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RESOCONTO CONSIGLIO COMUNALE 29/07/2015

Nola politica locale per radio piazza news

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Ieri, come previsto, il Consiglio Comunale ha approvato tutte le delibere sulle tariffe così come presentate dalla Giunta.

Abbiamo votato contro motivando a ogni punto dell’ordine del giorno e sottolineando il fatto che su ogni tariffa si poteva intervenire e invece si è scelto di confermare tutte le tariffe e di aumentare la TARI.

SINTETICAMENTE:

IRPEF: aumenta il gettito (da 211 mila a 359 mila euro) ma l’aliquota resta la stessa, allo 0,8, si poteva effettuare subito un taglio e una riduzione per le fasce di popolazione più disagiate, ma la maggioranza consiliare ha votato la delibera di giunta così come presentata.

IMU: resta sulle abitazioni principali al 4 per mille, su altri immobili al 10,6 (massimo previsto per legge) ma non si allarga la base contributiva, ad esempio sugli immobili produttivi (possibilità di tassazione fino al 3 per mille), per ridurre complessivamente la tassazione (pagare tutti per pagare meno), la maggioranza consiliare ha approvato la delibera proposta dalla giunta senza modifiche;

TASI: aliquota al 2,5 e qui pagano solo le abitazioni principali, quindi i cittadini residenti, mentre per gli altri sono previste addirittura esenzioni complete, come per gli impianti produttivi che così usano i servizi indivisibili senza pagarli. Anche per la TASI allargare la base contributiva significa un abbassamento dell’aliquota, ma niente. Per di più, scorporando i costi di polizia locale e protezione civile (che per pensionamenti e alluvioni danno un dato alterato), complessivamente la spesa per i servizi indivisibili aumenta di circa 20 mila euro.

TARI: aumenta il costo del servizio di circa 23 mila euro e quindi aumenta la tassazione che per legge deve coprire l’intero costo. I metri quadrati tassati ci sembrano pochi ma non è prevista nessuna azione di intervento contro l’evasione fiscale. Non c’è nessuna proposta o idea per risparmiare qualcosa. Abbiamo detto che l’Amministrazione, essendo in continuità con quella precedente a guida Mascolo (come ricordato da Tufino Bene Comune in campagna elettorale), può riprendere la nostra proposta di riduzione che presentammo all’epoca e che per noi è ancora valida (riduzione dei rifiuti per ridurre costo conferimento, ripianificazione raccolta differenziata, isola ecologica attrezzata per riciclo). Aumentano invece alcuni costi (+40 mila euro per smaltimento, +10 mila euro compostaggio) e uno in particolare, quello della raccolta differenziata che invece dovrebbe essere una risorsa, una vera e propria entrata dalla vendita delle frazioni differenziate, e invece spendiamo la bellezza di 127 mila euro. La maggioranza consiliare ha votato la delibera di giunta così come presentata.

SERVIZI A DOMANDA INDIVIDUALE: per il servizio mensa non è stata prevista esenzione o riduzione. Chi ha 2 o 3 bambini a scuola sborsa bei soldini ogni mese. Nessuna riduzione o esenzione neanche a seconda del reddito. La maggioranza consiliare ha votato la delibera di giunta così come presentata al consiglio.

RAZIONALIZZAZIONI: si dice nel piano che le autovetture in dotazione sono da considerarsi funzionali al mantenimento degli standard minimi di efficiente funzionamento e per l’espletamento dei compiti istituzionali. Abbiamo fatto notare però che la lancia libra non è affatto indispensabile, quindi si dovrebbe procedere alla vendita della stessa, cosa non prevista dal piano approvato con la maggioranza consiliare.

Dopo la discussione sul piano triennale delle opere pubbliche nella quale abbiamo chiesto chiarimenti rispetto alla destinazione d’uso di alcuni stabili che risultano vincolati, abbiamo chiesto di far pagare l’affitto all’ARPAC che occupa la ex casa comunale senza alcun servizio effettivo alla cittadinanza in mancanza di personale e strumentazione. Su questo punto ritorneremo chiedendo la revisione della convenzione.

Gli ultimi 2 punti all’ordine del giorno non riguardavano le tariffe ma erano altrettanto importanti:

1. ADESIONE EIATO: abbiamo chiesto ai consiglieri comunali di votare contro ma abbiamo ottenuto solo il rinvio dell’ordine del giorno.

Ecco le considerazioni e l’intervento in Consiglio:

—> Considerazioni:

Sulla base delle facoltà attribuite alla regione Campania dalla legge Sblocca Italia (art. 7), la Giunta Regionale, con la Delibera n. 812 del 30.12.2014, ha istituito i nuovi enti di governo dell’ambito, nominati EIATO (Ente Idrico dell’Ambito Territoriale Ottimale).
La delibera prevede, all’art. 5 che gli organi dell’EIATO sono:
a. il consiglio;
b. il Presidente;
c. l’ufficio di gestione ;
d. il revisore unico.

I) Il potere decisionale sta tutto in capo al Consiglio, che detiene i poteri sulla tariffa, sulla forma di gestione e sull’affidamento, e sulla pianificazione in generale. L’assemblea dei sindaci scompare. Infatti, l’art. 6 prevede che “I componenti del consiglio sono eletti tra i sindaci dei comuni e della città metropolitana ricadenti nel rispettivo ambito territoriale, secondo le regole definite dalla convenzione di cui all’articolo 4. Il consiglio è composto da 3 a 5 componenti secondo quanto previsto dalla convenzione di cui all’articolo 4”.
In pratica 3 – 5 rappresentanti eletti dai sindaci accentrerebbero le funzioni amministrative di tutti i comuni, con ulteriore riduzione degli spazi democratici di discussione.

II) La delibera non definisce i confini geografici dei costituendi enti, rimandando ad una legge regionale la definizione degli stessi. In particolare, viene previsto che.
“nelle more dell’adozione della legge regionale contenente la nuova delimitazione degli ambiti territoriali ai sensi dell’articolo 147 del Codice ambiente in sostituzione della vigente legge regionale n. 14 del 1997, si rende necessaria l’individuazione dell’ente di governo dell’ambito e l’organizzazione territoriale del servizio idrico integrato, come stabilito dal comma 1 del medesimo articolo 147” (Delibera 812/2014);
“L’EIATO è rappresentativo della Città metropolitana e di tutti i comuni ricadenti nell’ambito territoriale ottimale definito dalla legge regionale sulla base dei criteri indicati all’articolo 147, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006” (art. 2 Disciplina allegata alla delibera).
Potrebbe ritenersi che, nelle more dell’approvazione della legge di cui si dice, rimangano validi i confini territoriali previsti dalla legge LRC 14/97, ma su questo punto non vi è certezza.

III) La delibera, le cui modalità di attuazione non sono ancora chiarissime, mette in atto una riduzione degli spazi democratici riducendo in maniera abnorme il ruolo dei comuni, e lasciando a soli 3 -5 membri eletti la gestione di ambiti territoriali.
In ultimo va segnalato che l’aver operato questa ridefinizione del funzionamento degli ambiti (per quanto ancora parziale) con lo strumento della Delibera di Giunta Regionale, rappresenta un ulteriore colpo di mano e una ulteriore forzatura alle regole istituzionali, con l’esautorazione, oltre che dei sindaci, anche del Consiglio Regionale, unico organo rappresentativo della Campania, e quindi unico organo deputato ad approvare atti normativi.

[Considerazioni tratte dall’analisi dell’avvocato Grauso della Rete dei Sindaci per la ripubblicizzazione del servizio idrico – comuni ATO 3]

—> Intervento:

Insomma la Giunta Caldoro ha provato a dare l’ultimo colpo di coda, ci ha provato a fare il blitz, ma non ci è riuscita fino in fondo. Come la Gori ha provato a fare il blitz con le bollette con le partite pregresse ante-2012. Ma noi non abbiamo l’anello al naso.

Oggi noi abbiamo una possibilità. Sappiamo, inoltre, e se non lo sapete ve lo dico io, che adesso si discute su una nuova proposta di legge regionale della giunta De Luca che ripristina l’Assemblea dei Sindaci e quindi almeno un principio di democrazia nella gestione del servizio idrico. L’assemblea dei Sindaci dovrà decidere anche della gestione del servizio, questione fondamentale per avviare un reale processo di ripubblicizzazione del servizio stesso.

Inoltre in un comunicato della Rete per la ripubblicizzazione sopra richiamata i Sindaci hanno fatto sapere di aver assunto, tra le altre, una decisione fondamentale, ovvero quella di rigettare e non sottoscrivere la Convenzione prevista dalla delibera 812/2014.

Poco dopo alcuni sindaci hanno iniziato anche a fare le ordinanze per il blocco dei distacchi dei contatori idrici, accogliendo i pareri delle ASL di riferimento per i periodi estivi. È da criminali effettuare distacchi di questi tempi, ed è da criminali effettuare i distacchi che hanno fatto a Tufino, sì perché anche qui da noi lo hanno fatto, e tra l’altro in barba a qualsiasi regola.

L’Amministrazione dovrebbe provvedere subito a fare un’ordinanza per vietare i distacchi e per ripristinare l’erogazione dell’acqua potabile sul territorio comunale per le utenze che hanno subito il distacco.

Un Comune come il nostro non può farsi togliere anche le più semplici funzioni decisionali. Già troppe volte abbiamo subito decisioni senza colpo ferire, e la nostra salute e le nostre tasche ne risentono ancora oggi. È il momento di farci valere, di avere la schiena dritta. E io non voglio essere partecipe dell’ennesima umiliazione.

Io vi chiedo di avere coraggio.

Per tutto quello che ho detto fino ad ora io invito tutti i consiglieri comunali a votare contro l’adesione all’EIATO, di stabilire in questo momento l’adesione alla rete dei sindaci per la ripubblicizzazione del servizio idrico dei comuni dell’ATO 3 e di contribuire insieme alla lunga battaglia cominciata nel 2011, col referendum, quando i cittadini di Tufino, superando la media delle percentuali nazionali, si dichiarò a favore dell’acqua pubblica contro gli interessi degli speculatori.
Perché come diciamo da un po’ di tempo, si scrive acqua ma si legge democrazia.
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2. ELEZIONE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: abbiamo proposto l’elezione di una commissione per la modifica del regolamento per inserire modalità certe di elezione del presidente ma la maggioranza consiliare ha votato contro, e invece ha votato a favore della proposta del Sindaco di rinviare il tutto a settembre.

 

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