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Raccarainola – Una festa medievale: rivivono le figure di Alfonso V d’Aragona e Lucrezia D’Alagno “La Damigella Del Re”

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Raccarainola – Un percorso di cultura, rievocazione storica, banchetti, giochi ed aggiudicazione del “Palio dei Casali” – il 19, 20 e 21 Giugno 2015.  Si è svolta una  festa medievale, rievocazione storica in costume.  Molto apprezzato dal pubblico l’evento: molte persone sono giunte anche da altre località al di fuori dal contesto territoriale.  Molti i figuranti, circa 350, che con ricchi costumi hanno attraversato le strade cittadine. E cosi si assistito alla riproduzione storica tra li applausi dei presenti. Un momento teatrale di rievocazione: vi è stata l’interpretazione di Lucrezia D’Alagno, interpretata da Francesca Lettieri, di Alfonso V d’Aragona, Re di Napoli, ruolo affidato a Thomas Mugnano regista e attore del gruppo teatrale I Matt..attori, della strega Iside ed altro ancora. Per raffigurare il rogo al quale era stata condannata la strega, si dovuto accese delle fascine; in condizioni di sicurezza si è provveduto a spegnerle una volta terminata la rappresentazione. Hanno partecipato alcuni Casali:  Sasso, Casale piazza e Gargani, Casale Fellino, Pulzano, Trivice, e infine Rocca centro. La Damigella Del Re è una Festa che si propone di rievocare il periodo storico Medievale, in particolare un periodo in cui i Feudatari governavano Roccarainola. A quest’ultima appartenevano la famiglia D’Alagno; siamo in un  periodo che va dal  1457 al 1512. La Festa racchiude dei riferimenti storici: la vera storia d’amore tra Alfonso V d’Aragona, Re di Napoli, e la giovanissima Lucrezia D’Alagno, figlia del Feudatario di Roccarainola, e dei riferimenti romanzati; vale a dire le storie raccontate nel libro “Il Romito di S. Donato” che sono ambientate a Roccarainola. Alcune Associazioni presenti sul territorio, si sono fatte carico di supportare gli abitanti dei vari Casali sia nell’allestimento dei “Giracasali” che nella preparazione della vera e propria Festa che si è tenuta nei giorni 29, 30 e 31 giugno. Per  conoscere al meglio la storia di Lucrezia D’Alagno, dunque si potrebbe  leggere de “Il Romito di S. Donato”, romanzo storico ambientato a Roccarainola, scritto da un autore anonimo. Va segnalata l’edizione curata da Domenico Capolongo e Rodolfo Rubino, con l’introduzione di Luigi Vecchione edito da Istituto Grafico Editoriale Italiano.  L’evento  è stato  Organizzato dal Comune con il contributo della Regione Campania. Le cronache dell’ epoca descrivono la protagonista come una donna bellissima, intelligente. L’intento quindi è quello di riportare alla memoria la sua figura storica mettendo al centro del lavoro di molte associazioni la ricerca sulla vita medievale del piccolo borgo feudale, ricreandone le atmosfere: dame, cavalieri, soldati e falconieri che hanno messo in bella mostra diverse specie di volatili attirando la curiosità del pubblico anche per qualche foto ricordo.  Alla fine della manifestazione fuochi pirotecnici hanno concluso la serata. Queste le associazioni di Roccarainola legate nell’evento:  Proloco, Museo civico Lucrezia D’Alagno, L’Incontro, I Matt.. Attori , Morelli e Silvati , Miusart, Comitato Insieme, I giovani di Gargano e Piazza, I Giovani di Sasso, Duns Scoto  e infine Polar. Ripercorrendo la storia dell’evento, come si legge e intuisce da un opuscolo informativo, “ La damigella del Re”, nel tema principale dell’evento è costituito dalla vita nel castello di Roccarainola tra storia e leggenda. Un autentico viaggio nel tempo andando indietro di ben seicento anni; XV secolo. Secondo le cronache del tempo giunse al castello, ospite della famiglia D’Alagno il re Alfonso D’Aragona. La protagonista della vicenda fu Lucrezia D’Alagno: giovane, nobile e bellissima. Il suo corrispondenza fu con il re Alfonso D’Aragona: potente, più anziano e già sposato! Una storia in cui potere e amore s’intrecciano influenzando anche i destini di popoli. La famiglia D’Alagno risiedeva nell’attuale Torre Annunziata. Il primo incontro tra i due amanti avvenne nel 1448 alla vigilia della festa di San Giovanni Battista. Il sovrano, già cinquantatreenne  e sposato con Maria di Castiglia legò, in maniera indissolubile, i suoi sentimenti alla giovanissima nobildonna. A dispetto delle convinzioni sociali i due divennero inseparabili: nelle manifestazioni ufficiali la giovane affiancava il re; divenne la sua favorita. In breve la giovane nobildonna Lucrezia si trasformò: perspicace ed introdotta donna di potere. Era rispettata dai cortigiani, ammirata e, stando alle ossequiose cronache dell’epoca, “ Vergine incontaminata”! L’unione tra Alfonso e Lucrezia fu dunque  platonico oppure così gli storici del tempo furono costretti a tramandare. Papa Calisto III non concesse mai l’annullamento delle nozze al re. In seguito la prematura morte del sovrano segno una parabola discendente, un inevitabile cambiamento d’immagine per Lucrezia D’Alagno. Giocavano a suo favore le conoscenze e le ricchezze accumulate, la propria intelligenza, la conservazione del potere conquistato. Fu comunque costretta a fuggire: prima in Dalmazia, poi a Ravenna e a Roma dove morì nel 1479. Lucrezia D’Alagno fu il ritratto di una donna emancipata e caparbia,  fonte di una storia d’amore, d’ispirazione per un intrigante spunto narrativo sullo sfondo dei fasti della Roccarainola del tempo che fu. Non manca l’elemento leggendario: il sortilegio della strega Iside, ingelosita delle grazie e dello splendore della nobildonna. Il sortilegio era che si sarebbe tornati, in ogni primavera, al XV sec.  E solo il miglior cavaliere dei casali, con l’aiuto di un amuleto potrà svelare i piani della strega nella notte del solstizio d’estate; appunto in data 21 giugno.

Antonio Romano

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