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Renzi, “Linea dura per i corrotti” “Pena minima da 4 a 6 anni”

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Roma, Subito un pacchetto ‘anti-corruzione’ in Consiglio dei ministri. Pena minima da 4 a 6 anni perche’ “se hai rubato puoi patteggiare ma un po’ di carcere lo fai”, confisca dei beni “piu’ semplice e veloce” di chi ha rubato, e soprattutto allungamento dei tempi di prescrizione.

E’ la mossa di Matteo Renzi per fronteggiare il nuovo caso di Mafia capitale, perche’ e’ vero che “saranno i giudici a fare chiarezza”, ma “noi non possiamo aspettare, non faremo sconti a nessuno, il vento e’ cambiato ed e’ inaccetabile trovare la carta per uscire gratis di prigione come al Monopoli”.

Il premier continua nell’operazione ‘pulizia’, occorre “fare di tutto perche’ finalmente in Italia chi ruba paghi fino all’ultimo centesimo”, l’indagine in corso a Roma sta facendo emergere “una schifezza”.

E il Capo dell’esecutivo per ‘ripulire’ l’immagine della Capitale potrebbe dare lunedi’ 15 dicembre l’ok alla candidatura per le Olimpiadi 2024, un’occasione per far ritornare la luce sulla citta’ e ‘cambiare verso’ alla lotta per il ritorno della legalita’ e la trasparenza.

Intanto promette pulizia nel Pd Matteo Orfini. “Da anni era ostaggio di gruppi dirigenti che pensavano piu’ a costruire guerriglie di corrente interne al partito che ai problemi della citta’”, dice il presidente del partito che chiede di nuovo una riflessione sulle preferenze.

E oggi la relatrice della riforma della legge elettorale al Senato, Anna Finocchiaro, ha depositato gli emendamenti: capilista bloccati, soglia d’ingresso al 3%, premio maggioranza alla lista che otterra’ almeno il 40% dei voti validi. Per il momento la clausola di salvaguardia non c’e’, nessun legame con la riforma del Senato, l’esecutivo e’ pronto a fare un gesto politico e di posticipare l’entrata in vigore dell’Italicum (c’e’ chi parla del 2017), ma senza legarlo alla riforma del Senato.

Maria Elena Boschi ha comunque ribadito che si votera’ nel 2018, anche se la novita’ sostanziale di oggi e’ l’apertura del responsabile delle Riforme al Mattarellum. “Ci sono due alternative, per la clausola sulla legge elettorale: o si lasciano le cose come sono o si torna al mattarellum”, dice anche la vice-segretaria del Pd Debora Serracchiani.

C’e’ il no di FI e di Ncd, ma l’esame dell’Italicum entrera’ nel vivo la prossima settimana: domani scadra’ alle 20 il termine per gli emendamenti e giovedi’ alla stessa ora quello per i subemendamenti. Berlusconi per ora tace, incontrando nel week end alcuni esponenti azzurri e’ tornato a chiedere l’innalzamento della soglia d’ingresso e a ribadire che il partito potrebbe dare il via libera al premio alla lista, ma che occorre concordare un nome per il Quirinale.

Ad alcuni dirigenti l’ex premier ha spiegato che c’e’ l’occasione per trovare l’intesa su un moderato e ai suoi ha fatto i nomi di Gianni Letta, Antonio Martino e Pierferdinando Casini, ipotesi che il Pd difficilmente potrebbe accettare.

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