABBATTIMENTO DELLA CASETTA DI 20 MQ. DI ELISABETH, DOMANI INCONTRO PUBBLICO CON IL SINDACO DINO AMBROSINO

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Intanto Domenico Savio, in rappresentanza del “Movimento di Lotta per la Dignità della Vita e il Diritto alla Casa” ha chiesto un incontro pubblico al sindaco di Procida Dino Ambrosino che riceverà i cittadini, presso il Municipio, domani pomeriggio mercoledi’ 24 febbraio alle ore 17. L’augurio è che in questa vicenda che si trascina da oltre sei anni, finalmente prevalga l’umanità e che non si proceda a distruggere la casupola di Elisabeth, anche rispetto all’iniziativa della Magistratura di procedere alla demolizione delle opere abusive secondo criteri di priorità a cui si devono attenere i Pubblici Ministeri competenti e che prima delle case abitate prevede l’abbattimento  di altri tipi di immobili. Elisabeth è disperata: “Vorrei solo trovare un po’ di pace”.

A Procida ritorna tristemente e prepotentemente di attualità l’abbattimento della casetta di appena 20 mq. di Elisabeth Ayala, donna vedova, povera e disoccupata. Il “tugurio” che lo Stato le vuole abbattere e per cui all’epoca fu pagato anche il condono, è composto da un minuscolo ripostiglio, dal cucinino e dal bagnetto. Non c’è neppure una stanza da letto ed Elisabeth per poter dormire è costretta ad aprire una brandina nel pochissimo spazio che c’è tra il lavandino della cucina e quello del bagno. Sono sei anni che questa donna vive con l’angoscia che le ruspe di Stato possano distruggere l’unico bene di cui dispone dopo l’improvvisa e prematura morte del marito. La cosa che lascia tutti meravigliati è determinata dal fatto che l’abbattimento della casetta di Elisabeth sia ritornato di attualità nonostante nel frattempo la Procura Generale della Repubblica abbia stabilito dei criteri nella individuazione degli immobili da demolire che al momento dovrebbero tenere lontano lo spettro delle ruspe dalla minuscola abitazione di Elisabeth che vive con angoscia il suo dramma umano e sociale. “Vorrei solo trovare un po’ di pace”, ci ha dichiarato angosciata dopo aver appreso che presto la sua casa potrebbe essere rasa al suolo. Anche Nuccia Riccio, a cui sei anni fa la casa è stata abbattuta proprio sull’isola di Graziella, ha voluto esprimere sentimenti di fraterna solidarietà ad Elisabeth. “E’ assurdo che da sei anni a questa parte non sia cambiato nulla e che questa tragedia non sia stata fermata”, ci ha detto la combattiva Nuccia che auspica una soluzione immediata a questo immane dramma. Intanto mentre sul versante legale Elisabeth in questi giorni incontrerà l’Avvocato Bruno Molinaro che nel passato è riuscito ad ottenere la sospensione della demolizione delle quattro mura di via Morea, a Procida, dove negli anni scorsi sono state imponenti le manifestazioni a difesa del diritto alla casa delle famiglie lavoratrici, cresce la solidarietà nei confronti di Elisabeth e   Domenico Savio, in rappresentanza del “Movimento di Lotta per la Dignità della Vita e il Diritto alla Casa” ha anche chiesto un incontro pubblico al sindaco Dino Ambrosino. Incontro che si terrà presso il Municipio di Procida, domani pomeriggio mercoledi’ 24 febbraio alle ore 17. L’augurio, naturalmente, è che in questa vicenda che si trascina da oltre sei anni, finalmente prevalga l’umanità e che non si proceda a distruggere la casupola di Elisabeth, anche rispetto all’iniziativa della Magistratura di procedere alla demolizione delle opere abusive secondo criteri di priorità a cui si devono attenere i Pubblici Ministeri competenti e che prima delle case abitate prevede l’abbattimento  di altri tipi di immobili.   Intanto, come abbiamo avuto modo di ripetere in passato, la disperazione di Elisabeth grida  giustizia soprattutto alla luce del fatto che a fronte di un fenomeno speculativo dalle proporzioni spaventose, ad essere abbattute sino ad oggi siano state in genere solo le case dei comuni mortali e non la grossa speculazione edilizia affaristica della casta. Questa disumana ingiustizia di fondo dovrebbe far riflettere e non poco anche coloro che con spudorato falso moralismo si sollazzano per un improbabile ripristino della legalità che in questo caso si sta rivelando sempre più il calpestare del diritto alla casa di poveri cristi. E allora, così come andiamo ripetendo da tempo, nessuno tocchi la casa di Elisabeth, perché nessuno può sentirsi in diritto di seppellire sotto le macerie del “tugurio” di via Morea la vita e la dignità di questa donna onesta e lavoratrice!

 

 

 

 

 

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