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Renzi duetta con D’Alema, ora riforme e cambiamo anche l’Europa

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 Roma, 19 mar. – Le riforme vanno fatte, rompendo ogni tabu’, e l’Europa va cambiata. Corre su questo binario il feeling ritrovato tra Matteo Renzi e Massimo D’Alema che, davanti a una platea da grandi occasioni, duettano sul futuro dell’Europa, ma anche dell’Italia e del Pd. Renzi precisa ripetendolo due volte che lui alle elezioni europee non si candidera’: “Il presidente del Consiglio non si candida”.
  Quanto al ventilato ruolo che D’Alema stesso potra’ avere nella prossima legislatura in Europa, il premier non si sbilancia affatto, “lo decideremo nella direzione del partito”, anche se dice chiaro e tondo che “dobbiamo mandare in Europa le persone piu’ forti che abbiamo e mi riferisco ai livelli istituzionali.
  Il compito del governo e’ di scegliere per i livelli di guida delle istituzioni europee le persone che siano in grado di dare il migliore contributo in questo senso”.

Per il resto il vecchio duello tra i due e’ quasi completamente sopito, archiviato. Complice una maglia della Roma donata da D’Alema a Renzi, i due si scambiano cortesie e solo qualche pacata e diplomaticissima puntura di spillo. “Siamo d’accordo su molte cose riguardo all’Europa, del resto facciamo parte della stessa squadra” fa notare D’Alema. “Con D’Alema il dibattito e’ stato sempre franco e ho apprezzato che, nel momento in cui qualcuno non mi parlava perche’ avevo avuto l’ardore di attaccare il mostro sacro D’Alema, lui fu l’unico a parlarmi” gli rende merito Renzi. E’ il titolo dell’ultima fatica letteraria di D’Alema, all’indomani della visita del presidente del consiglio a Berlino, a fornire la cornice del dibattito. “Non solo Europa”, il tema del volume, viene declinato da Renzi in questo modo: l’Italia ha le sue carte da giocare, “non e’ l’ultima ruota del carro” anzi, se decide una volta buona di “fare per davvero l’Italia”, allora sara’ in grado “di cambiare anche l’Europa”. Per ora l’Europa ha livelli di gradimento in picchiata “e’ uno tsunami” e si deve recuperare lo “spread di scollamento tra Ue ed elettori”, l’Unione deve tornare ad essere “vicina ai cittadini”.

Un messaggio che ieri il premier ha fatto presente anche alla cancelliera Merkel. Il presupposto, in Europa e in Italia e’ uno: cambiare verso. A Roma si deveono portare a casa le riforme e la legge elettorale – con l’impianto “vincolante” uscito dall’accordo con il centrodestra – tema tanto urgente da rendere quello delle misure economiche una subordinata. La stessa cancelliera Angela Merkel, ha riferito il presidente del consiglio, e’ apparsa “piu’ interessata alle riforme istituzionali e della legge elettorale che non alle misure economiche”. Sono queste riforme le uniche a consentire di restituire respiro al tessuto delle imprese in Italia “raggrinzito dalla burocrazia”.

E’ sulle riforme che Renzi, e con lui il Pd, si “gioca la faccia” perche’ “per troppo tempo abbiamo dato l’immagine di un Paese irriformabile”. La strada e’ tracciata e per arrivare a ‘meta’ basta poco: “Non e’ che io sia uno psicopatico con la fissa per la velocita’”, premette Renzi, “ma nel giro di una settimana, come Pd, saremo pronti. “Stiamo attendendo le osservazioni che vengono dai soggetti protagonisti: giovedi’ vedremo la conferenza delle regioni; in mattinata vedremo l’Anci. Poi, ragionevolmente settimana prossima, ci sara’ una riunione congiunta dei gruppi Pd di Camera e Senato, la direzione e ci siamo”.

In secondo luogo le misure economiche per “restituire respiro al mercato interno” con quella piccola e, per Renzi, cruciale quota parte che arrivera’ nelle tasche dei lavoratori dipendenti con reddito fino a 1.500 euro: “Non si tratta di fare training autogeno, dicendo ‘ce la possiamo fare’, ma affrontare il problema della crescita, prima ancora che quello del debito, per la quale il governo ha scelto di fare alcune mosse, la prima quella di concentrare attenzione al fatto che il mercato interno e’ completamente bloccato. C’e’ una fascia di persone, il ceto medio, che e’ stato bersagliato da un aumento dell’imposizione tariffaria e non ha piu’ le possibilita’ economiche. Marketing televendita, chiamatela come volete ma noi mettiamo in tasca agli italiani un piccolo margine, un orizzonte di speranza”. Solo cosi’, solo restituendo fiducia ai cittadini nei confronti della politica, si sconfiggera’ l’antipolitica e l’antieuropeismo. Una prova sta nel fatto che “da alcuni mesi Grillo non gioca piu’ in attacco, sta sulla difensiva”. Se poi tra Matteo e Massimo saranno rose, fioriranno, e quanto il feeling sara’ solido lo si vedra’ nei prossimi mesi. (

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