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Renzi si prepara per il concresso o primarie

Politica Italiana Boccia: 'Congreso sia vero o reagiremo

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Per rilanciare l’idea del Pd come “motore del cambiamento” in Italia e in Europa, “abbiamo bisogno di due cose: un grande coinvolgimento popolare e una leadership legittimata da un passaggio popolare. Ma abbiamo anche bisogno che chi perde un congresso o le primarie il giorno dopo rispetti l’esito del voto”. E’ uno dei passaggi della lettera che, a quanto apprende l’Ansa, Matteo Renzi invierà domani dopo la direzione Pd a tutti gli iscritti al Partito democratico. “Cari amici e compagni del Pd, tutta la politica italiana sembra tornata alla prima Repubblica. Dobbiamo rilanciare, con energia e entusiasmo, l’idea del Pd come motore del cambiamento, in Italia e in Europa”.

Resa dei conti nel Pd che si prepara alla Direzione di lunedì.  “Vogliano fare un congresso vero e i congressi nel Pd durano dai 5 ai 6 mesi non 5 settimane. Se non sarà così, se se si vorrà fare un finto congresso, l’ennesima autocelebrazione, se decide tutto Renzi, noi reagiremo, ci batteremo nel partito così come abbiamo fatto finora, utilizzando lo statuto. Abbiamo già le firme pronte per il referendum interno”, afferma Francesco Boccia.  Mentre Orfini bacchetta la minoranza e ammonisce: Il nostro congresso coinvolge (da sempre) decine di migliaia di iscritti e milioni di elettori. Definirlo una farsa offende soprattutto loro’.

Il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini invita a chiudere le polemiche. ‘Sono inutili e non fanno bene al Pd, si è superato il livello di guardia. Ogni giorno – ricorda – un se o un ma e una condizione. Domani si terrà una direzione in cui il segretario dirà in modo chiaro la prospettiva che intende proporre al partito e al Paese. Da lì, dalla proposta che verrà avanzata ognuno, mi auguro, assumerà responsabilmente una posizione chiara. Credo sia venuto il momento di smetterla con la tattica dell’aspirazione al logoramento’.

Anche Romano Prodi interviene nel dibattito e ribadisce la sua posizione contro il voto anticipato. “Su questo mi sono pronunciato già varie volte, secondo me bisogna votare al tempo dovuto, la legislatura finisce questo altr’anno, si voti questo altr’anno”, dice in un’intervista a Di Martedì. Con che legge elettorale? “Sono sempre stato – risponde l’ex premier – per il collegio uninominale perché con la crisi dei partiti almeno si conosce chi è il candidato, un piccolo collegio e uno deve conquistarsi gli elettori”. POLITICA ITALIANA

 

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