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RASSEGNA STAMPA NEL MONDO DELLE PIU IMPORTANTI TESTATE SUL CORONAVIRUS,PER RADIO ANTENNA CAMPANIA

OGGI SABATO 17 OTTOBRE LE PIU IMPORTANTI NEWS DAL MONDO PER RADIO ANTEWNNA CAMPANIA ITALY

Covid-19, ultime notizie – Macedonia del Nord, 438 nuovi casi in 24 ore. Conte annuncia: «Centinaia di milioni di vaccini in arrivo» FINO A IERI SERA 16

 

Nel Paese balcanico è Skopje, la capitale, la città più colpita. Il premier italiano ha assicurato: «Saremo in grado di inondare i nostri sistemi di vaccini

 

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Il conteggio totale dei casi di Coronavirus confermati nel mondo registrati, ad oggi, nella dashboard della Johns Hopkins University ha raggiunto quota 39 milioni. Oltre la metà delle infezioni globali è avvenuta in soli tre Paesi: sono gli Stati Uniti (7,9 milioni casi), l’India (7,3 milioni) e il Brasile (5,1 milioni) le Nazioni più colpite dalla pandemia. Nel mondo, complessivamente, le vittime della Covid-19 sono arrivate a oltre quota 1,1 milioni.

Sono 438 i nuovi casi di contagio registrati nella Macedonia del Nord. Un dato che desta preoccupazione e che tiene alta l’allerta di tutto il Paese. I dati arrivano a fronte di 2.306 test effettuati, con una percentuale di positività quindi molto elevata. I decessi, stando ai media regionali, sono stati sei. Ieri si era registrato il record di 535 casi nel paese balcanico, dove da inizio epidemia il bilancio è di 22.607 contagi e 821 vittime. La capitale Skopje è la città più colpita.

 

Conte: «Potremmo avere presto inondazione vaccini in Ue»

Sono centinaia i vaccini che potrebbero arrivare nei prossimi tempi. Parola di Giuseppe Conte che, intervistato al Festival di Limes, a Genova, ha fatto sapere che «l’Unione europea sta finanziando le più importanti ricerche ed è in condizione di potersi garantire varie centinaia di milioni di vaccini”. E ha poi aggiunto: «È stato un investimento ad ampio spettro, alcuni gruppi prospettano esiti per fine novembre o dicembre, potremmo avere molto presto 200 o 300 milioni di vaccini. Saremo in grado di inondare i nostri sistemi di vaccini e ci siamo premurati anche di procurarli anche per i paesi più fragile

Sto rispettando il protocollo, non l’ho infranto come è stato detto: è una bugia». Su Instagram l’attaccante della Juventus risponde al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che ha sollevato dubbi sull’atteggiamento di Cristiano Ronaldo risultato positivo al Coronavirus il 13 ottobre. Ronaldo è tra i sette giocatori della Juventus che hanno violato l’autoisolamento fiduciario sabato scorso, deciso dopo che erano stati trovati positivi al Coronavirus due membri dello staff bianconero.

Prima di risultare lui stesso positivo al Covid il calciatore ha infatti raggiunto i compagni della nazionale in Portogallo prima della gara con la Svezia, interrompendo il periodo di isolamento previsto dal Comitato Tecnico Scientifico e dalla Federcalcio. Nuove polemiche sono nate al suo rientro in Italia, avvenuto grazie a un volo sanitario. «Sono rientrato dal Portogallo perché io e la mia sqaudra ci siamo assicurati di rispettare tutte le procedure – ha detto Ronaldo durante la diretta su Instagram – e sono tornato in Italia in aeroambulanza, non ho avuto contatti con nessuno neanche a Torino».

Ricciardi: «Il tracciamento dei contagi non sta funzionando»

Il consigliere del ministro della Salute per l’emergenza sanitaria Walter Ricciardi ha spiegato all’Ansa che le Asl «non sono più in grado di tracciare i contagi, quindi la strategia di contenimento del virus non sta funzionando». Il problema sarebbe da addebitare al «mancato o ritardato rafforzamento dei Dipartimenti di prevenzione (basso numero di medici igienisti a disposizione) e ai migliaia di focolai in atto» nelle singole regioni.

Secondo Ricciardi, dunque, la situazione «è molto grave e le regioni stanno andando verso la perdita del controllo dei contagi». Il contact tracing, dunque, non sta dando i risultati sperati: «Non sta funzionando né manualmente, con le interviste ai positivi al virus sui loro contatti, né tecnologicamente con l’app Immuni» ha concluso.

ANSA/FABIO FRUSTACI | Mariastella Gelmini, Forza Italia

«Tra poche ore avrei dovuto prendere un volo, per andare a Cosenza a dare l’ultimo saluto a Jole Santelli». Inizia così il post su Facebook di Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che utilizza il condizionale passato perché è rimasta bloccata a casa dopo essere risultata positiva al Coronavirus. «Sto bene, al momento non ho alcun sintomo. Sono stata super attenta in queste settimane, ma questo virus è subdolo e pericoloso», ha aggiunto, invitando tutti a osservare rigore e cautela. «Supereremo anche questa», ha concluso Gelmini. In questa settimana sono risultati positivi altri parlamentari. Si tratta di Luca Pastorino di Liberi e uguali, Francesco Mollame e Marco Croatti del Movimento 5 stelle.

Locatelli: «Non ci sono elementi per un nuovo lockdown»

Mentre i contagi giornalieri, in Italia, si avvicinano a quota 9 mila, il presidente del Consiglio superiore di sanità scongiura l’ipotesi di una chiusura del Paese. «Non ritengo vi siano elementi che possano indirizzarci a prevedere un nuovo lockdown, né tantomeno un lockdown da realizzarsi in un tempo così definito, ma ancora relativamente lontano, quale le festività natalizie», ha affermato Franco Locatelli in un’intervista al Corriere della Sera.

Il professore ha ribadito l’importanza dei comportamenti individuali, sostenendo che l’Italia è ancora in tempo per evitare di dover ricorrere a misure straordinarie di contenimento del contagio. A una condizione: «È fondamentale che tutti, nessuno escluso, facciano quanto è nelle proprie possibilità per limitare la diffusione del virus. Non ci possiamo proprio più permettere deviazioni dalle buone regole». Locatelli ha indicato gli assembramenti sui mezzi di trasporto come probabile momento di diffusione del virus. Ma ha concluso sottolineando che «è necessario che le scuole rimangano aperte».

Un bilancio preoccupante

Altre 222 vittime e 15.186 nuovi contagi da Coronavirus nelle ultime 24 ore in Spagna. Secondo i medici si tratta della peggiore giornata della settimana. Per El Pais quello di oggi è il più alto bilancio mai registrato nel Paese: «Quasi un terzo dei focolai si registra nella sfera sociale, seguita dalla famiglia e dal lavoro», scrivono. Un’ondata che stenta a placarsi.

Oltre 15mila contagi, ma Johnson è contro un nuovo lockdown

Sono lontani i tempi dell’«immunità di gregge» ma, come si vede, sono lontani anche i tempi del lockdwon. Nel Regno Unito il numero di contagi è ancora sopra quota 15 mila, nello specifico arriva a 15.650. Eppure il primo ministro Boris Johnson ha specificato che al momento non ci sono le condizioni per un nuovo lockdwon.

Oltre alla pandemia, sulla scrivania del premier a Downing Street c’è anche un altro dossier: quello sulla Brexit. Nella giornata di oggi si è tenuta infatti una riunione del Consiglio europeo al termine della quale Johnson ha criticato le posizione tenute dall’Unione europea durante i negoziati: «Il Regno Unito deve prepararsi a un no deal, a meno che l’Ue non cambi radicalmente la sua posizione nelle trattative».

Oltre 25mila contagi nelle ultime 24 ore

Secondo i dati pubblicati dalla Santé Publique, il numero di contagi in Francia da ieri è aumentato di 25.086 unità. I decessi invece sono stati 122. Anche se alta, la cifra dei contagi è inferiore rispetto a ieri, quando si è toccato il record di circa 30mila nuovi contagi. Esattamente come in Italia, anche in Francia i casi di contagio hanno cominciato a riguardare direttamente i politici. Al Senato sono 12 i nuovi positivi, tra cui 8 senatori e 4 assistenti parlamentari. Dalla notte tra il 15 e il 16 ottobre nel Paese è entrato in vigore il coprifuoco in diverse città, fra cui Parigi.

n Francia si va verso i test negli aeroporti. Parigi, infatti, ha annunciato di voler introdurre i test antigenici entro la fine di ottobre nei principali scali del Paese. «Li lanceremo negli aeroporti, in particolare, in partenza verso destinazioni come gli Stati Uniti o l’Italia, e all’arrivo da Paesi rossi, di modo che non ci siano più persone che entrano dai Paesi rossi nel territorio francese senza essere sottoposti a tampone», ha dichiarato il ministro responsabile dei Trasporti, Jean-Baptiste Djebbari, a CNews. «Verranno introdotti entro fine ottobre», ha aggiunto sostenendo che, adesso, l’obiettivo resta quello di «armonizzare, grazie ai test antigenici, in particolare in Europa, l’insieme dei protocolli sanitari che oggi sono un po’ diversi».

Il tasso di infezione potrebbe salire a 4 mila casi al giorno

Si tratta del secondo giorno consecutivo in cui la Svizzera registra un picco di casi. Oggi l’agenzia di sanità pubblica ha segnalato un totale di 3.105 nuovi casi nel Paese e nel vicino principato del Liechtenstein, portando il totale a 74.422, mentre il bilancio delle vittime è salito di 5 unità a quota 1.823. Giovedì i nuovi casi erano stati 2.600.

Il Paese per il momento non ha introdotto nuove restrizioni a livello nazionale da quando a giugno la maggior parte delle misure anti-Covid sono state sospese. Ma il numero di casi sembra destinato ad aumentare tanto che Rudolf Hauri, presidente dell’associazione svizzera dei medici cantonali, ha detto che il tasso di infezione potrebbe salire a 4.000 casi al giorno. Nonostante questo Hauri ha aggiunto che probabilmente il Paese riuscirà ad evitare un nuovo lockdown.

GRECIA

EPA/ALEXANDROS VLACHOS | La marcia di protesta dei dipendenti degli ospedali pubblici, Atene, 15 ottobre 2020

A Kozani chiudono negozi e ristoranti e scatta il divieto di spostamento in altre regioni

Mentre diversi paesi europei praticano forme di lockdown parziale, la Grecia ha introdotto un lockdown totale nella regione di Kozani, capitale dalla Macedonia occidentale al Nord del Paese. Il confinamento durerà fino al 29 ottobre e riguarda circa 150 mila persone: per tutti scatta l’obbligo di mascherina all’aperto e nei luoghi di lavoro. Chiudono i negozi, palestre, parchi, ristoranti, cinema, musei e siti archeologiche. Rimarranno aperte soltanto le scuole.

Inoltre, sono stati sospesi i raduni e ogni spostamento al di fuori della regione è stato vietato. Il paese ha registrato 492 nuovi casi di Coronavirus il 15 ottobre, di cui 22 infezioni nella regione di Kozani che è stata la prima ad essere stata dichiarata “zona rossa” e anche la prima ad entrare in lockdown nella cosidetta “seconda ondata” dell’epidemia. Attualmente, nell’area oltre 200 persone sarebbero positive al virus.

GERMANIA

Ludwigsburg, Germania
AFP/THOMAS KIENZLE | Ludwigsburg, Germania

Il tribunale amministrativo di Berlino dà ragione ai bar: niente stop alle 23

Vittoria per i proprietari di bar e ristoranti tedeschi a cui il tribunale amministrativo di Berlino ha dato ragione annullando il regolamento introdotto una settimana fa nella capitale della Germania che imponeva la chiusura di bar e ristoranti a partire dalle 23 e fino alle 6 del mattino per contenere la pandemia del Coronavirus. Lo scrive la Dpa.

Il tribunale, dunque, ha accolto il ricorso presentato da alcuni locali che avevano definito sproporzionato il provvedimento anti movida che, di fatto, avrebbe causato un ingente danno economico ai locali, già messi in ginocchio dalla pandemia, senza costituire tra l’altro una soluzione al problema. Secondo loro, infatti, la chiusura dei luoghi di ritrovo non impedirebbe ai giovani di incontrarsi altrove.

Anche la Germania, uno dei grandi Paesi europei che sembrava aver resistito meglio alla recrudescenza della pandemia, si è scoperta vulnerabile alla seconda ondata. Nelle ultime 24 ore, i nuovi contagi registrati tra i tedeschi sono stati 7.334, portando il totale delle infezioni a 348.557. È il secondo giorno consecutivo in cui il Robert Koch-Institut registra un incremento così alto nei nuovi casi.

Ieri, 15 ottobre, nel Paese erano state individuate 6.638 nuove positività, il numero più alto mai registrato in un solo giorno dall’inizio del monitoraggio. Fino ad oggi. Aumentano anche i pazienti in gravi condizioni: una settimana fa, i ricoverati in terapia intensiva erano 487, oggi il numero di cittadini che necessitano di ventilatori meccanici per sopravvivere è salito a 655.

421 decessi e oltre 17 mila contagi in 24 ore

La situazione è particolarmente delicata in Argentina dove, nelle ultime 24 ore, sono state individuate 17.096 positività al Coronavirus. Dall’inizio della pandemia, il ministero della Salute non aveva mai registrato un dato così alto. Il totale dei contagi nel Paese si avvicina sempre più alla soglia del milione: sono 949.063 per la precisione.

Nell’ultimo bollettino diramato dalle autorità sanitarie argentine si legge che le vittime, in un solo giorno, sono state 421: il bilancio dei decessi a causa della Covid-19 è aggiornato a quota 25.342. Nei reparti di rianimazione degli ospedali argentini sono ricoverati 4.278 pazienti che hanno contratto il Sars-CoV-2. La percentuale di saturazione dei posti letto di terapia intensiva occupati si attesta al 64,4%.

Ministerio de Salud de la Nación

Bocciato il Remdesivir: «Nessun beneficio»

Da un report pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) si apprende che il Remdesivir, l’antivirale approvato in Europa per il trattamento contro la Covid-19 e usato anche per curare Donald Trump, non darebbe in realtà nessun beneficio ai pazienti che hanno contratto il Coronavirus. «Sembra avere un piccolo o inesistente effetto sulla mortalità a 28 giorni o sul decorso ospedaliero del Covid-19 tra i pazienti ricoverati», si legge nel documento.

La ricerca in questione è definita dalla stessa Oms come «il più grande studio di controllo randomizzato al mondo sulle terapie Covid-19». Eseguita, in contemporanea, in 30 Paesi, coinvolgendo circa 500 strutture ospedaliere, la ricerca ha bocciato anche l’idrossiclorochina, l’interferone e i farmaci prodotti per contrastare l’Hiv.

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