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Renzi, ok a riforme oppure ho fallito

POLITICA ITALIANA RADIO PIAZZA NEWS

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Roma – L’Italia, a differenza di una anno fa, “e’ un Paese stabile”. Forse, “il piu’ stabile dei Paesi europei”. Matteo Renzi parte da qui per ripercorrere, durante la tradizionale conferenza stampa organizzata dall’Ordine dei Giornalisti, la strada fatta dal suo governo nel 2015, lungo la rotta delle riforme che, per il premier, hanno messo l’Italia al sicuro dai rischi connessi alla crisi, al populismo, all’instabilita’ politica e, non ultimo, agli effetti derivanti da una crisi bancaria. Riforme che vedranno, nel 2016, il loro sigillo nel referendum confermativo. Un passaggio cruciale per il governo e ancor di piu’ per il destino politico del premier: “E’ del tutto evidente che se perdo il referendum costituzionale, considero fallita la mia esperienza in politica”, sono state le parole del premier. Comunque vada, quella di presidente del consiglio sara’ l’ultimo incarico pubblico. “Ho un profondo amore per l’Italia e sono a fare il presidente del Consiglio come mio ultimo ruolo pubblico. Quando fai il presidente del Consiglio, dopo lasci e questo per me sara’ l’ultimo incarico, l’ultimo servizio pubblico”, ha spiegato, dando per acquisito che il limite e’ il secondo mandato da premier.

Come suo solito, Renzi non lesina battute ad effetto e anche le slide, con il formato del taccuino (strumento di lavoro di ogni giornalista), presentano ognuna un gufo stilizzato, ormai una sorta di ‘logo’ di questa legislatura. Il riferimento e’ a quanti, solo un anno fa, si affrettavano a mettere una pietra tombale sulle riforme costituzionali, su quella delle legge elettorale, sul Jobs Act e la Buona Scuola. Tutto fatto, dice Renzi ‘spuntando’ uno ad uno i provvedimenti del suo governo. Quasi tre ore di conferenza in cuiMatteo Renzi lascia molto spazio alla politica internazionale, dai rapporti con l’Europa alla stabilizzazione in Libia. Sul primo punto,Renzi tiene a precisare che non c’e’ nessun attacco in corso da parte sua nei confronti della Cancelliera Angela Merkel: “Chiediamo solo che le regole europee valgano per tutti”. Un riferimento alla contestata prassi del doppio standard, una prassi riconosciuta ma non ‘certificata’ a livello europeo per cui la Germania godrebbe di un peso maggiore ai tavoli europei. Una prassi che il presidente del consiglio ha ‘denunciato’ nel corso dell’ultima riunione a Bruxelles “chiedendo semplicemente se la politica energetica europea fosse cambiata, se quello che vale per Southstream vale anche per Northstream”. In altre parole: se le sanzioni contro la Russia non permettono la realizzazione di un gasdotto che la colleghi al Sud, perche’ la stessa cosa non dovrebbe valere per un’altra struttura che lega Russia e Germania? “I rapporti con Angela Merkel”, assicura pero’ Renzi, “rimangono buoni”. Cosi’ come quelli con il presidente della Commissione, Jean Claude Junker al quale il premier si riferisce chiamandolo confidenzialmente Jean Claude. E semmai dovesse esserci il rischio di una implosione del progetto europeo, questa deriverebbe dallo snaturamento della stessa ragione sociale d’Europa, da comunita’ di popoli a mero insieme di norme contabili e burocratiche, sottolinea Renzi, e non in ragione delle difficolta’ economiche, che pure ci sono: “se l’Europa oggi cresce meno dell’Italia, e’ perche’ la sua politica economica e’ sbagliata”, sottolinea il premier tornando sulla necessita’ di abbandonare le politiche di sola austerity a favore della crescita e degli investimenti.

Non e’ l’unico argomento che Renzi utilizza per richiamare l’Europa ai suoi doveri. Il tema dei migranti ha visto recentemente Bruxelles procedere contro l’Italia per il mancato rilevamento delle impronte digitali. Renzi sottolinea pero’ che, a fronte di un positivo cambio di paradigma sulle riallocazioni, che dai singoli Paesi passano in carico all’intera Unione, non si e’ visto finora “nessun rimpatrio da parte dell’Europa, quindi lavoriamo perche’ si implementino soluzioni dell’Ue, chiediamo che ciascuno faccia la sua parte, dopodiche’ le identificazioni le facciamo per un fatto di sicurezza”. Il secondo capitolo estero riguarda la Libia, la cui uscita dal caos sembra ormai prossima e in cui l’Italia “sara’ protagonista”. Nella fase della stabilizzazione del Paese, innanzitutto, e in quella della ricostruzione, in seconda battuta. Sulla stabilizzazione, dice Renzi, non c’e’ un minuto da perdere, “va accompagnato il tentativo storico che si sta facendo sotto egida Onu”. Questo, pero’, senza cedere a tentazioni interventiste: “azioni unilaterali contro Daesh sarebbero un errore clamoroso”, sottolinea Renzi aggiungendo che si tratta di una posizione condivisa, tra gli altri, anche dagli Usa. Il tema piu’ spinoso rimane pero’ quello che riguarda il decreto con il quale sono stati messi al riparo i risparmi dei correntisti di quattro banche. Non quelli degli investitori o, meglio, di tutti gli investitori. Assicurando che il governo sara’ accanto alle persone truffate, Renziha rivendicato la forza del sistema bancario italiano: “Non lo cambierei con quello tedesco”, ha sottolineato il premier ribadendo che “non c’e’ alcun rischio sistemico” per i nostri istituti di credito. Sul fatto, poi, che sul caso debba lavorare una commissione di indagine o di inchiesta parlamentare, e’ una scelta che il presidente del consiglio lascia all’autonomia delle Camere. E su eventuali responsabilita’ politiche in merito a quanto accaduto, il capo del governo spiega: “In Italia ci sono stati altri scandali bancari, ad esempio per la Lega Nord, e allora e’ interessante capire chi puo’ chiamarsi fuori da una serie di vicende da cui noi, come gruppo dirigente, non abbiamo nulla da temere, mentre ad alcune forze vorrei ricordare che non erano su Marte e anzi alcuni erano addirittura agli sportelli”. Non si tratta ell’unica stoccata alle opposizioni. Beppe Grillo, dal suo blog, parla di “passeggiate sui cadaveri” e Renzi lo richiama a quel limite di decenza che dovrebbe ispirare chiunque. Detto questo ricorda che gli italiani sono secondo solo ai giapponesi per longevita’ e che il nostro Paese, negli ultimi 25 anni, ha ridotto le emissioni di circa un quarto.

‘PUNZECCHIATURE’ TRA RENZI E PRESIDENTE ODG SU SCHIAVITU’ E BOTTI

Guardando all’agenda parlamentare, Renzi si sofferma sulla legge per le unioni civili, che rischia una brusca frenata a causa dei diversi punti di vista che ci sono tra i partiti e mnei partiti: l’obiettivo, assicura, e’ quello di fare del 2016 l’anno in cui la legge sara’ varata. Si tratta pero’ di una legge su cui “non verra’ posta la fiducia” e, anzi, si cerchera’ di “avere un confronto franco e approfondito” nella aule del Parlamento. In altre parole, nessuna accelerazione, ma impegno perche’ si tratta di una questione di “giustizia e dignita'”. Comunque vada, non c’e’ da aspettarsi un rimpasto di governo per assicurarsi il voto dei centristi. Si riempiranno quelle caselle, come la delega agli Affari Regionali, che sono ancora vuote, ma non si procedera’ ad alcun riassetto. Nemmeno dopo le elezioni amministrative, su cui il presidente del consiglio si gioca molto, ma che non sembrano preoccuparlo. “Abbiamo rispetto di tutti e non abbiamo paura di nessuno: il Pd governa piu’ territori di quanti ne siano mai stati governati, e’ impressionante se guardiamo una cartina. Sceglieremo i candidati come lo scorso anno, con primarie vere. Sono andato a fare campagna elettorale per i candidati che il mio partito ha scelto con le primarie”, ha detto annunciando le primarie a Roma per il 6 marzo, “in anticipo rispetto a quanto previsto”, e confermando il voto nella Capitale a giugno. “Non sono terrorizzato dal perdere consenso. Se si dovesse fare una previsione per le politiche 2018, direi che vinciamo al primo turno”, ha aggiunto riferendosi a quel “capolavoro parlamentare” che e’, gli occhi di Renzi, l’Italicum. POLITICA RADIO PIAZZA NEWS

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