Quotidiano di informazione campano

RASSEGNA STAMPA SUL COVID 19Al via il 27 dicembre nell’Ue la vaccinazione contro il Covid

E’ il momento dell’Europa, proteggiamo i nostri cittadini insieme’. Speranza: i primi vaccini ai sanitari

Il 27, 28 e 29 dicembre inizierà la vaccinazione in tutta l’Ue. Proteggiamo i nostri cittadini insieme“, ha scritto von der Leyen su Twitter.

L’Italia partirà con le prime vaccinazioni al personale sanitario. È quanto si apprende a seguito di una riunione mattutina tra il Ministro della Salute Roberto Speranza e il Commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri. Il Governo italiano ha lavorato negli ultimi giorni per favorire una simbolica data comune di avvio delle vaccinazioni nell’Unione Europea.

“Se tutte le procedure di verifica sul vaccino Pfizer Biontech da parte di Ema e di Aifa saranno completate favorevolmente nelle date previste, l’Italia partirà con le prime vaccinazioni al personale sanitario il 27 Dicembre. Il governo italiano ha lavorato negli ultimi giorni per favorire una simbolica data comune di avvio delle vaccinazioni nell’Unione Europea. Ci vuole ancora molta prudenza e il percorso non sarà breve, ma la strada è quella giusta”. Lo scrive in un post su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza.

Tremila medici e 12 mila infermieri: sono le assunzioni che potrebbero essere finanziate con un emendamento alla manovra per dare attuazione al piano vaccini anti Covid previsto dal piano Arcuri. La proposta di modifica – secondo quanto si apprende da fonti di maggioranza – tuttavia è ancora in discussione e non è certo che arrivi con la legge di Bilancio.

Papa Francesco tora a chiedere un accesso ai vaccini e alle cure contro il Covid anche per i più fragili. “Rinnovo l’appello ai responsabili politici e al settore privato affinché adottino le misure adeguate a garantire l’accesso ai vaccini contro il Covid-19 e alle tecnologie essenziali necessarie per assistere i malati e tutti coloro che sono più poveri e più fragili”: è quanto si legge nel Messaggio per la 54a Giornata Mondiale della pace che si celebra il Primo gennaio 2021.

Bertolaso: “Tra febbraio e marzo terza ondata Covid. Il vaccino sarà riscatto di Arcuri dopo pessime figure”

“Sbagliato pensare che a Natale saremo liberi dal virus”

 

 

“Tra febbraio e marzo ci sarà una terza ondata Covid e se qualcuno pensa che a Natale saremo tutti belli liberi dal virus si sbaglia”: è quanto ha detto Guido Bertolaso partecipando alla trasmissione “105 Friends” di Radio 105. Parlando invece della situazione strettamente legata all’Umbria, dove è consulente della Regione per la gestione dell’emergenza pandemica, l’ex capo della Protezione civile nazionale ha spiegato che qui “la situazione è abbastanza sotto controllo grazie anche agli ospedali da campo militare e della Croce rossa che sono stati montati a Perugia e Terni”.

“Assieme anche al piano che si è redatto – ha aggiunto Bertolaso – credo che l’Umbria sia in grado di resistere”.

“Arcuri ha fatto talmente tante pessime figure nei mesi passati che questo sarà il momento del suo grande riscatto, quindi non posso credere che la distribuzione del vaccino contro il Covid non funzioni”: così Guido Bertolaso ha risposto alla domanda dei conduttori di Radio 105 in merito alla distribuzione del vaccino anti coronovirus affidata al commissario straordinario per l’emergenza pandemica. “La distribuzione del vaccino contro il Covid – ha aggiunto Bertolaso – funzionerà anche perché sono già state coinvolte le Regioni e Arcuri si è già mosso”. “Il vaccino – ha detto ancora l’ex capo della Prociv – arriverà se tutto andrà bene non prima della fine di febbraio e quindi hanno tre mesi per organizzarsi, per trovare i frigoriferi adatti e per trovare il personale che andrà a vaccinare la gente”. Il nodo della distribuzione del vaccino anti Covid è stato toccato in trasmissione dopo che si era parlato della difficoltà di somministrare, in queste settimane, il vaccino antinfluenzale. “In questo periodo, nel passato – ha detto Bertolaso – tutti erano stati vaccinati contro l’influenza, quest’anno, che è fondamentale, sono stati vaccinati invece meno del 50% delle persone da vaccinare e questo sarà un problema che si andrà ad aggiungere a quello drammatico della pandemia”.

“Siamo un paese a macchia di leopardo. Abbiamo delle eccellenze spettacolari e poi delle realtà tipo la Calabria”: lo ha detto Guido Bertolaso parlando della sanità italiana durante la trasmissione “105 Friends” andata in onda stamani su Radio 105. “Vi do una piccola chiave di lettura”, ha aggiunto Bertolaso parlando ancora di quando accaduto con il commissario della sanità calabrese Saverio Cotticelli. “Era stato nominato dal governo e non scelto dai calabresi – ha ricordato l’ex capo della Protezione civile -, ma se metti un tuo uomo a gestire la sanità in Calabria già da due anni, poi scoppia il Covid, ma vuoi chiamarlo, interrogarlo, sentirlo su quelle che sono le problematiche del territorio?”. “Se a scoprire che questo non sapeva di essere responsabile è stato un giornalista – afferma ancora Bertolaso -, significa che nessuno da Roma lo aveva mai controllato, aveva mai verificato quello che stava combinando in Calabria. Credo che il problema fondamentale della sanità nel nostro Paese stia nel fatto che chi sta sopra i tecnici sanitari dovrebbe monitorare, supportare, ma evidentemente, invece, pensa ad altro”.

Libia, liberi i pescatori italiani dopo 108 giorni di sequestro. Hanno lasciato Bengasi

I due motopesca rientreranno a Mazara del Vallo nella giornata di domenica

Sono usciti dal porto di Bengasi i due pescherecci della flotta di Mazara del Vallo ‘Medinea’ e ‘Antartide’ con 18 uomini di equipaggio, liberati ieri dal governo del generale libico Haftar. Il ritardo è stato causato dalla necessità di ricaricare le batterie delle imbarcazioni rimaste ferme dopo il sequestro avvenuto il primo settembre scorso.

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“I nostri pescatori sono liberi. Fra poche ore potranno riabbracciare le proprie famiglie e i propri cari
Stanno uscendo adesso dal porto di Bengasi i due pescherecci della flotta di Mazara del Vallo ‘Medinea’ e ‘Antartide’ con 18 uomini di equipaggio, liberati ieri dal governo del generale libico Haftar. Il ritardo è stato causato dalla necessità di ricaricare le batterie delle imbarcazioni rimaste ferme dopo il sequestro avvenuto il primo settembre scorso. La partenza è stata comunicata dal comandante del motopesca ‘Medinea’, Pietro Marrone, al suo armatore. Le due imbarcazioni faranno adesso rotta verso Mazara; l’arrivo è previsto nella giornata di domenica.. Grazie all’Aise (la nostra intelligence esterna) e a tutto il corpo diplomatico che hanno lavorato per riportarli a casa. Un abbraccio a tutta la comunità di Mazara del Vallo. Il Governo continua a sostenere con fermezza il processo di stabilizzazione della Libia. È ciò che io e il presidente Giuseppe Conte abbiamo ribadito oggi stesso ad Haftar, durante il nostro colloquio a Bengasi”. Lo scrive su Fb il ministro degli Esteri Di Maio.

rli. A Bengasi, roccaforte del generale Khalifa el-Haftar sono trattenuti da inizio settembre gli equipaggi di due pescherecci italiani di Mazara del Vallo: 18 persone, tra cui 8 italiani, 6 tunisini, 2 indonesiani e 2 senegalesi.

I due pescherecci però sono ancora ormeggiati nel porto di Bengasi i due pescherecci mazaresi sequestrati dalle milizie del generale Haftar. L’equipaggio di una delle due imbarcazioni, l’Antardide, non è infatti ancora riuscito ad accendere i motori, mentre l’altro motopesca, il Medinea, ha già messo in moto come risulta dal Blue box di bordo. Non appena sarà risolto il problema tecnico i due pescherecci partiranno alla volta di Mazara del Vallo dove dovrebbero arrivare dopo 36-48 ore.

 LA GIORNATA- “Aspettiamo la conferma ufficiale ma oggi sembra proprio la giornata giusta”. Emozionato e con la voce rotta dal pianto, aveva anticipato così a Radio Capital Marco Marrone, armatore della Medinea, uno dei due pescherecci sequestrati 108 giorni fa in Libia. “Ho parlato con il ministro Bonafede che mi ha detto: “C’è qualcosa di buono nell’aria”. “Per me un’emozione assurda – conclude Marrone – ho pianto come un bambino. Ora aspettiamo solo la conferma”.

I pescatori hanno già parlato con i loro familiari e sono a bordo dei due loro pescherecci Antartide e Medinea. anche i loro colleghi musulmani dopo mesi sono riusciti a scambiare qualche battura con i familiari”. Lo ha detto sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, sulle notizie che arrivano da Bengasi sui pescatori italiani. E’ esplosa la festa nell’aula consiliare del Comune di Mazara del Vallo dopo l’arrivo della notizia ufficiale arrivata dalla Libia della liberazione dei 18 pescatori della marineria locale. Applusi, urla e pianti di gioia e tanti abbracci. Il tutto misto a commozione e senso di liberazione. “Sono felicissima – ha detto la figlia di uno di loro – non ho parole per esprimere la gioia che provo e la felicità nel pensare che presto potrà riabbracciarlo”.

L’EMOZIONE DELLE FAMIGLIE  – “Ce l’abbiamo fatta, ce l’abbiamo fatta! Mio figlio e tutti gli altri pescatori stanno tornando,. Ringrazio tutti: Conte, Di Maio, il sindaco, il vescovo, i giornalisti. Non ho parole per riuscire a esprimere tutta la felicità di una mamma e di una nonna che finalmente, dopo 108 giorni, può riabbracciare suo figlio”. Lo ha detto all’ANSA Rosetta Ingargiola, 74 anni, mamma di Pietro Marrone, comandante di uno dei pescherecci sequestrati in Libia, che insieme ai fanilieri degli altri pescatori si trova nel Municipio di Mazara del Vallo. “Sono stati 108 giorni da incubo che finalmente sono finiti. E’ un bellissimo regalo di Natale per me e per tutti i familiari dei 18 pescatori. Non vedo l’ora di riabbracciare mio figlio”. Lo ha detto all’ANSA Nuccia Giordano, madre di Giacomo Giacalone, uno dei pescatori mazaresi liberati oggi a Bengasi. “Adesso devo lasciarti e chiudere la telefonata, perché devo fare partire il motore del peschereccio”. Così uno dei motoristi tra i pescatori siciliani in Libia durante una telefonata alla moglie. Lo ha riferito il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci. (ANSA).C’è grande attesa e ci sono grosse aspettative a Mazara del Vallo per la liberazione dei 18 pescatori fermi in Libia dopo l’annuncio del volo del premier Conte e del ministro degli Esteri Di Maio a Bengasi. Familiari, amici e colleghi si sono radunati davanti al Comune dove hanno incontrato il sindaco Salvatore Quinci. “Abbiamo ricevuto comunicazioni su una liberazione imminente – ha detto Quinci – aspettiamo adesso aggiornamenti e la conclusione di questa vicenda”.”Stamattina questa notizia mi ha fatto rinascere dopo tre mesi bui e di disperazione. Non vedo l’ora di riabbracciare mio figlio“. Così Rosetta Incargiola, mamma di Pietro Marrone, uno dei pescatori siciliani fermati a Bengasi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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