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Renzi, governo legato a Italicum Si dimette capogruppo Speranza

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Roma, 16 apr. – L’Italicum va votato cosi’ com’e’, senza modifiche. Lo ha ribadito il premier Renzi all’assemblea del gruppo Pd, legando la vita della legislatura alla legge elettorale. Le sorti del governo sono legate all’Italicum, “nel bene e nel male”, ha osservato.

L’assemblea del gruppo, ha detto il premier, confermi la linea della direzione nazionale. Coloro che chiedono un gesto di mediazione devono riconoscere che una mediazione c’e’ stata.
L’assemblea del gruppo deve essere un luogo di dialogo, ha spiegato Renzi.

Per chi ama il Libro della Giungla fuori di qui ci sono tanti Tabaqui, ha aggiunto. Il riferimento e’ allo sciacallo del romanzo di Kipling.

Roberto Speranza si e’ dimesso da capogruppo del Pd. Credo con forza nel Pd e nel governo e sono perche’ le riforme si facciano, ma sulla legge elettorale e’ sbagliato andare avanti senza un pezzo del partito, ha spiegato Speranza. Non sono in condizione di guidare questa barca, percio’ con serenita’ rimetto il mio mandato, ha aggiunto. “Saro’ leale al mio gruppo e al mio partito, ma voglio essere altrettanto leale alle mie convinzioni profonde”, ha detto Speranza motivando la decisione di dimettersi, riferendosi “all’errore” sulle legge elettorale. “Non cambiare la legge elettorale – ha spiegato Speranza – e’ un errore molto grave che rendera’ molto debole la sfida riformista che il Pd ha lanciato al Paese. C’e’ una contraddizione evidente tra le mie idee e la funzione che svolgo e che sarei a svolgere nelle prossime ore”.

Bersani, “non sono disponibile ad andare avanti cosi'” – Non sono disponibile ad andare avanti in questo modo, qui parliamo non solo della legge elettorale ma del nostro sistema democratico.
Con questo ragionamento Pierluigi Bersani ha ribadito la sua distanza dall’Italicum, durante l’assemblea del gruppo Pd.
Se si sceglie di andare avanti in questo modo io non ci sto, ha osservato l’ex segretario. Sono intervenuti, tra gli altri, anche Orfini e Epifani.

Minoranza abbandona assemblea – La minoranza del Pd ha abbandonato l’assemblea non partecipando al voto finale sulla riforma elettorale.

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In Italia, ha poi spiegato il premier, c’e’ un consociativismo istituzionale, un sistema di pesi e contrappesi che blocca il Paese. Nel suo intervento all’assemblea del gruppo Pd ha parlato anche di un’organizzazione sindacale che ha definito il tesoretto una distrazione di massa.
Un’organizzazione che e’ stata molto distratta ma poco di massa.
La legge elettorale non si tocca ma il premier torna ad aprire alla possibilita’ di cambiamenti sulle riforme costituzionali. Ora la nostra discussione deve essere depurata da toni di Armageddon, ha osservato parlando dell’Italicum. Discorso diverso sulle riforme: sono possibili ulteriori modifiche, ha spiegato il segretario del Pd all’assemblea del gruppo.

Renzi ha annunciato che il 21 aprile il Cdm approvera’ la prima parte dei decreti attuativi della delega fiscale, poi il 16 giugno la restante parte. C’e’ una partita che dobbiamo chiudere ed e’ quella sulle intercettazioni, ha poi detto il premier che ha annunciato inoltre che il 27 aprile ci sara’ una direzione per parlare di quello che sta avvenendo nei nostri territori. Io non abbandono i nostri amministratori.

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