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Proteste No Tav: pm Torino, “nove mesi a Grillo”

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Torino,  La procura di Torino ha chiesto la condanna a 9 mesi per Beppe Grillo, leader del M5S, nell’ambito del processo ai No Tav accusati di aver violato nel dicembre 2010 i sigilli alla baita Clarea, in Valsusa, un presidio che era stato messo sotto sequestro per abuso edilizio. Una ventina i militanti imputati: i pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo hanno chiesto la medesima condanna per uno dei leader No Tav Alberto Perino, l’assoluzione per altri cinque imputati e condanne tra i 6 mesi e un anno e mezzo per tutti gli altri. Il processo riprendera’ per le repliche il 14 febbraio. Giornata complicata quella di oggi per Grillo, almeno sul versante giudiziario: il leader del Movimento e’ stato indagato per “Istigazione di militari a disobbedire alle leggi”, ai sensi dell’articolo 266 del codice penale. Il fascicolo e’ stato aperto dalla procura di Genova (aggiunto Nicola Piacente, sostituti Federico Manotti e Silvio Franz) e segue un esposto del parlamentare e coordinatore dei giovani del Pd Fausto Raciti, che stigmatizzava una lettera aperta indirizzata dall’ex comico ai vertici di Polizia, Esercito e Carabinieri invitati a non schierarsi piu’ a protezione della classe politica italiana: il documento risale al 10 dicembre scorso, a commento delle manifestazioni dei Forconi e del clamoroso gesto di alcuni agenti addetti all’ordine pubblico che a Torino, Genova e Milano si erano sfilati il casco protettivo. “Si sono fatti riconoscere – spiego’ Grillo – hanno guardato negli occhi i loro fratelli. E’ stato un grande gesto e spero che per loro non vi siano conseguenze disciplinari”. In realta’, per lo stesso reato – che prevede pene da 1 a 3 anni e se commesso in pubblico pene da 2 a 5 anni – a Grillo “sono arrivati numerosi atti da diverse procure (Roma, Bergamo e Teramo, ndr) dove risulta gia’ indagato”, ha rivelato il procuratore del capoluogo ligure Michele Di Lecce. “Stiamo valutando i singoli fascicoli che riguardano gli stessi fatti e che possono riguardare anche il blog e le mail oltre alla lettera aperta”.
  “Siamo fiduciosi nell’operato della procura. Attendiamo una comunicazione ufficiale”, il commento del legale di Grillo, Enrico Grillo, che lo rappresenta nei processi penali. “Quando riceveremo una comunicazione ufficiale la valuteremo con serenita’”. Nel frattempo, Grillo dalle colonne del suo blog e’ tornato all’attacco del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: in “un qualunque altro Paese starebbe all’ospizio”, ha scritto il leader dei Cinque stelle, senza dimenticare di definire Matteo Renzi “un tacchino impettito” (“da ebetino a tacchino e’ un’evoluzione”, la replica twittata dal segretario del pd). Nel mirino dell’ultimo post anche i tg della sera: “Ogni sera la stessa zuppa”,”immagini sempre uguali. Il padre di famiglia, il disoccupato, l’esodato, il precario, un qualunque appartenente a una delle innumerevoli categorie sociali create dai partiti che hanno trasformato l’Italia in una versione moderna dei ‘Miserabili’ di Victor Hugo, rimane sgomento”. POLITICA ,DA RADIO PIAZZA NEWS
 

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