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Riforme: 513. 449 emendamenti Il ‘nodo’ del Senato elettivo

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Roma, 7 ago. – Sono 513.449 gli emendamenti totali presentati sul ddl Boschi in commissione Affari costituzionali del Senato. E’ quanto rende noto palazzo Madama. “Mi auguro che ci sia dialogo vero in questa direzione, non come al solito, che Renzi parla un’ora e non ascolta le critiche. Serve un confronto vero sul Senato eletto. Bisogna evitare che il governo metta la fiducia anche sulla riforma della Costituzione. Il governo ha molte emergenze da affrontare”.
Alfredo D’Attorre, esponente della minoranza Pd, entrando alla riunione della direzione del Pd spiega le ragioni della minoranza. “Vedremo se rinascera’ un nuovo patto del Nazareno, vedremo se Forza Italia cambiera’ di nuovo idea sull’elettivita’ del Senato. Verdini non credo possa diventare il nuovo padre costituente” ha proseguito D’Attorre rispondendo alle domande dei giornalisti sul dialogo con Forza Italia. Quanto alle critiche giunte dal vertice Pd che parla di frenata sui tempi da parte della minoranza, D’Attorre afferma: “Nessuno esclude che ci possano essere modifiche, quindi la riforma dovra’ tornare alla Camera, nuove modifiche vere non cambiano i tempi di approvazione”. “Il Senato votera’ e decidera’ la maggioranza del Senato, il governo e la durata della legislatura non c’entrano, mettere in mezzo sono pressioni improprie e intollerabili”.
xxx Riforme: Serracchiani, bene dialogo FI ma non e’ nuovo patto “Siamo impegnati sulle riforme, talmente importanti per il Paese che se altre forze politiche sono disponibili e vogliono partecipare bene, ma non e’ un nuovo patto del Nazareno, ma l’impegno e la responsabilita’ a coinvolgere tutte le forze politiche”. Cosi’ la vicesegretaria del Pd, Debora Serracchiani, in conferenza stampa, replica alla domanda se un rinnovato dialogo con Forza Italia puo’ dar vita a un nuovo patto sulle riforme. Lorenzo Guerini, in conferenza stampa, mette in chiaro la posizione del Pd sul ddl Boschi: “I paletti sono chiari: va bene introdurre modifiche migliorative del testo ma non si torna al punto zero, non e’ possibile”. Cosi’ il vicesegretario del Pd in conferenza stampa, replicando alla domanda sugli emendamenti presentati dalla minoranza del partito che mirano all’elezione diretta del Senato. “Sulle senatrici e i senatori del Partito democratico pesa una parte molto consistente della responsabilita’ di tenuta di questa difficile e critica legislatura. Senza il vostro lavoro in commissione e in aula, non saremmo mai potuti arrivare all’approvazione di tanti e importanti provvedimenti”. Lo scrive il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, nell’abituale lettera di saluto prima della pausa estiva alle senatrici e ai senatori del gruppo ringraziandoli “di cuore” per il lavoro “impegnativo per il ritmo quotidiano e la complessita’ delle questioni” affrontate”. Nel ricordare il calendario della ripresa dei lavori “denso di provvedimenti di estrema delicatezza” come “unioni civili, riforma costituzionale, legge di stabilita’”, Zanda esorta i senatori di fare “tesoro dell’esperienza”. “Per migliorare ulteriormente la qualita’ e l’efficacia del nostro lavoro – scrive – e’ necessario mantenere un forte impegno di collegialita’ e una buona attivita’ istruttoria delle nostre iniziative”. “Suggerisco a tutti noi di fare ogni sforzo possibile affinche’ i temi piu’ spinosi vengano affrontati e risolti in commissione. Abbiamo capito che trattare direttamente in aula i nodi politicamente piu’ delicati produce, fatalmente, disordine politico, confusione tra maggioranza e opposizione e, per di piu’, nessun risultato nel merito”, sottolinea il capogruppo Pd. xxxx Riforme: minoranza Pd, a Consulta ultima parola su immunita’ = “Il fatto nuovo e’ una legge elettorale in cui si arriva, purtroppo, ad un Camera dominata da un solo partito e fatta prevalentemente di nominati. Con quella legge elettorale li’, c’e’ bisogno di un Senato in cui si restituisca la parola ai cittadini per scegliere i senatori. Penso sia una cosa di buon senso. Le riforme possono e devono andare avanti ma con questa modifica”. Lo afferma al tg3 l’ex capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza. Spettera’ alla Consulta dire l’ultima parola sull’immunita’ dei senatori. E’ quanto prevede un emendamento della minoranza Pd, a prima firma Felice Casson, che dispone: “Contro il diniego della autorizzazione e’ ammesso ricorso alla Corte costituzionale. A tale scopo, viene istituita all’interno della Corte una sezione, composta di cinque membri effettivi e due supplenti, che decide i ricorsi di cui al presente comma, cosi’ come quelli di cui all’articolo 66. I cinque membri effettivi e i due supplenti vengono scelti dal plenum della Corte a scrutinio segreto, con le modalita’ stabilite dalla legge ordinaria, che provvede anche alla redazione delle norme procedurali e per la durata massima di cinque anni. La sezione e’ presieduta da un giudice scelto, a scrutinio segreto, dai sette membri della medesima”. Sara’ la Consulta, in maniera automatica e non su ricorso di almeno un terzo dei componenti di uno dei due rami del Parlamento, a valutare in maniera preventiva la costituzionalita’ o meno della legge elettorale.
Lo prevede un emendamento della minoranza Pd.
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